La guerra delle spie di Israele: Mossad contro Shin Bet
268 segments
Care amiche, cari amici del canale del
professor Giannuli, buongiorno a tutti.
Sono Andrea Muratore e oggi avrò il
compito di sperabilmente riuscire a
sostituire il professore che, come
potete vedere da un po' di giorni non
riesce a fare la sua consueta live
perché è affaccendato con degli impegni
legati alla stesura di un nuovo saggio
che lo stanno particolarmente impegnando
e coinvolgendo. Dunque, a nome del
professor Giannuli che manda a tutta la
sua community un forte abbraccio e un
grande saluto, sarò io a colmare
in maniera indegna rispetto alla sua
grande competenza il vuoto. E oggi
intendevo innanzitutto mandare a tutto
eh il gruppo di coloro che seguono il
professore, ormai siamo quasi 34.000
persone iscritte al suo canale e i
saluti di Aldo e in secondo luogo eh
rassicurare che il professore appena
sarà libero da impegni eh sormontanti e
riempienti molto la sua agenda in questa
fase, tornerà con la consueta
programmazione.
per oggi e probabilmente che nei
prossimi giorni ci sarò io a coprire la
eh programmazione con quelli che
potrebbero essere eh consigliate delle
pillole dei video anche di
approfondimento. Questo lo vedrete
registrato e caricato già al completo,
ma anche per tenere aggiornato il
pubblico sulle grandi vicende
dell'attualità.
Oggi quello che vorremmo discutere è un
breve cenno a un dato molto interessante
che anche in onore alla grande passione
di Aldo per l'intelligence, materia di
studi in cui eccelle, ho pensato di
proporre al pubblico ed è questa strana
e in un certo senso controintuitiva
dinamica che sta emergendo dalla guerra
mediorientale di Israele ed è in
particolar modo emersa con l'attacco ad
OA. del 10 settembre scorso. Come ben
sapete l'attacco a stato compiuto
violando la neutralità del Qatar, non si
sa bene con che conoscenza, da parte
dell'Emirato e degli Stati Uniti, da
parte di Israele, per colpire i
negoziatori di Amas che si erano trovati
nel paese del Golfo per discutere la
proposta americana di pace e il rilascio
degli ostaggi detenuti a Gazza, colpendo
con missili lanciati molto probabilmente
allo spazio aereo
iracheno controllato agli Stati Uniti.
contro degli obiettivi nel pieno centro
di una città che solo pochi anni fa, ce
lo ricordiamo tutti, ospitava i mondiali
di calcio e la sua finale, quindi una
città considerata anche un'altra parte
di quello che è il nostro mondo, un atto
inaudito, un atto grave in cui nella
comunicazione, la rivendicazione
israeliana stupisce un particolare.
Israele ha dichiarato che a compiere
l'operazione sono state l'Israel Defen
Force, le sue forze armate, e lo
Shinbeth, Israel Security Agency, quello
che sarebbe canonicamente il servizio
segreto interno dello Stato ebraico.
Rimane invece sullo sfondo quello che è
considerato il servizio segreto per
eccellenza di Israele, il Mossad,
servizio segreto estero, il titolare
delle grandi operazioni di proiezione,
strategia e rafforzamento della capacità
militare di Israele per colpire i suoi
nemici ovunque si trovano nel mondo.
Ebbene, questo è un dettaglio tutt'altro
che secondario. è un dato da non
sottovalutare quando si analizza la
proiezione di Israele e anche il suo
rapporto di potere interno, perché c'è
una motivazione per il fatto che Israele
ha colpito con lo Shimbet, ma non con il
Mossad. C'è una motivazione che pere
molto da vicino la tenuta del potere di
Benjamin Netaniau, un primo ministro che
sta costruendo le basi per consolidarsi
dopo questa guerra che inevitabilmente
cambia il Medio Oriente, ma cambierà
anche Israele. E in questo calcolo, in
questa operazione, il Mossad sta
cominciando a essere una variabile non
più dipendente da quelle che sono le
istituzioni di Tela Vive, Gerusalemme. E
questo pertiene molto soprattutto alla
figura di David Barnea, direttore del
Mossad 2021, architetto della grande
strategia che ha portato al colpo contro
i cerca personersone in Libano, alle
operazioni di disarmo della Siria dopo
la caduta di Assad, alle infiltrazioni
in Iran, ma figura anche molto attiva e
attenta sul piano diplomatico e
strategico.
Barnea, lo ricordiamo, era l'uomo che
stava negoziando coi catarioti, con gli
egiziani e con gli americani una via
d'uscita dal conflitto passante per la
liberazione negoziata degli ostaggi e in
un certo senso c'era anche in parte
riuscito fino a gennaio, da gennaio a
marzo.
in prospettiva sulla guerra
Israele Amas e sul conflitto
mediorientale
costruiva una grande sponda col ministro
della difesa Gallant e con il direttore
dello Shinbet servizio interno Ronen Bar
il quale non dimentichiamolo, è stato
silurato da Netagnau e poi di fatto
accompagnato alla porta alla scadenza
del suo mandato, sia per l'apertura di
indagini sulle vere responsabilità del 7
ottobre 2023 e delle fallace che possono
essere emerse negli apparati sicurezza.
israeliani, ma anche ironia della sorte
per l'indagine promossa in primavera
sull'ufficio centrale del premier legato
alle presunte opere corruttive del Qatar
nel cerchio magico di Netaniau nei suoi
precedenti governi. Qualcosa di
inammissibile per la il buon nome, così
diciamo, del presidente del Consiglio
israeliano e soprattutto per la sua
tenuta al potere. ora che sta recitando
in tutto e per tutto i panni del
presidente di guerra o guerra fondaio.
In quest'ottica dunque abbiamo e
osserviamo una geografia del potere
israeliano che cambia del terzetto di
adulti nella stanza ormai resta solo
Barnea. Uomo tutt'altro che eh Restio a
compiere operazioni anche molto
importanti sul piano strategico e
militare. è stato il Mossad architettare
buona parte dei colpi che hanno
rafforzato Israele sul piano geopolitico
dal 7 ottobre 2023 a oggi, ma al tempo
stesso uomo che ragiona con una
filosofia prettamente politica e non
ideologica sul piano messianico o
espansionista nazionalista. Per il
Mossad esiste innanzitutto la leadership
di Israele nel Medio Oriente, esiste
innanzitutto la sicurezza di Israele e
esiste la volontà di non cercare rischi
inutili. rischi inutili che sarebbero
connessi sia a operazioni come quella
Carni di Gedeone per un'occupazione
totale di Gazza, non a caso versata
anche da molti militari, sia nella
violazione della neutralità di un paese,
il Qatar, impegnato alla mediazione, ma
che mira in prospettiva una distensione
con Israele. C'è poi da aggiungere che
in vista del voto del 2026 è molto
probabile la discesa in campo di Yussie
Cohen, predecessore di Barnea alla guida
del Mossad, uomo dalla grande capacità
strategica e dal grande ragionamento
sistemico che potrebbe essere il vero
antinetagu. in primo luogo perché
conosce Bibi, ne è stato consigliere
della sicurezza nazionale e ci ha
convissuto per molti anni e in secondo
luogo porta con sé l'accreditamento che
l'esser stato capo del Mossad garantisce
a un alto funzionario del servizio di
sicurezza israeliano. Quindi per
Netaniao il Mossad comincia a apparire
come una terra incognita, un corpo non
controllabile. Qualcuno come Barnea
potrebbe essere addirittura ritenuto
portatore di troppe informazioni,
informazioni sensibili, strategiche e
per questo non governabile, non
controllabile, anche perché la ghiandola
pineale del potere dello Stato ebraico
risiede proprio nellorganizzazione con
sede a Tela Aviv, da sempre punta di
lancia della proiezione del paese. In
quest'ottica Netagnu sta puntando a
controllare con forza l'altro servizio
segreto, lo shimbet.
Bar è stato accompagnato alla porta.
Netaniau ha nominato come successore
David Zini, generale uomo dell'esercito,
indubbiamente non privo di capacità
militari, ma molto legato ai movimenti
messianici e turbonazionalisti,
padre di 11 figli, fautore
dell'espansionismo di Tel Aviv. dunque
una figura in tutto e per tutto di
parte, una figura certamente non eh
aperta a una distensione istituzionale
che servirebbe a Israele. una figura che
nel governo della grande corsa che
porterà nell'ottobre 2026, se non prima
al nuovo voto israeliano, può
nell'ottica di Netaniao, poi vediamo se
così sarà, garantire anche una certa
stabilità e evitare sorprese come il
Qatargate, come indagini scottanti
contro la leadership israeliana. E in
quest'ottica dunque veniamo
all'operazione DOA che è stato un
marchio di fabbrica, il divido e timpera
tra i servizi segreti israeliani da
parte di Netaniau. Una manovra volta in
primo luogo a eh mostrare che Israele ha
una nicchia di potere che risponde
direttamente al primo ministro che in
quest'ottica qui ha guidato uno shimbet
in cui Zini non era ancora stato ehm
ufficializzato. C'era Mem, quest'uomo
senza volto, vicedirettore facente
funzione, che è apparso pixelato nelle
foto a guidare dal suo ufficio, assieme
al premier, le mosse contro
e c'era l'IDF, quindi un una nuova
verticale del potere che mostra come
dopo la caduta di ehm Gallant,
sostituito dal falco del dicud, Israel
Cat e come ministro a difesa e dopo la
caduta di bar ci sono delle istituti
istituzioni che seguono apertamente,
pedissquamente
il premier. In secondo luogo per
mostrare che anche il Mossad può essere
sconfessato e dunque fissare una linea,
ma questa linea è quella della sicurezza
di Israele o della sicurezza del potere
di Netaniau. Questo è la grande domanda
ed è il grande tema. Le due rette
divergono, non si sovrappongono,
raramente si intersecano in un punto
comune e la tragedia del Medio Oriente è
legata al fatto che questo paese, che
può vincere tutte le battaglie si trova
privo di una prospettiva strategica per
vincere le guerre. Innanzitutto perché
la prima grande guerra è dentro se
stessa ed è legato legata alla grande
prospettiva futura del potere di un solo
uomo che in nome della sua tenuta
rischia di sacrificare l'intera
architettura istituzionale e regionale.
Vi ringrazio per aver seguito questa
pillola, vi porto nuovamente i saluti
del professore e miei e ci vediamo anche
in questi giorni per qualche diretta un
po' più approfondita. un caro saluto.
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Andrea Muratore sostituisce il Professor Giannuli e introduce un'analisi sulla complessa dinamica di potere in Israele, emersa in particolare con l'attacco ad Hamas a Doha. L'operazione, attribuita a IDF e Shin Bet, ha evidenziato il ruolo marginale del Mossad, tradizionalmente il servizio segreto estero di eccellenza. L'intervento esplora come il Primo Ministro Benjamin Netanyahu stia cercando di consolidare il proprio potere, anche a costo di tensioni con i servizi di intelligence, specialmente il Mossad guidato da David Barnea, che adotta un approccio più pragmatico e meno ideologico. La mossa di Netanyahu di sostituire figure chiave e di utilizzare lo Shin Bet per operazioni politicamente sensibili suggerisce una strategia di "divide et impera" per mantenere il controllo, mettendo a rischio la prospettiva strategica a lungo termine di Israele a favore della propria tenuta politica.
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