NO al Referendum in difesa della Costituzione repubblicana
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Ciao Manuel, come va?
Bentrovato.
Sì, ricordo l'evento, non ti
preoccupare.
E e anche rispondo
alle due cose che mi hai indicato.
Una la richiesta di una live sullotta
comunista, se non sbaglio.
L'altra adesso non me la ricordo,
ricordamelo tu, eh,
così.
O non è che si Ah, ecco dove caspita
stanno gli occhiali. Ecco. Eh,
cari amici, è sempre molto faticoso fare
sto mestiere.
Allora,
ricordami tu le due cose, Manuel.
Allora, Alessandro Mancini, salve.
Roberto Mattei, il manifesto sardo, ciao
Cesco,
poi
Renato Perger
Luigi
Franciamone. Sì.
Asian Wall,
Fabri,
Andrea,
questi così si sciogli lingua.
Andrea
mane. Beh, vabbè. Andrea,
ciao fanfulla, come stai?
Poi c'ho delle novità per te.
Buonasera, signor Lenzi Bertini,
Daniele,
poi
Angi Colombo,
Claudio Garlaschi, il Mauro Pansalata,
ciao ciao.
E poi Aristides Canabue,
quindi Sabrina Caruso. Buonasera signora
Mamazzè. Ciao cara, come va?
Sì, elezioni in Francia, ho visto, ho
visto. Eh, c'è da stringere i denti, eh.
Il marchese del Grillo,
Alberto Avella.
Mh.
Stefano Gatti,
Luigi Cannella,
Baffo Raffo,
Sara
Petri,
critiche alla tua posizione sulla
Biennale. Giusto, giusto.
Allora,
Arisides Carnabue,
Claudio Carlaschi dice una live su
Cervetto e se che è la stessa richiesta
sulla storia dell lotta comunista.
Risti Scanue, sì.
Sergio Teramo,
Claudia Buttafuoco hanno una visione
simile,
no? Per molte cose li direi anche
proprio culturalmente diversi fra gli
interessi letterari, teatrali, eccetera
di uno e quelli geopolitici dell'altro
un po' li vedo abbastanza diversi.
Eh, poi c'è
Pietro Pensa,
Guido
Montini,
buon pomeriggio
Lorenzo De Rossi,
dunque, ho già votato no da questa
Sì,
Pierluigi
Contu,
lei ci fa stare dalla parte di Travaglio
Barbero Landini.
E perché preferisci star dalla parte? Te
ti faccio un elenco che altro chearsi il
naso ci vuole la maschera antigas.
Raffaele Martino,
invece sì, va contro la Costituzione.
Poi ti dirò.
Poi c'è
Oh, Baffo Raffo, come stai?
Eh,
Antonio Simoncini,
Minioni Paolo,
Pierpaolo Giufrida,
Nicola Boniolo, Margherita Parcaro.
Buonasera signora, ben ritrovata.
Poi c'è Massimiliano
Cauzzi,
Massimiliano Baldoni.
Dunque Andrea
per Vabbè, vengo proprio ora da una
giornata di volantilaggio di quello che
percepisco.
Noto una netto opposizione a questa
riforma.
Michele,
vabbè, Minioni, Paolo, Rita Barbieri,
buonasera signora. Bene, siete già
tantissimi. Allora, innanzitutto ricordo
a tutti quanti e
in particolare ai milanesi che sono in
ascolto che mercoledì alle ore 17
ci sarà un dibattito organizzato
dall'associazione Storia per tutti
con la professoressa Lami e con Mirko
Campochiari.
io farò da discassant di entrambi sulla
guerra in Ucraina,
tema che rischia di essere schiacciato
da questa
infami guerra del Golfo, la terza guerra
del Golfo,
ma che in qualche modo sta precipitando,
stiamoci attenti, insomma, per cui
ricordo a tutti questo.
due risposte.
sollecitazione a fare una live su Lotta
Comunista,
ma io avevo in testa, per la verità di
preparare una serie di live,
però mi sarei riservato di farlo l'anno
prossimo alla vigilia dell'anniversario
del 60º del 68
su tutta la nuova sinistra italiana in
cui avrei toccato le varie
organizzazioni, movimenti, eccetera
eccetera e anche lotta comunista,
ovviamente, non vedo perché non dovrei
citarla.
in quell'occasione vedremo un po'
di parlarne.
Innanzitutto due precisazioni.
La questione della
mia posizione
sul contraria all'esclusione della
Russia dalla Biennale.
Questa è l'idea di quelli che pensano
che tutto vada risolto in termini
militari, per cui anche la
contrapposizione culturale deve avere un
carattere militare di esclusione.
È un errore, è un errore politico.
Io ve l'ho sempre detto, io ho avversari
nei regimi politici, non nei popoli. Non
ritengo nessun popolo mio nemico.
I
gli Ayatollà non mi stanno per niente
simpatici in Iran, ma il popolo col
popolo iraniano io non ho niente contro.
Non mi stavano simpatici certamente i
nazisti in Germania, ma non niente
contro il popolo tedesco.
Non mi stanno simpatici
i repubblicani maga e devo dire anche i
democratici,
la classe dirigenti americane, ma non ho
nulla contro il popolo americano. E
sapete che io sono antiamericano, ma
antiamericano nel senso delle sue
classi, non del poco. Quindi stessa cosa
vale per la Russia.
Io
sicuramente sono contro Putin, ma non
sono contro il popolo russo.
E la battaglia nostra quale deve essere?
quella di sottrarre il popolo russo
all'influenza
infausta di Putin e dei suoi.
Voi mi direte, "Ma il popolo russo
manifè chi manifesta da una parte, chi
dall'altra, chi si arruola e chi diserta
e chi scappa, per carità, e questo
succede dappertutto.
La nostra battaglia è spostare il popolo
russo. Però in questo senso chiudere i
canali della comunicazione culturale è
esattamente il contrario di quello che
si dovrebbe fare
e vi ho detto che è una mossa inutile
perché non sposta di 1 mm i rapporti di
forza sul campo di battaglia e nel
confronto economico è una mossa stupida
perché controproducente
ai fini della conquista del consenso nel
popolo russo.
E in terzo luogo è una mossa ipocrita
perché contemporaneamente tu stai
abbandonando le sanzioni o certo per un
aspetto temporaneo,
poi una volta sbloccate figuratevi se si
ritorna eccetera. Quindi stiamo ridando
fiato economico a Putin e per non far
vedere che proprio e ci inventiamo
questa fesseria dell'esclusione della
Russia dalla Biennaro.
Le guerre si fanno anche sul piano
psicologico
e questa è una mossa psicologica
cretina.
Bene, detto questo,
veniamo subito all'argomento di stasera.
Mi fa piacere la domanda di uno dei
commentatori che dice "No, ma guarda che
non è una domanda, è un'affermazione
e il sì non è contro la Costituzione, è
contro la Costituzione
non solo e non tanto per la legge presa
alla lettera che ha aspetti criticabili,
discutibili, ma per il suo senso
politico.
E adesso se i soliti che non capiscono
che non devono
Scusatemi, devo ti richiamo dopo.
Eh,
scusate,
è il senso politico.
Dovete capire che, cosa che io mi sforzo
di dire da tempo, i referendum non sono
mai soltanto sul singolo oggetto
e non sono nemmeno soltanto
qualcosa, diciamo, di legato agli
schieramenti, per cui al di là
dell'oggetto del referendum poi c'è
l'avanzata o la sconfitta di un front,
per esempio nel 74
quella fu una sconfitta della DC alleata
al movimento sociale in quell'occasione
e fu invece una vittoria delle sinistre
alleate ai laici,
al punto che si pensò, alcuni
ipotizzarono l'idea di un'alternativa
non solo di comunisti socialisti estrema
sinistra radicali, ma del fronte di
sinistra classicamente inteso con
repubblicani e orrore socialdemocratici.
Vabbè, ma se fossero servirti. Poi
questa cosa non passò perché il PC era
orientato al compromesso storico. Però
guardate,
in ogni occasione referendaria voi
dovete distinguere tre cose.
la legge su cui si vota,
che è la cosa meno importante,
lo schieramento che sostiene il sì e che
l'altro che sostiene il no, cioè quindi
le logiche di schieramento e in terzo
luogo ed è la cosa più importante, il
senso politico.
Quando abbiamo votato il referendum
sulla legge Cossiga, per la verità già
sulla legge reale nel 1978,
in realtà quello fu l'autorizzazione al
governo a fare la grandinata di leggi
dell'emergenza come la legge Cossiga
e come poi tutta altra serie di leggi
che hanno fatto strame del garantismo
penale.
E quindi
poi il bello è che quelli che oggi
protestano contro i magistrati eccetera
eccetera bollero le leggi dell'emergenza
antigarantiste.
Si riscoprirono garantisti quando si
trovarono un avviso di reato per le
tangenti che avevano intascato. E questo
forse è il caso di dirlo. Allora,
cerchiamo di capire qual è la partita.
La legge in sé. La legge in sé sì,
obiettivamente
non è che abbia
particolar
elementi particolarmente violenti contro
l'ordinamento costituzionale in quanto
tale, più lo spirito di quelle leggi.
Per esempio, non si capisce perché i
magistrati debbono esprimere i loro
rappresentanti attraverso il sorteggio.
invece i rappresentanti del Parlamento
sono eletti e non sono sorteggiati
perché
e già questo dà un segno non è una cosa
particolarmente
terribile, anzi io sono convinto che
tutto poi si risolverà con un finto
sorteggio e con la spartizione
concordata e proporzionale rispetto ai
gruppi anche lì. Quindi, per carità,
questo è secondario. La verità è il
senso. Il senso qual è? Noi viviamo da
50 anni una pulsione contro la
Costituzione
che è a ad assolutare ad ad
assolutizzare il potere esecutivo,
il governo,
prima di tutto nei confronti del
Parlamento con le scellerate leggi
maggioritarie la cui colpa ricade sul
trio Occhetto, Pannella e la Malfa, che
sono, scusate, e segni
che sono i responsabili della deriva
anticostituzionale che poi si è
manifestata,
poi ribadita regolarmente dal PDSDs,
Partito Democratico, cioè che si è
sempre schierata in questo senso
e quindi
in un primo momento l'avversario da
abbattere era il Parlamento e in buona
parte ci sono riusciti
trasformando il Parlamento.
Beh, non vorrei copiare una nota
espessione in un bivacco non di
manifoli, ma di imbecilli e di
riletterati nella maggior parte dei
casi.
Ma questo non è bastato perché bisognava
vendicare
l'offesa
resa al potere politico, cioè alla
casta, chiamiamo le cose col loro nome,
con
mani pulite. Attenzione, mani pulite io
non le ideo per niente, è stata una cosa
molto poco pulita. Mh.
Ed è stata una cosa con un forte impulso
finanziario e americano
a dire le cose come stanno. Ciò non meno
questo non significa che la Castel non
avesse commesso una quantità di reati
assolutamente ripugnante.
E per la verità, diciamo la verità, dopo
mani pulite la corruzione non è stata
sconfitta.
Però pur sempre ogni tanto c'è qualche
rigurgito
e allora eh no, questo non è
sopportabile che la magistratura,
intendiamoci anche qui, io
non sono un tifoso del fatto che la
magistratura metta il becco nel merito
delle questioni politiche. Io serei
dell'idea che per legge i magistrati
debbano tenere il becco chiuso sulle
questioni di carattere politico, che sia
la politica estera dove anche lì hanno
messo lingua o che siano i diritti
eccetera. I magistrati devono applicare
le leggi che fa il Parlamento. Non
devono dire al Parlamento che leggi deve
fare, però per la stessa ragione io sono
dell'idea che il potere politico debba
astenersi da commenti sui provvedimenti
giudiziari.
Si può accettare che lo facciano
in difesa del garantismo, cioè i
parlamentari, non i governanti.
E io sarei dell'idea che sarebbe bene
stabilire per legge che ognuno faccia il
suo mestiere,
poi
il popolo italiano deciderà di volta in
volta qual è la linea da scegliere.
Quindi
in realtà qui non è che stiamo
discutendo di questa legge, stiamo
discutendo di un progetto di riassetto
dei poteri che avrà un seguito dopo.
Tenete presente che la vittoria del sì
non chiude la partita, ma la apre.
Dopo vedrete e io già prevedo la legge
che seguirà che sarà quella per la quale
il presidente, il ministro guardilli, il
ministro di Guardia di Grazia e
Giustizia stabilisce la graduatoria dei
reati più urgenti da colpire nei quali
occasionalmente
non ci saranno mai reati come
corruzione, concussione,
eccetera eccetera. E infatti già l'abuso
innominati in atti uffici lo hanno
adorito. Quindi obiettivamente lo
spirito di questa legge, la vittoria
della casta non solo contro la
magistratura, ma contro lo spirito della
Costituzione repubblicana.
è la rivendicazione
del potere insindacabile
delle burocrazie di partito.
Sia chiaro che chi vota per il sì non
sta votando per la riforma giustizia,
sta votando per la partito
per la burocrazia dei partiti politici o
se preferite chiamateli la casta.
Non solo, ma questo fa parte anche di un
più generale orientamento. Qui c'è il
rapporto
con lo schieramento. Il rapporto con lo
schieramento. Guardate che non è un caso
che lo stesso litigio fra potere
esecutivo e potere giudiziario lo stiamo
osservando negli Stati Uniti dove il
presidente tal si permette di
svilanneggiare
e di delegittimare la Corte Suprema, una
cosa da messi in stato d'accusa
e questo lo schieramento del no è lo
schieramento dei trampiani d'Italia. Non
sono cose casuali queste, cari amici,
sono cose che hanno un senso preciso e
il senso politico è quello di un potere
irresponsabile che certamente non è nel
disegno della Costituzione repubblicana.
Ed è la stessa ragione per la quale
esattamente 10 anni fa io mi schierai
contro la riforma Renzi.
Come vedete, ehm, voi adesso mi dite,
"Eh, ma tu stai a fianco con E Sì, ma se
dobbiamo ragionare su chi sono i
compagni di strada che ti trovi di volta
in volta, dovremmo astenerci sempre.
Voi mi dite che vi scandalizza Travagli,
Landini, eccetera eccetera." Vabbè,
perché a voi invece stanno bene eh
Salvini eh sta bene per es Salvini che è
l'amico di Bannon e che in qualche modo
sembra sembrava fosse anche amico
del giro dei frequentatori di Epstein
eccetera. Eh, vi sta bene invece, che ne
so, tutta l'ala di quegli scappati di
casa di di Fratelli d'Italia, eh per non
parlare del partito degli Inquisiti
più noto,
se dovessimo fare questo ragionamento
e voi state dalla parte di Pietro,
congratulazioni.
Come vedete non è un argomento quello
del chi ti trovi, perché di volta in
volta ti troverai sempre qualche
compagnia imbarazzante e è inevitabile
che sia così.
Quello che invece dovete tenere presente
è il senso politico degli schieramenti
e non è un caso che
questa legge sia richiesta dagli amici
di Trump in Italia.
Osservate, per esempio, l'imbarazzante
silenzio della Meloni sulla richiesta
del tutto irragionevole, indecente,
impresentabile di Trump
di aiuto delle marine
NATO nella nello scontro di Orms. Ma
scusami,
consentitemi questo inciso. Tu hai
scatenato una guerra folle senza nessun
piano preciso, cioè una cosa fatta
veramente coi piedi. Vabbè, non ne hai
né non dico consultato, ma manco
avvisato, informato gli alleati della
NATO.
Ti sei poi giustificato dicendo "No,
vabbè, ma è una cosa fuori del quadro
della NATO." Benissimo, è fuori. E
allora che vuoi? Adesso pretendi che
quei paesi che tu hai
trascurato di informati, contro i quali
stai conducendo una guerra economica,
contro i quali ogni due giorni tiri
rischiaffoni,
anche politici, pensiamo alla guerra in
Ucraina eccetera, vengano in tuo socco,
quindi entrano in guerra perché se
arriva la Marina inglese, francese,
italiana, eccetera eccetera tedesca ad
Ornuz e di fatto partecipi alla guerra e
sei dalla parte qui giustamente gli
irani dicono "Guardate che lo
consideriamo un atto di guerra". Certo,
vuoi considerare un invito eh a cena? E
no. Bene,
giustamente. Beh, il primo, devo dire
molto dignitoso che ha preso le distanze
già da prima di questa storia delle navi
da inviare è stato il premier spagnolo,
che è la persona più seria finora, che
ha negato l'uso delle basi, giustamente.
Oh, finalmente c'è qualcuno che osa dire
di no a Sua maestà.
Adesso tedeschi e inglesi
hanno fatto hanno detto abbastanza
esplicitamente che non ci pensano
nemmeno a mandare le loro navi
e
si profila analogo atteggiamento dei
francesi. L'unico governo che proprio
non sta dicendo ni di quelli che hanno
una marina di qualche consistenza
è il governo italiano per la minore.
È un caso? No, non è un caso. Questa è
una linea politica che
va è l'ultimo avamposto di partito
americano in Europa. Gli altri hanno
paura, questi invece sono proprio
attivamente schierati da quella parte.
E non è un caso che coincida anche la
posizione a proposito del rapporto fra
potere politico e potere giudiziario.
Sapete perfettamente che io non ho
alcuna stima della magistratura italiana
intesa non come potere, ma come
categoria sociologica, vabbè, come
categoria che
esercita
quel potere dello Stato.
Sono molto critico verso la magistratura
italiana, i magistrati italiani.
E a proposito del fatto che vedi e ti
vengono anche i brucioli di stomaco a
volte, ma quello che conta è il senso
politico, per cui digerisco
anche la presenza dei di stare a fianco
dei magistrati che vi garantisco mi pesa
molto di più di quelli che voi avete
elencato.
E va bene, però qui la partita è una
partita più generale
perché al di là delle regioni ragioni
rispetto alla singola legge, alla logica
politica dell'azione e le logiche di
schieramento c'è la logica culturale che
sotto. Questo
è l'idea di un potere che reprime,
perché guardate che questi garantisti
che si scandalizz sono gli stelisi che
per ogni due per tre schierano la
polizia la celere per prestare il
vabbè dei ragazzacci
un po' rumorosi eccetera. Vabbè, no,
anche
lavoratori in sciopero ecc
dissenso. Quindi capirai
che garantisti sono questi. Questo è il
Partito del potere irresponsabile che
una volta ottenuta una maggioranza si
ritiene libero di fare quello che vuole
senza limiti.
In questo mi trovo, a proposito di
amicizie imbarazzanti,
molto più che quelli che avete indicato,
Landini e cioè per me è imbarazzante
trovarmi a fianco di Monti che dice io
voterò no in difesa dello stato di
diritto. Siccome lo ricordo Monti,
non so quanti di voi se lo ricordano il
presidente del Consiglio Monti,
beh, io
trovo molto imbarazzante trovarmi a
fianco uno come Monti, però
obiettivamente su questo, sul fatto che
ci sia una difesa del principio dello
stato di diritto non posso dissentire.
E culturalmente
il segno di questa legge, di questo
schieramento, di questo governo,
di questa logica politica è il segno del
potere cosiddetto carismatico, perché
poi di carisma io veramente ne vedo
poco, sottratto al giudizio,
che sia il giudizio della magistratura,
che sia il giudizio
del Parlamento che sia il giudizio
dell'opinione pubblica. Tutto si rivedrà
poi alla fine della legislatura, quando
voteremo e magari ci saremo fatti una
legge elettorale su Mis
per mantenere il potere. Attenti però
perché poi io più di una volta ho visto
queste operazioni di leggi elettorali
fatte per far vincere qualcuno poi hanno
fatto vincere qualche altro. Ad esempio
è Ochetto e Pannella. che furono i
fautori del maggioritario inguaiando
questo paese. Poi furono sconfitti.
Questo l'unica cosa positiva di del voto
di quell'anno fu il fatto che furono
sconfitti loro i vari Occhetto, cioè che
avevano sognato in quel modo di
conquistare il governo che invece viene
conquistato da Berlusconi. Poi succedono
queste cose, sai? Dopodiché, vabbè, la
vittoria di Berlusconi certamente fu un
danno e però lo schiaffone in faccia a
Ochetto,
beh, non era una cosa che dispiacesse in
modo particolare.
E quindi, cari amici, il discorso è come
ci si batte. Questa è la stessa storia
del Ma stai dalla parte Non sto dalla
parte dei russi se dico che devono stare
alla Biennale perché le questioni vanno
affrontate in punto di principio prima
di tutto, dopo, se vogliamo in punto di
schieramento e in punto di diritto.
Beh, sport e cultura e arte devono
restare fuori dallo scontro politico, a
meno che non ci entrino loro. Ma cioè,
se mi arriva l'ideologo
del genocidio ebraico o del genocidio
palestinese, beh, a quello sono
contrario anch'io,
ma se si tratta solo di una
manifestazione artistica che non tocca
certi temi ripugnanti,
lì non c'è ragione di escludere
qualcuno.
Ecco perché
penso che in termini di principio
sport, cultura e arte debbano restare
estranei da questo genere di misure.
Oddio, mi verrebbe da usare
un'espressione che Simenon in un suo
lavoro
usa
a proposito dell'amore,
perché
lui sta dando la caccia
delinquente
e che è un giovanotto piuttosto aitante
di cui è molto innamorata una ragazza e
quando poi Poi
Giovanotto scappa
la ragazza rimane convinta che
Megrè l'avrebbe arrestata e Meg le dice:
"Scusa, perché ti dovevi arrestare? Che
c'entri tu? L'amore non è reato, l'amore
è Portofranco.
Beh, mettiamoci anche la cultura, l'arte
lo sport sono portofranco. Mh, magari
questo ci servirà.
E allora per questo io ritengo che
vada condotta la battaglia, anche perché
vedete questa volta veramente ce la
giochiamo
nell'ordine dei 100.000 voti di più o di
meno, eh,
vale a dire qualcosa come lo 012%.
Perché? E perché
c'è una cosa che in parte perché è stata
fatta una campagna elettorale oscena che
ha allontanato gli elettori.
In particolare devo dire quelli di
destra che
vuoi per diffidenza verso perché non
dimentichiamo che l'elettorato di destra
è un elettorato spessissimo antipolitico
che proprio pensa che lì la politica sia
una cosa sporca. Oddio, eh c'hanno anche
ragione a giudicare di chi sono i loro
rappresentanti, quindi no. e anche molti
altri, devo dire, però non è detto che
la politica debba essere una cosa
sporca, loro però lo pensano che lo sia
sempre, per cui schierarsi da parte
della casta, dei partiti m non gli va.
In più, tenete presente una cosa che
questa storia della guerra
contro l'Iran che sta provocando questa
catastrofe del blocco di Ormut. Anzi, a
questo proposito devo dire che ci sono
molte idee stravaganti che sto sentendo.
Faremo una live specifica su questo.
Ci sono dei pareri un po' stravaganti
per cui pensano che se riusciamo a
battere,
non si sa bene come, eccetera,
militarmente
gli irani,
poi come? Cioè, se se non metti gli
stivari a terra, che fai? Abbatti la
Marina
iraniana, ma quello non è un grande
problema.
Ma basta che non si capisce come
riuscivamo, cioè benissimo, sfondiamo il
stretto di Ormut, la chiusura e nel giro
di qualche settimana si torna normalità.
Non avete capito niente.
Non avete capito niente. Scusate
quest'altro inciso.
Perché prima di tutto, secondo me, se
non metti i piedi a terra,
te lo sogni di sbloccare. due sono le
cose, o ti ritiri, che è la scelta più
saggia secondo me,
e allora vabbè, si cerca di normalizzare
la situazione in qualche modo,
oppure devi mettere gli stivali a terra
e fare la guerra a terra. Solo che la
guerra a terra non sai come va e
sicuramente ti costa un bordello di
soldi, di mezzi, di denaro, di tempo.
ammesso non concesso che stasera
si chiuda la guerra e quindi si sblocchi
semplicemente si sblocchi Ormox.
Prima di tornare alla normalità io ho
fatto i calcoli, ci vogliono 12-1 mesi
perché e intanto perché devi bonificare
lo stretto di qualcosa come 12.000 di
lamine.
Voi avete idea di che significa perdo
più in acqua, quindi che si spostano
eccetera.
Non sarà molto facile.
Dopodiché, una volta che sei riuscito a
bonificare eccetera eccetera, devi
permettere all'ingorgo che si è creato
di centinaia centinaia e centinaia di
navi sia da una parte che dall'altro
dello stretto, sia in uscita che in
entrata.
di passare e lì obiettivamente non non è
che possono passare chissà quante navi e
deve andare a uno o due alla volta.
Quindi,
e abbiamo già visto a Suez che una
situazione simile, ma non so se
altrettanto tragica, ha comportato due
mesi, quasi 2 mesi e mezzo per smaltire
l'ingordo che si era creato.
Dopodiché c'è un altro problema.
Guardate che i eh
paesi produttori stanno bloccando quasi
tutti la produzione per due ragioni.
Primer tutto perché non si sa quando
potranno vendere il loro petrolio in
qualche modo, ma soprattutto per
un'altra ragione perché ormai hanno i
depositi saturi, quindi ormai non sanno
dove metterlo il petrolio.
quando dovremo ricominciare, cioè ci
sono dei problemi tecnici, non è che è
il rubinetto che lo riapri e butta
petrolio, non è così.
Quindi fra una cosa e l'altra e quindi
poi di nuovo e mettete nel conto che la
situazione tornerà normale lì,
mah a essere ottimisti fra 10 mesi se a
partire
10 mesi a partire dal momento in cui
finisce
in un modo o nell'altro la guerra o per
ritirata americana o per crollo del
regime
degli questo è tutto da ridere.
Ma da quando si determinerà questo
abbiamo bisogno,
secondo me, dell'annetto e qualche cosa
di più, a far presto per un miracolo 10
mesi.
Quindi anche questo tenetene conto,
insomma.
Tornando a noi, ora, siccome questa
situazione si è creata e c'è un allarme
giustificato, un allarme sociale,
perché questo significa aumento del
pezzo del territorio, già per la verità
si sta vedendo una tendenza all'aumento
immotivato poi sono ancora le scorte, ma
figurati si portano avanti con il lavoro
e quindi già stiamo cominciando a vedere
il riflesso sui prezzi al consumo.
Figuratevi quando arriverà la botta
e cominceremo a dover prima di tutto
pagare
sulla benzina. Il riscaldamento, no?
Vabbè, stiamo andando verso l'estate,
non è un problema, ma sarà quando
torneremo in autunno,
ma poi ovviamente
l'aumento della benzina che aumento del
costo dei trasporti che si rifletterà
inevitabilmente sul prezzo delle merci
e quindi è ovvio che ci sia una
situazione di allarme sociale. In una
situazione del genere l'attenzione
destinata al referendum è obiettivamente
ulteriormente ridotta. già questo
referendum, se volete, anche per il
carattere tecnico della legge e per il
fatto che tocca il problema della
giustizia sul fianco meno sentito dagli
italiani che è la giustizia penale.
altro sarebbe stato il discorso se
avessero toccato il tema sul fianco del
red della giustizia civile che riguarda
cinque volte
gli italiani che sono impegolati in
qualche processo penale.
Quindi per una ragione o per l'altra già
era un referendum poco sentito.
Poi la campagna elettorale è stata fatta
veramente a livelli indecenti
poi e non ha chiarito assolutamente il
senso politico tutta questa storia.
Poi è subentrata anche questa storia da
guerra che ha distratto l'attenzione. Ma
sapete, io comincio a pensare che se
vota il 42-43%
è già tanto.
Quindi anche per questo obiettivamente i
numeri diventeranno tutti più bassi e
quindi
100.000 voti ti fanno la differenza. se
vota meno della metà, se vota
addirittura meno del 40%, perché anche
questo è probabile, possibile
e sai una differenza di 200.000 voti che
in elezione normale sarebbero poco
meno del 1%, no? E qui
sarebbero lo 0,7%,
grosso modo, in un'elezione di questo
tipo e diventa già un 1,5%.
Quindi attenzione perché anche per
questo io faccio appello a pensarci per
un attimo, ricordandovi una cosa che
questo non solo non risolverà i problemi
di una giustizia gestita malissimo
dal
corpo,
diciamo, della categoria dei magistrati,
ma pensate che riuscirà a peggiorare la
giustizia anche penale, perché fra
l'altro fornirà l'alibi ai magistrati
per qualsiasi cosa. Devi aspettare un
anno in più per una sentenza civile. E
che volete? Avete votato così il
referendum e il governo che non ci dà i
mezzi e il governo che non ci dà i soldi
diventerà l'alibi per gestire per
giustificare qualsiasi ulteriore
degenerazione del sistema. Non è così
che si riforma la giustizia in questo
paese
e quindi non solo questo non risolverà
nessun problema, ma sarà una picconata
alla Costituzione
e sarà un ulteriore fattore di
aggravamento
della situazione
della giustizia in Italia. Vi ringrazio
per avermi ascoltato. Ricordo a tutti
che dopodomani
ci sarà questo dibattito sulla guerra in
Ucraina organizzato da Associazione
Storale per tutti con Mirco Campochi e
la professoressa Lani alla sede
dell'Università di via Santa Sofia ore
17.
Ringrazio per avermi seguito e do
appuntamento a tutti per domani.
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In questo video, il relatore analizza diversi temi d'attualità politica e sociale. Inizialmente, esprime la sua ferma opposizione all'esclusione della Russia dalla Biennale, distinguendo tra i regimi politici e i popoli. Prosegue con un'analisi critica del referendum sulla giustizia, interpretandolo non come una riforma tecnica ma come un tentativo della "casta" politica di rafforzare il potere esecutivo a discapito della Costituzione. Infine, il discorso tocca le tensioni internazionali nello stretto di Hormuz, avvertendo delle gravi conseguenze economiche e sociali derivanti dall'aumento dei prezzi del petrolio e dei trasporti.
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