Diss Gacha non è mai stato solo swag | esse
668 segments
Per ogni momento buio c'è sempre tanto
un momento di luce e ha tutto un senso,
però se vuoi trovare un senso alle cose
ha tutto un senso e quando entri in
quell'ottica lì non c'è più niente che
ti fa paura o che ti spaventa per più di
mezz'ora. Yo, dal mio paese spingo
forte, piani di casa faccio lo sport e
finanzio la mia arte come un meccenate a
corte. La cosa assurda è che tutte le
persone sono collegate tra di loro. Un
artista parla di quello che vive e un
tot di persone che siano una 100 milione
si rivedono in quella cosa.
Disgacia ci ha portato nella sua
vigliana dove ci ha raccontato tutto il
suo percorso dai primi singoli al brano
con Witz Khalifa, che è stato come
l'avverarsi di un sogno per arrivare
fino al suo nuovo album. Non è solo
swag, perché Sgaccia è sempre stato
molto, molto di più.
Siamo ad Avigliana, Val di Susa, fuori
Torino, mezz'oretta da Torino. Qua è
tipo la spiaggetta del lago dove da
piccoli venivamo sempre a fare le
grigliate, passavamo i pomeriggi qua,
facevamo il bagno al lago, quindi
diciamo che è un po' la zona dove
davvero sono cresciuto. Questa
>> ci vivi ancora? Diciamo che la vita mi
sta portando a non avere una casa
stabile. Metà settimana vivo qua, metà
settimana sono in giro, cioè tra tra
tutte le varie cose, mi piacerebbe star
qua, nel senso, non voglio andare via,
non voglio andare a Milano, non voglio
andare da altre parti.
>> Quando hai iniziato a far musica, già la
voce si era sparsa o
>> Sì, diciamo che allora la voce si sparge
in 1,1 secondo proprio, cioè in tempo
zero la voce arriva a tutti. Essere di
un paese così piccolo ha dei pro e dei
contro. Se tu sei una persona forte,
riesci a prendere i contro e fargli
diventare pro. Quando inizi a fare
musica, diciamo che la cosa che ti fa un
po' più paura è il pensiero degli altri.
Ok? Quando vieni da un paesino così
tanto piccolo, il pensiero degli altri
proprio ti viene cucito addosso. Non so
come dire. Sì. E comunque all'inizio
penso che non ci fosse nemmeno un fan,
cioè che non fosse fan nemmeno mio
fratello all'inizio della mia carriera,
quindi è un po' appunto
così. Poi diciamo che questa cosa qua ho
imparato a prenderla e a utilizzarla a
mio vantaggio per poter far sì che il
fatto che le persone mi prendessero in
giro fosse un modo per svoltare, per
dire ce la devo fare, capito? Devo
dimostrare noi tutte l'estati le
passavamo qua a bagno al lago, tutti
insieme, eccetera. Qua in questa gru in
particolare facevamo i tuffi, cioè
praticamente ci buttavamo giù e per di
più era stracomplicato perché oltre che
essere alto la sbatte che ci sono tipo
due pietre e tu dovevi cadere in mezzo
tra le due pietre perché sennò ti facevi
male beccavi la pietra, capito?
Io ho fatto grafico multimediale, ho
studiato praticamente per fare cinema,
per fare video, montaggio video,
fotografia, tutte quelle robe lì, perché
mi piaceva e son felicissimo, in realtà
della scuola che ho fatto perché
comunque, vedi, facendo musica tante
volte quando parlo con un videomaker o
quando parlo con un fotografo so cosa
dirgli, so di cosa parlare. Magari un
botto di volte mi passano le foto, me le
modifico io direttamente perché so
quello che mi piace e so quello che mi
piacerebbe avere.
>> E tu quegli anni là avevi già iniziato a
far musica?
>> La prima canzone l'ho pubblicata nel
2016, quindi 10 anni che siamo nel
business.
>> 10 anni che siamo nel business. Io ho
iniziato a farlo veramente penso durante
il Covid. Cioè nel senso durante il
Covid ho avuto un attimo di momento in
cui mi son fermato, ho detto "Ok, tra
poco finisco la scuola, sono in quarta,
tra poco quinta, cosa voglio fare della
mia vita davvero? che cosa mi piace
davvero fare musica. Quindi mi metto
sotto. Quindi ho iniziato a lavorare, ho
iniziato a fare i primi soldi
giornalieri che potevo investire nel
video, musica, fotografie, tutte le le
cose che stanno appunto attorno alla
musica e ho iniziato a farlo sul serio e
poi da roba nasce roba.
>> C'è una barra bellissima
>> Sì.
>> nel nell'album
>> dove citi il fatto che il primo fit con
Mambo l'hai pagato e cioè io ascoltando
l'album l'ho ascoltato un bel po' per
processare tutto, no? Ho detto "Minchia,
fighissimo". Di solito ho capito, per i
rapper è un tabù, cioè non lo puoi mai
dire questa cosa qua. Il primo fit a
mamb l'ho pagato, non mi sono vergognato
dell'investimento fatto.
>> Cosa ti ha dato forza a dirlo? Mi rendo
conto che troppe volte questa cosa qua
dei fit, dei pagamenti, eccetera, è un
tabù che gli artisti vanno a nascondere
quando secondo me, bro, non è da
nascondere ed è una roba di cui devi
andar fiero. Non so come dire, cioè nel
caso di Mambo nello specifico, bro,
adesso il tipo è diventato un bro, cioè
è diventato mio fratello, quindi non so
come dire, son fiero di dirlo. In
America i fit si pagano tra di loro. I
fit
>> è lavoro, no?
>> Tra di loro si pagano. Quindi perché io
da italiano dovrei ricevere una cosa
gratis? Non è vera questa roba qua. Non
capisco come mai gli artisti non dicano
realmente come stanno le cose e lavoro
sono persone che comunque sono tanto più
grosse di noi, anche solo come simbolo
di rispetto riconoscere una Fe ci sta.
>> C'è stato il periodo in cui hai fatto il
fit con Witcalifa. Io mi ricordo bene
era un momento dove i featuring
americani in Italia erano almeno
rallentati comunque sia. E te sei
tornato con il fit di Whitalife? Che
effetto ha fatto in genere sulle
persone? Io ho visto comunque sia tutti
ne han parlato. È stato bellissimo,
immagino anche averlo nel disco.
>> Bravo un botto. Cioè,
>> perché questa scelta che effetto ha
fatto poi sulla tua persona? Com'è stato
lavorare con lui?
Questa qua è nato il fit per una serie
di eventi. Siamo andati sempre in
America lavorando in America con mio
fratello Stff che saluto. Andiamo sempre
da lui che è il nostro mix engineer. Lui
praticamente lavora con più artisti
americani tra cui Wit Khalifa, continua
a lavorarci da parecchio tempo con lui e
quindi non so come dire, vai la prima
volta, non ti osi, e gliela butti, gli
dici sarebbe bello prima o poi vai la
seconda e gli dici "Eh, sarebbe bello
prima o poi vai alla terza e gli dici
bro perché non si può fare?" Da lì
abbiamo tra virgolette achittato un po'
una situazione dove abbiamo fatto
sessione con il produttore stretto con
Dolo, che sarebbe il produttore stretto
nonché amico di Witz, eccetera.
Lavorando tanto con lui, facendo tante
robe, abbiamo fatto più pezzi tra cui
Miss CP Drive. Abbiamo detto il pezzo
Nit, il pezzo Nate, il pezzo Nite. Gli
abbiam detto al tipo "Raga, se siamo in
ballo, proviamo". gli aveva prima
proposto un altro pezzo che si chiamava
730 che il tipo non ha voluto fare,
quindi mi piaceva, quindi aveva detto
Az. Gli abbiamo poi dato come seconda
opzione Miss CV Drive e il tipo è
tornato dopo due settimane ci fa "Ah sì,
alla fine ha registrato Wit" e ci ha
messo in play la roba. Quindi è stato
cioè una roba bellissima. Essere
riuscito comunque a fare un fit con Witz
Khalifa da Vigliana c'è tanta roba,
capito? Cioè, son sicuro che queste cose
possono essere motivanti per altri
ragazzi di provincia, per chi viene da
questo posto, per chi viene da questa
valle, per chi viene da da dei posti
dove dici "Non farò mai nulla".
>> I ragazzi possono f tutto quello che
vogliono, anche dalla provincia.
>> Infatti, grandi a tutti i ragazzi di
provincia, siamo tutti sulla stessa
barca. Sono stato un po' formato dalla
musica americana del 2016, tutti quegli
anni lì, quindi Lil Baby Yo Tag, tutta
quell'ondata trap lì. Quindi il primo
viaggio che ho voluto fare nella mia
vita era appunto andare ad Atalanta.
Sono andato ad Atlanta, mi sono
appassionato non ad Atalanta ma
all'America perché comunque è un po' un
contesto diverso. E nel viaggio
d'Atlanto ho avuto modo di stare tre
giorni a Los Angeles e gli ho detto
"Bello questo posto, cioè forse è un è
veramente tanta roba". Sono poi da lì
ritornato una cifra di altre volte e mi
sono reso conto un po' che è un po' il
mio posto nel mondo. Mio fratello Stewi
faceva musica, mi ha detto "Bro,
facciamo musica" e io gli ho detto "Cosa
ti ascolti?" E quindi lui mi ha, cioè,
indipendentemente da quello che avrebbe
ascoltato, i lui ascoltava roba
americana, mi ha proprio trasmesso
quella roba lì e quindi ho iniziato ad
ascoltare musica americana.
>> Ti è aperta totalmente il mondo poi.
>> Sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì. Los
Angeles credo che sia il mio posto nel
mondo, il mio
la mia vibe. Giuro che ad Atalanta senza
cibo ho imparato tutto perché mi sentivo
vivo. Spesso mancava il respiro per il
freddo ma ho capito. Quel posto era mio.
Ora che sento rara perché il mondo
prendo a morsi finché sono solo nel mio
cerchio e non mi trovi.
>> Allora la cover nasce perché diciamo che
ci sarebbe piaciuto rappresentare la
vita che vivono le persone tutti i
giorni. Tante volte nella vita ti puoi
trovare in un posto grigio, chiuso,
buio, quasi claustrofobico come posto,
capito? che un po' potrebbe anche essere
il fatto di venire dalla provincia
banalmente. Secondo me è importante
saper, indipendentemente dal posto in
cui ti trovi e dal dalle circostanze, da
tutto quello che hai, è importante saper
creare un qualcosa di tuo, motivo per
cui, appunto, magari io all'interno
della mia stanza grigia ho saputo, bro,
far sì che il pavimento fosse fatto di
erba con le colline, come il posto da
dove vengo, il cielo fosse sempre
acceso, nuvoloso, cioè con le nuvole,
bello. Quindi mi piaceva un po' questo
questo mood qua e un po' un invito
appunto a tutti i ragazzi che magari a a
chi mi vuole ascoltare che magari tante
volte sai fai delle cose perché in quel
momento devi fare, magari fai un lavoro
che non ti piace abbastanza, vai a
scuola e non ti trovi tanto ad andare a
scuola. Secondo me non è tanto il posto
in cui ti trovi, ma il cervello
all'interno del posto che deve essere
libero e deve essere fuori da quel
posto.
>> Invece l'outfit è solo swag o non è solo
swag?
>> L'outfit è swag. No, bro. Allora,
l'outfit secondo me non è solo swag
perché comunque abbiamo messo un botto
di cultura all'interno dell'outfit.
Oltre il il discorso della cravatta, del
dell'essere vestiti eleganti eccetera,
che era una roba che mi piaceva tanto e
che avevamo da tanto in mente di mettere
sul piatto quella roba lì, perché è una
cosa che mi rispecchia, quindi era
giusto far vedere il gacia per come
realmente fosse. C'è anche il discorso
della gonna che a me piace tanto sopra
il jeans. È stato un po' un un osare,
però sempre nel mood gaci, capito?
>> Il fatto
>> Sì. di avere una traccia dedicata a tua
mamma.
>> È venuto da sé, non è che ho detto
faccio un pezzo sulla mamma, ok? È che
una persona veramente troppo importante
all'interno della mia vita e tante volte
nella mia musica parlo delle persone che
mi stanno intorno perché sono la mia
quotidianità e la mia realtà. Mia mamma
la prima volta che ha ascoltato la
canzone è stata al listening party con i
fan che abbiamo fatto, quindi proprio
prima volta lì non si aspettava niente
ed era appena uscita la tracklist e lei
aveva letto "Ah, ho letto Gloria", però
papà mi ha detto che in realtà è la
gloria intesa come gli faccio "Sì, ma
c'è anche una frase su di te, però non è
una canzone per te".
>> Quindi tuo papà ti ha spalleggiato in
tutto questo?
>> Sì, mio papà ha spaccato. Mio papà è un
grande, ha spaccato di brutto.
>> Ho visto mia madre cambiare lavoro più
volte per il futuro di suo figlio. Ti
ricordi la casa a Torino? Hai bisogno di
segnare all'asilo.
>> Cè stato il tuo momento iniziale dove
hai droppato praticamente un album
all'anno. Io pensavo che continuassi,
invece ti sei preso una pausa per
questo.
>> Perché volevamo fare le cose fatte bene.
Fai conto che questo disco doveva uscire
6 mesi fa. Per me è importante che
magari tra 20 anni Disgaccio abbia fatto
5 6 7, non so quanti dischi, però che
siano tutti dischi che ti porti dentro e
che realmente hanno un peso e che
realmente siano qualcosa di nuovo. Non
solo un'unione di canzoni, un'unione di
provini
>> che abbia un inizio e una fine, diciamo
anche.
>> Sì, sì. Che ogni canzone sia diversa
rispetto a quella prima. dare cura, cioè
mettere cura, perché comunque un disco è
un disco, cioè nel senso le persone che
comprano il vinile, che comprano il CD,
che vengono live è importante che
abbiano il massimo del lavoro che da
parte mia che potevo dare in quel
momento e adesso siamo arrivati a quel
punto, motivo per cui appunto abbiamo
droppato il disco.
>> Comunque si è fatta una certa, vedo da
dall'orologio più swag d'Italia,
sicuramente di Avigliana.
>> Grande, fra.
>> Andiamo a mangiare.
>> Andiamo a mangiare, fra. Vi porti un po'
qua.
>> Lo stomaco che brontola, la frotta che
mi pompa. Mamma, tutto ok? Finché
abbiamo il 20 in poppa, non
>> dal 200 aggiungo un 100.
Allora, abbiamo finito di mangiare.
Adesso siamo nel primissimo studio in
cui abbiamo mai lavorato. Qua c'è mio
fratello Stevi, il mio per cui rappo.
Lui faceva già musica, mi aveva detto:
"Bro, iniziamo a far musica". Abbiamo
iniziato a far musica, dai, abbiamo
fatto tante,
>> no? Pomeriggio noioso, abbiam detto daje
proviamoci.
>> L'unica cosa che cambiava era che qua
c'era una scrivania attaccata qua
contro, infatti non c'era manco c'era
>> Sì. No, si passava tipo proprio appiccic
audio PC e qua praticamente mettevamo il
microfono e tiravamo fuori due scatoloni
per far sì che il microfono fosse il più
insonorizzato possibile, che poi era
comunque l'audio oggettivamente una
merda. E registravamo così e ci stavamo
le giornate d'inverno, raga, qua un
freddo senza senso.
>> Era abbastanza la routine comunque
beccar, venire qua ogni giorno, f
qualcosa. ci siamo messi un attimo
insieme all'inizio era super mega per
gioco. Sì, però anche se era per gioco
avevamo più la roba di fare le robe
fatte bene di
>> Sì. Comunque avevamo un botto di, cioè
mi ricordo che eravamo stragasati, un
botto di riferimenti, eh tipo Mayback
Music, mi ricordo tutta quella wave là,
>> eh, cioè ci sentivamo bellì comunque 14
anni, 13 anni. C'era un po'
quell'ondata, eh, che forse era arrivata
anche prima di fare, capito? i video in
gruppo, questa cosa di unione. Poi
2015-16 c'era sta cosa dell'avere un
gruppo, mi pare.
>> E prima stavamo guardando il primo video
che avevamo fatto nella nostra vita e
alla fine era fare il video nei posti
che conoscevamo, non è che dicevi questa
location, questa roba,
>> non eravamo così struiti,
>> no? Eh, cioè fare il video, quindi
facciamo il video qua, andiamo a fare il
video là, andiamo a fare il video là.
Sì, avevamo quei tre quattro posti qua
che sembravano un po' più boh, un po'
più fuori dal nord, non lo so, un po'
meno scolastici,
>> però comunque era sempre qua, cioè non è
che uscivamo fuori da qua o andavamo in
altri posti.
>> All'inizio neanche avevamo il microfono
con la scheda audio, ma avevamo un
microfonino che direttamente con l'USB
si collegava al computer. Una qualità,
raga, cioè c'è proprio che lo appoggiavi
sul tavolo e registravi.
>> Eh, è bruttissimo.
>> L'ultima roba che abbiamo fatto insieme,
incredibile, quelle vecchie. Mm. Vabbè,
non era
>> non sono il masso.
>> Sì, comunque trattavamo argomenti un po'
che si trattavano, non quello che
ritenevamo nostro, tra virgolette,
quindi
>> non c'era tanta identità. Mi
>> facevano lo stesso. Quando ho conosciuto
G stavo tipo sul meto e già volevare rap
e al fondo una luce si vede da quando
sbirciavamo fuori insieme dalla
>> un po' ci sapevamo fare quando abbiamo
conosciuto Sala. Abbiam fatto la prima
session singola in realtà perché
>> è vero,
>> avevo fatto una session singola con lui,
subito dopo G una session in singola con
Enzo e poi da lì abbiamo iniziato tra
virgolette a lavorare proprio, ok, c'è
qualcosa, facciamo questo in maniera
seria, questo era quello che avevamo a
disposizione, quindi si faceva così,
punto e basta e comunque eravamo
stragasati di farlo. Sì, cioè io mi
ricordo che comunque tutti i giorni
avevano qualcosa da scrivere, da
raccontare, che poi magari si risultava
ripetitivi, perché la vita dei
quindicenni pensando
negli sgamuzzini perché un domani potete
avere il vostro porno. Sempre un bot di
pizza diviso in due così tanto sul mio
che adesso ognuno è sulle sue. Se non t'
ho richiamato è perché stavo nelle curve
a 200 dentro un tunnel.
>> Le prime volte che venivano in studio
lui e Ste insieme era impegnativo
mentalmente perché erano stragasati
della vita, quindi saltavano da un posto
all'altro, erano veramente
energici, quindi quella roba lì anche a
me ha aiutato un botto al ad aprirmi con
le persone inizialmente e poi anche a
saper trasmettere quello che avevo
dentro. Quindi sicuramente anche per me
è stato un punto d'inizio bellissimo,
mega importante. Già dall'inizio
riusciamo a capire quello che ci piace,
quello che è da lavorare, quindi se è
una cosa che non ci convince già
dall'inizio non non sprechiamo tra
virgolette tempo nel provarci.
quell'energia piuttosto l'abbiamo
utilizzata tanto nel rivedere le cose,
quindi a a cambiare tanto di quello che
ci già ci piaceva, a renderlo al 100% di
come ce lo immaginavamo. Quindi
sicuramente è un disco che ci ha
impegnato tanto tempo, tanto lavoro,
tante tanti sbattimenti, quindi però
alla fine siamo contenti di quello che è
uscito, quindi ne valsa sicuramente mega
la pena. Il concept è sempre stato
questo, però non avevamo il titolo, nel
senso che il titolo è arrivato per
ultimo. Avevamo il concept generale del
nostro percorso e che cosa volevamo
comunicare e poi abbiamo detto "Bro,
mamo un'affermazione come disco, cioè
come titolo."
>> Esatto. come se av fosse sempre stata
vicina a noi, ma non non ce ne siamo mai
accorti, perché nel senso
>> il concept è un po' quello che noi
pensiamo di noi stessi, nel senso il
magari la difficoltà a volte di essere
compresi, non che non tutti riescono a
entrare nel viaggio, ma comunque è anche
il bello di quello di ciò che siamo,
quindi il nostro modo di porci,
soprattutto il suo appunto è
rappresentato dal dal particolarità e
questo disco, secondo me, ne è proprio
la alla conferma e il né il manifesto di
questa cosa qui. Volevamo capire fino a
che punto possiamo arrivare e
soprattutto poi crescendo comunque ti
inizia a ascoltare anche altra roba,
roba nuova, nuove ispirazioni che magari
non sono quelle che avevi 4-5 anni fa e
quindi ti porta anche a sperimentare.
>> Adesso vi porto in un posto speciale.
Venite con me.
Oggi Ballas ci tenevo particolarmente
a portarvi nel posto in cui lavoravo,
quindi nel nel kebabaro in cui
consegnavo le pizze con la macchina su
cui consegnavo le pizze, ovvero la C3.
Ora, ora sono senza macchine in realtà.
Il motivo per cui all'interno del disco
c'è una canzone che si chiama Ho
Shiantato una Porsche perché davvero
purtroppo è stata schiantata. Lo
schianto della Porsche è avvenuto il
giorno del mio compleanno, non a causa
mia, nel senso che eravamo tutti insieme
a festeggiare il mio compleanno. Ho
fatto fare a tutti il giro sulla
macchina, un mio amico guidandola
purtroppo è andato un po' largo fuori
fuori curva e la macchina si è proprio
distrutta tutta. Questa cosa qui è per
dire ai Ballas di non accelerare troppo
perché gli incidenti, le cose sono
sempre delle cose che pensi che
succedono agli altri quando poi invece
succede a te veramente terribile una
Porsche. Ma che guaio! Scusa baby, mi
sono distratto
>> crescendo ho perso tante amicizia,
veramente tante amicizie. Tra chi?
Perché semplicemente non ci trovavamo
più. vite diverse, strade diverse,
l'invidia di quando le prime cose
iniziano ad andare bene e cercano di
volere grattare un po'. Sicuramente le
amicizie ne ho perse tante. Adesso mi
ritrovo con gli amici giusti che ho su
una mano, che conto veramente sulle dita
di una mano e che sono gli amici che mi
tengo stretti e
a cui voglio bene, di cui mi circondo
tutt'ora. Per esempio, io nello scorso
disco ho messo un pezzo che si chiama
Verità nel mezzo. Secondo me tante volte
magari le amicizie sono delle amicizie
dettate che funzionano solo quando hai
qualcosa che ti lega come pu può essere
la scuola, come può essere il paese da
cui vieni, però non appena poi cambi
scuola, non appena poi cambi lavoro, non
appena poi cambi paese o comunque giri
di meno in paese, proprio dei legami
vanno a perdersi, vanno a non funzionano
più come prima, però bisogna sapere che
fa parte della vita e bisogna non aver
paura di ciò. più vai avanti e anche se
stacchi dei rami, l'importante è che i
rami che rimangono siano le radici, cioè
nel senso che siano quelli più saldi. La
verità che dovremmo essere bravi a
goderci qualsiasi cosa, goderci le cose
positive così come goderci il dolore.
Cioè il dolore è super sano per
crescere, cioè una cosa troppo
importante. Non puoi evolverti senza
soffrire, è impossibile. Per ogni
momento buio c'è sempre tanto un momento
di luce e ha tutto un senso, però se
vuoi trovare un senso alle cose ha tutto
un senso. Quando entri in quell'ottica
lì non c'è più niente che ti fa paura o
che ti spaventa per più di mezz'ora. La
cosa assurda è che tutte le persone sono
collegate tra di loro, per quello che
secondo me anche la musica funziona,
perché un artista parla di quello che
vive e un tot di persone che siano una
100 un milione si rivedono in quella
cosa.
>> Che ghiaccia perché hai chiuso i
rapporti dell'infanzia perché mi stava
piccola la situa manca l'aria. Il
pubblico ci ascolta. Quindi, secondo me,
è importante, se hai un pubblico che ti
ascolta, educarlo nel dirgli renditi
conto del fatto che in questo momento
l'arte non sta funzionando, che la
musica che mangi riempi la pancia, la
musica fast food che lascia solo più
sporcizia, non è la musica che dovresti
consumare, dovresti consumare altre
cose, secondo me è importante. Qua,
raga, non non passavo da questa strada
veramente da quando lavoravo.
C'è stato veramente un periodo pesante
della mia vita, però avevo così tanto
gas e voglia di fare che non ti dico che
non pesava, pesava ma avevo uno scoper.
Questa cosa qua era la mia stanza,
dovevo dipingerla e colorarla perché era
necessario in quel periodo e in quel
momento essere all'interno della stanza
per poter poi creare tutto ciò.
Posso è cambiato tutto per assurdo, cioè
non è più come quando consigliamo le
pizze, però ci sta, sono passati almeno
5 anni, però le cose cambiano. Noi siamo
cambiati, siamo andati avanti, loro sono
andati avanti, quindi giusto così.
Grande Shoutout Tassami, il mio datore
di lavoro che ha fatto sì che questo
sogno si potesse realizzare.
>> Adesso che siamo verso la conclusione,
una domanda per forza. Come sono nate le
sporche?
Le sporche, fra, sono nate divertendosi,
fra, swaggando. Anche se non è solo
swag, le sporche sono andate swaggando,
fra.
>> Com'è questo flirt con Shiva? C'è
qualcosa che sta volendo in pentola?
Soldi puliti come fossi Shiva.
>> È nato in realtà da 2 anni fa che lui mi
aveva chiesto una sporca per un pezzo
suo, poi si era perso. Io a distanza di
2 anni gli ho richiesto io una sporca.
Gli ho detto "Bro, dato che tu mi avevi
chiesto la sporca e non avevamo alla
fine poi concretizzato, "Mi mandi una
sporca"? mi fa "Sì, bro, per di più ora
esce un pezzo con Yugi dove
anch'io ti cito, quindi mandami pure una
sporca". E quindi bro, l'abbiamo fatto e
a distanza di poco uscita la roba.
>> Sto volendo qualcosa?
>> Vediamo, fra. Chiedeteglielo a lui, fra.
Tutti me lo chiedono a me, Fra,
>> cosa vuol dire per te essere un'icona?
>> Essere un'icona significa far stare bene
le persone attorno a te, mandare un
messaggio positivo. Se tu fai stare bene
anche solo una persona, sei un'icona.
Mio padre è un'icona perché mi hai dato
qualcosa. Se i tuoi mi come mi hai
raccontato prima, ti ho dato qualcosa,
sono delle icona.
>> Tu ci stai riuscendo?
>> Sì.
Let's fucking go, fra.
>> Lo dedico alla mia famiglia, alla mia
tipa, alla mia attuale comitiva, alla
mia fan base, quella vera più accanita,
al nuovo gacio e i miei fratelli da una
vita. Dico bro che ora siamo nel
business, non abbiamo più paura del
showro. Se dal fondo sappiamo come
uscirne, non ci resta più che dire.
Yeah.
Ask follow-up questions or revisit key timestamps.
Il video è una sorta di documentario autobiografico sull'artista Disgacia, che ci porta nei luoghi della sua crescita ad Avigliana. Attraverso interviste e percorsi personali, ripercorre il suo cammino artistico: dai primi tentativi musicali fatti in condizioni spartane insieme agli amici, fino alla realizzazione del suo ultimo album. Disgacia riflette sull'importanza di trasformare i momenti difficili in stimoli creativi, sull'importanza della cura nel processo artistico, sul significato dei featuring (spiegando anche la scelta di pagare per collaborazioni importanti come quella con Wiz Khalifa) e su come la propria identità, nonostante i successi, rimanga profondamente legata alle radici di provincia. L'artista conclude definendo il concetto di "icona" non come una celebrità intoccabile, ma come qualcuno capace di influenzare positivamente chi gli sta intorno.
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