Perché l’ICE (non) è la Gestapo
573 segments
Eh vabbè, a me il visto per gli States
l'hanno già negato due volte, quindi
dopo questo video direi che non ci
saranno fraintendimenti.
No,
no.
Quanto avvenuto a Minneapolis non è un
episodio isolato. Dal settembre 2025
alcuni agenti dell'IS LICE, cioè
l'agenzia federale del Dipartimento
della Sicurezza Interna che sarebbe
incaricata di far rispettare le leggi
sull'immigrazione, hanno aperto il fuoco
in almeno nove operazioni diverse in
varie città degli Stati Uniti. Oltre a
Ren Good, altre quattro persone sono
rimaste uccise e per inciso, dopo la
morte della stessa Ren Good sono state
avviate diverse raccolte fondi online a
sostegno della gente che ha sparato.
Sommando più campagne, questo hanno
raccolto complessivamente somme
dell'ordine di circa 1 milione di
dollari o più. Il motivo è dichiarato
apertamente in una di queste raccolte
fondi. Questa raccolta serve a coprire i
costi personali del nostro eroe
dell'ICE. Minneapolis, in particolare, è
diventata il laboratorio di Operation
Metrurge, che non è una mappa di
Battlefield, ma una delle più vaste
operazioni di polizia dell'immigrazione
interna degli ultimi decenni.
Still counting. Uh, a lot and still
counting.
You mind if you take off your face?
Everything you hold on let me make Whoa
whoa whoa whoa he don't be hting my shit
mother appreciate you not having mask on
while you do your job all right well
you'reine. Are you in danger sir? Are
you escalating shit? Are you escalating
shit? How many guns are around me? How
many guns do I have around me? How many
guns? No, you calm down, sir. And he I
need him to stop banging on my shit. I'm
just chilling at my job in the Uber and
just over and like
>> A tal proposito due cose. La prima è un
aggiornamento. Purtroppo i tempi tecnici
dell'editing non ci permettono di stare
dietro a tutti gli ultimi sviluppi, ma
proprio ieri in Minnesota un agente
dell'EC ha sparato a un altro ragazzo
tale Alex Pretti. I video sono online e
mostrano chiaramente che non c'era
alcuna minaccia per gli agenti, anzi al
contrario, Alex stava aiutando una
ragazza colpita da uno di loro con uno
spray al peperoncino. Questo episodio ha
acceso nuove proteste al punto tale che
Trump ha minacciato di invocare
l'INIsurrection Act in Minnesota, cioè
di utilizzare l'esercito sul territorio
nazionale, una cosa estremamente rara.
Seconda cosa che mi sono scordato di
dire in questo video che state per
vedere, l'ISE è collegata tecnicamente e
contrattualmente al sistema di
sorveglianza dei Palantir. Se non sapete
cos'è Palantir, vi consiglio di
recuperare questo nostro episodio.
Torniamo al video. Per capire come siamo
arrivati a questo punto, bisogna fare un
piccolo passo indietro e ripercorrere la
storia e l'evoluzione dell'ICE e a fine
video capirete anche qual è il vero
problema. L'immigration and custom
enforcement l'ICE è un'agenzia
relativamente giovane nata dal trauma
dell'11 settembre 2001. A mesi di
distanza dalle Torie Gemelle il
Congresso approvò l'Homeland Security
Act del 2002 con l'obiettivo di rendere
il paese più sicuro e chiuso. Fu in
questo contesto che l'IC vide
formalmente la luce il primo marzo 2003.
Il vecchio Immigration and
Naturalization Service venne smantellato
e le sue funzioni vennero divise con da
un lato le attività amministrative e di
servizio sull'immigrazione che
confluirono nei nuovi uffici per la
cittadinanza e dall'altro le funzioni di
enforcement, cioè l'applicazione
coercitiva delle leggi migratorie che
furono affidate proprio all'ICE. Almeno
sulla carta, l'obiettivo iniziale di
questo ICE era quasi esclusivamente di
antiterrorismo, però col tempo l'enfasi
si andò spostando verso mandati sempre
più ampi e generici fino ad arrivare
alla definizione attuale in cui l'CE
parla, e citiamo, di proteggere
l'America dai crimini transfrontalieri e
dall'immigrazione illegale che
minacciano la sicurezza nazionale e la
sicurezza pubblica. Nei primi anni di
vita l'ISCE rimane un organismo
relativamente oscuro, poco noto al
grande pubblico, però dietro le quinte
la sua presenza crebbe in modo costante,
così come crebbe il budget a
disposizione. Sotto l'amministrazione
Obama, infatti, nonostante ci fosse
all'epoca una retorica pubblica più, tra
virgolette compassionevole, l'agenzia
raggiunse cifre record di espulsioni, al
punto da valere al presidente il
controverso soprannome di The Porter in
Chief. Va però detto che Obama
introdusse anche linee guida volte a
dare priorità all'espulsione di
criminali violenti e di persone entrate
di recente nel paese, riducendo invece
le azioni contro migranti privi di
precedenti penali. Queste politiche più
mirate suscitarono la forte opposizione
del sindacato degli agenti ICE che nel
2012 arrivò a denunciare pubblicamente
l'amministrazione Obama accusandola di,
citiamo, proteggere gli stranieri
illegali, ma non i nostri agenti. Con
l'arrivo di Donald Trump alla Casabanca
nel 2017, però l'ISCE cambia rapidamente
ruolo e comincia a diventare un simbolo
politico tanto per i sostenitori quanto
per i critici dell'immigrazione dura.
Trump nomina al vertice dell'agenzia un
certo Thomas Hmman, un veterano dell'Egi
soprannominato Lo zar dei confini, che
sposa senza riserve la nuova linea.
>> Sotto la prima amministrazione Trump,
l'ICE intensificò l'operazione di
arresto indiscriminato e si scaiò contro
le cosiddette città santuario, ovvero
quei posti che limitano la cooperazione
con l'agenzia. Nelle sue comunicazioni
pubbliche la Casa Bianca di Trump arrivò
persino a celebrare gli agenti come eroi
americani che erano indispensabili per
la sicurezza. Insomma, già prima del
2025 LaC era chiaro che sarebbe
diventata un'agenzia controversa.
Tuttavia, ciò che è accaduto negli
ultimi 2 anni circa, durante la seconda
amministrazione Trump essenzialmente ha
segnato un'ulteriore svolta. Lo
sappiamo, Donald Trump riconquista la
presidenza per la seconda volta con
numerose promesse e tra queste promesse
c'è quella esplicita di realizzare la
più grande deportazione di massa nella
storia americana. Nel 2025 questa
promessa comincia a tradursi in azione
concreta, tanto che il nuovo congresso
con maggioranza repubblicana approva in
tempi record una vasta legge di bilancio
e una riforma nota ufficialmente come
HR1, ma entrata nel discorso pubblico
con il nome altisonante di One Big
Beautiful Bill Act. Firmata da Trump il
4 luglio 2025, ossia il giorno
dell'indipendenza degli Stati Uniti,
questa legge rifinanzia radicalmente la
macchina dell'enforcement migratorio. In
pratica si vanno a stanziare
complessivamente all'incirca 170
miliardi di dollari per la sicurezza
delle frontiere e per l'immigrazione con
una porzione molto rilevante che viene
destinata all'ISE. Questo flusso di
denaro, ve lo ricordo, denaro pubblico,
si è tradotto quasi da subito in
migliaia di nuove assunzioni. Il
Dipartimento della sicurezza interna,
guidato dalla segretaria Christinem, ex
governatrice del Dakota del Sud e
fedelissima di Trump, ha lanciato un
piano di reclutamento lampo, cioè oltre
10.000 nuovi agenti ICE da assumere in
un singolo anno con l'obiettivo
dichiarato di realizzare 1 milione di
espulsioni nei primi 12 mesi di mandato.
All'interno dell'agenzia questa
operazione viene descritta in maniera
aperta come un reclutamento in tempo di
guerra. La comunicazione dell'ice segue
la stessa logica. Abbiamo spot e
messaggi sui social media che riprendono
l'estetica dei videogiochi bellici e del
cinema d'azione, tipo questi qui. Il
sito ufficiale per il reclutamento
mostra la figura di zio Sam che è
accompagnata da questo slogan. L'America
è invasa da criminali e predatori,
abbiamo bisogno di te per cacciarli.
Su Instagram e Twitter gli account
ufficiali dell'Es diffondono meme
patriottici e video direttate montati
con citazioni da film e in uno di questi
si può leggere: "Vuoi deportare persone
illegali con la tua banda di fratelli?
Allora fatti avanti o rimani a terra a
sanguinare
>> alla faccio."
>> E sì, il Dipartimento della Sicurezza ha
fatto questo video con la canzone dei
Pokémon. Io il nostro universo è
praticamente unito a quello di South
Park.
>> L'C viene presentata esplicitamente come
una forza combattente impegnata in una
guerra interna contro non meglio
precisati nemici infiltrati. Uno dei
suoi funzionari più visibili invece è
quest'uomo, tale Greg Bovino. Sì, come
il comune in provincia di Foggia. Bovino
è un altro funzionario operativo
dell'CE, spesso utilizzato come volto
pubblico delle operazioni più
aggressive. In una foto diventata
virale, Bovino appare mentre alza il
braccio durante un briefing sul campo.
Formalmente sta indicando una direzione
a un qualche agente e questo va detto
chiaramente, ma l'immagine complice
l'inquadratura, il cappotto lungo e il
contesto ipermilitarizzato, diciamo, ha
evocato tutt'altro immaginario.
Ecco, in 5 mesi oltre 200.000 persone
hanno inviato la propria candidatura per
diventare agenti Ice. Per attirare i
profili considerati migliori sono stati
rimossi i limiti di età e al tempo
stesso sono stati introdotti bonus di
ingresso fino a $50.000. La maggior
parte dei nuovi assunti proviene già
dalle forze dell'ordine o dalle forze
armate, ma molti di questi vengono
intercettati anche in contesti mirati,
come ad esempio le fiere di armi da
fuoco, le gare di Nascar, basi militari
e raduni politici. Alcuni accusano
addirittura la nuova amministrazione
Trump di aver concesso un max indulto a
oltre 1500 condannati per l'assalto al
Campidogliio e successivamente sono
emerse accuse secondo cui alcuni di
questi avrebbero ottenuto incarichi
nell'amministrazione federale, compresi
i ruoli di alto livello del Dipartimento
della Giustizia. Membri del congresso
denunciano inoltre la campagna di
reclutamento dell'ONus,
requisiti abbassati, slogan con richiami
all'estrema destra che sembrerebbero
rivolgersi anche ad ambienti contigui,
ad esempio a Proud Boys, Oath Keepers e
simili, ovvero gli stessi circuiti da
cui provengono molti insurrezionisti
dell'estrema destra radicale. Ad oggi
però non esistono prove che siano
definitive per cui gli agenti dell'ice
abbiano partecipato direttamente
all'assalto al Campidoio del 2021. Ma io
a non saper né leggere né scrivere,
l'ISCE utilizza tecniche di marketing
geolocalizzato per far comparire le
proprie inserzioni direttamente sugli
smartphone di chi frequenta questi
ambienti puntando su un pubblico amante
delle armi e dell'azione. Avete presente
i cookie di tracciamento? Sì, è proprio
quelli che Nord VPN previene. Infatti un
grazie va a Nord per aver sponsorizzato
questo video. Come previene Nord VPN
Cookie? Beh, esattamente con questo
Thread Protection. Guardate qui quanti
me ne ha bloccati nella mia ultima
sessione online, per esempio. Immaginate
quante informazioni sulla mia attività
online possono ottenere tutti questi
tracker. Ebbene, Nord VPN, come vedete,
blocca anche le pubblicità e i pop-up e,
cosa importantissima, blocca i siti web
pericolosi. A me, per esempio, ne ha
bloccati quasi 60. Nord VPN indica se un
sito è sicuro oppure no. a visitare e
analizza i link nelle email che si
riceve, prevenendo così potenziali
truffe o un malware. Visto i tempi che
corrono, con il rischio sempre più alto
di vedersi fare breccia nelle mail e
negli account di lavoro, è sempre cosa
buona e giusta proteggere se stessi
online. Io nel dubbio utilizzo anche
Nord Pass per creare e salvare password
importanti. Questa pagina qui, poi il
Dark Web Monitor, vi tiene sotto
controllo le email da eventuali fughe di
dati o password che possono finire in
mano ai male intenzionati. Nord VPN fa
tutto questo con una crittografia di
ultimo livello, magari non vi renderà
invisibile al mondo, tipo allice, ma
quantomeno riduce drasticamente la
quantità di informazioni che si lascia
in giro ogni volta. Per provare Nord VPN
c'è un'offerta dedicata a chi ci segue
qui su Novale Alexio con qu mesi extra
gratuiti più una garanzia di rimborso di
30 giorni. Trovate il link qui sotto in
descrizione. Tornando però a noi sotto
la guida di Christiem, l'ICE cambia
volto anche sul campo.
A partire dall'estate 2025 abbiamo
cittadini e giornalisti che segnalano
sempre di più con crescente inquietudine
la presenza di agenti mascherati nelle
operazioni urbane che operano in giacca
civile o in uniforme verde oliva con il
volto coperto da passamontagna o
maschere tattiche e che si muove a bordo
di veicoli senza insegne e senza targa.
Molto spesso li vediamo scendere da van
neri, effettuare lampo, fermare le
persone senza spiegazioni immediate,
senza mostrine identificative visibili e
portare via la gente così come fosse un
film d'azione.
Questo tipo di operatività, capite
meglio di me, apre a rischi enormi
perché abbassa la soglia di
riconoscibilità dell'autorità e
incentiva comportamenti che sono
facilmente imitabili da gente poco per
bene. Infatti, in almeno tre stati ci
sono stati casi in cui degli individui
criminali hanno finto di essere agenti
ICE sfruttando proprio questa modalità
in incognito, cioè rapendo gente per
strada e commettendo addirittura
violenze carnali. A questo punto molti
di voi staranno pensando: "Va bene, ma
l'ISE non dovrebbe stare ai confini?" In
fin dei conti la stessa sigla lo indica:
controllo immigrazione e frontiere. Il
fatto è che eh questo controllo, questo
enforcement dopo il 2001, come abbiamo
detto, si può applicare benissimo anche
all'interno dello stesso territorio, non
per forza letteralmente ai confini
geografici come quelli di Canada o
Messico. La portavoce del Dipartimento
della Sicurezza Interna difeso le
tattiche impiegate dicendo che
rispettano, citiamo, le normative
federali, pur non spiegando però quali
norme specifiche fossero in questione. E
vi ricordo due cose. Numero uno, il
diritto dell'immigrazione negli Stati
Uniti non è diritto penale, ma diritto
amministrativo. E numero due, le corti
federali hanno storicamente riconosciuto
allo Stato un potere molto ampio in
materia di immigrazione. Ed è per questo
che tutto quello che vediamo succedere
nei video, purtroppo, non è un abuso
fuori legge e infatti a mettere benzina
sul fuoco la segretaria Noem e altri
esponenti dell'amministrazione hanno
cominciato a rappresentare i detrattori
dell'IS come ostacoli alla sicurezza. Il
caso di Reneg lo esemplifica benissimo.
Nelle ore successive alla sua morte,
Noem ha infatti descritto pubblicamente
la donna come una stalker che ostacolava
l'operazione, arrivando a insinuare
addirittura che fosse una terrorista
interna. Altre dichiarazioni ufficiali
hanno sottolineato un episodio
precedente in cui l'agente coinvolto era
stato trascinato da un'auto durante un
arresto finito male, il che suggeriva
implicitamente che René facesse parte di
un modello di aggressioni premeditate
contro gli agenti. Il presidente Trump
sul suo social Truth ha descritto che
Ren avrebbe violentemente e
deliberatamente investito la gente. Una
versione che però nei fatti viene
respinta proprio dai video indipendenti
e dai testimoni che mostrano l'auto
allontanarsi, non colpire gli agenti né
tantomeno provocare ferita a nessuno di
questi. A tutto ciò aggiungeteci che in
aree dove l'ISE è stato dispiegato
vediamo video in cui la gente comune
viene fermata mentre fa il proprio
lavoro. Perché la fermano? Semplicemente
perché gli agenti ritengono che il loro
aspetto o il loro accento siano
sospetti.
Certo, Lis ha la facoltà di fermare
qualcuno se ragionevolmente sospetta che
questo qualcuno sia un immigrato
irregolare oppure no. Ma è chiaro che si
tratta di una distinzione, anzi di una
definizione elastica della cosa che,
come visto, può ridursi semplicemente a
avere la faccia sbagliata nel posto
sbagliato. Inoltre, gli agenti possono
arrestare chiunque, con l'accusa, magari
falsa di aver ostacolato o aggredito un
collega e se provi a controbattere è
probabile che finisci gambe all'aria. In
questo clima teso anche il ruolo di
controllo istituzionale del Congresso
viene ostacolato, però il quadro che ne
emerge è fosco. Abbiamo
militarizzazione, polti coperti, raide
di massa, retorica del nemico interno,
compressione della trasparenza e minacce
verso chi filma. tutti elementi che nel
loro insieme pongono seri interrogativi
sulla tenuta dello stato di diritto. Non
siamo in presenza di una polizia segreta
di partito sciolta da ogni vincolo, ma
osservando ciò che sta accadendo, sempre
più persone parlano di gestapo nazional
socialista o di polizia segreta dell SS.
Sui social media l'hashtag ICE Gestapo è
diventato virale, spinto anche da figure
istituzionali e personalità più o meno
note.
>> Il governatore democratico del
Minnesota, Tim Wolz, subito dopo la
morte di René Good ha definito l'ICE la
guestapo moderna di Donald Trump. Il
senatore Jeff Merkley dell'Oregon ha
dichiarato invece che gli agenti
federali mascherati che terrorizzano le
comunità e agli ordini di un uomo forte
autoritario, hanno un nome: fascismo. Lo
stesso senatore ha aggiunto di aver
presentato una proposta di legge per
obbligare ogni agente a esibire
chiaramente nome e reparto. Tuttavia c'è
un problema di fondo sul piano
strettamente storico. La Gestapo,
acronimo di Geheim Stat Polizeai,
operava nella Germania nazista come
braccio repressivo di un regime
totalitario e la Gestapo non rispondeva
alle leggi, ma alla volontà del furer.
Agiva in segreto, senza obblighi di
trasparenza e senza alcuna supervisione
democratica. Il suo scopo era annientare
gli oppositori politici e le cosiddette
razze nemiche con ogni mezzo che andava
dall'internamento nei campi di
concentramento fino all'omicidio
sommario. Questo contesto storico non va
dimenticato, lo sottolinea anche lo
storico Daniel Maghilo. I paragoni
storici iperbolici sono chiaramente
rischiosi, possono banalizzare l'unicità
del maleista, ma al tempo stesso
indicano un sentimento diffuso, cioè la
paura che gli Stati Uniti stiano
deviando verso un autoritarismo simile a
quello della Germania degli anni 30. E
sebbene l'yce non sia almeno per ora,
eh, perché magari tra 5 mesi lo diventa
la guestapo, esiste comunque un fondo di
verità abbastanza inquietante. Alcune
pratiche dell'C ricordano molto da
vicino i metodi tipici dei regimi
autoritari, la caccia allo straniero, le
retate indiscriminate, le cosiddette
sparizioni che sono immagini che evocano
più l'America Latina degli anni 70 e 80
che una democrazia liberale occidentale,
che poi non sia una democrazia, ma una
plutocrazia, possiamo anche parlarne.
C'è poi un elemento che non va
sottovalutato, cioè la politicizzazione
della paura. L'IS viene utilizzata come
strumento per inviare un messaggio che
non riguarda soltanto gli immigrati
irregolari, ma tutta quanta la società.
Quando un senatore statunitense come
Bloental ritiene necessario avviare
un'indagine parlamentare perché 22
cittadini americani in 10 stati diversi
denunciano di essere stati aggrediti
fisicamente da agenti dell'immigrazione
con spray al peperoncino, privati di
cure mediche e detenuti per giorni.
Qualcosa si è chiaramente allontanato
dal normale funzionamento dello stato di
diritto. Dal 2025 a oggi oltre cittadini
statunitensi risultano essere stati
fermati, detenuti o comunque malmenati
per errore durante operazioni Ice. Lo
ripeto, cittadini con passaporto e
cittadinanza americana. Non gente
strampalata arrivata senza permesso,
almeno tre donne incinte, tutte
cittadine, sono state arrestate e
detenute. In uno di questi casi il
cancello di casa è stato fatto esplodere
durante un'erruzione avvenuta sotto la
supervisione diretta della stessa
Christinem. La maggior parte dei
procedimenti è stata archiviata, segno
che spesso si è trattato di ritorsioni
legali infondate, giusto per intimidire.
E torno ancora a ribadirlo, questo
atteggiamento si chiama uso politico
della paura. Oggi sono gli immigrati
senza documenti. Domani può essere zio
Beppe che magari è una brutta giornata e
risponde male a un agente che lo ferma
senza spiegazioni. Come detto, l'IS non
è formalmente fuori dalla legge. Le
operazioni sono approvate dall'esecutivo
e finanziate dal legislativo e gli
agenti agiscono sulla base di norme e
mandati. Tuttavia, proprio perché questo
avviene sotto l'ombrello della legalità,
il fenomeno può insinuarsi nelle pieghe
dello stato logorandolo dall'interno.
Quando dico che l'ice non è la Gestapo,
intendo dire che no, non siamo ancora ai
livelli degli anni 30. Ma e questo è il
vero problema, la direzione che la
società statunitense sembra avere
imboccato da un decennio a questa parte
va verso una progressiva normalizzazione
della sospensione di tutte le garanzie.
Quindi, più che preoccuparci delle
etichette, bisognerebbe capire come
fermare certe problematiche semmai sono
fermabili. La deriva di certe politiche
migratorie coinvolge tutti, inclusi
quelli che finora non si sono posti
certe domande. E il vero patriottismo,
mi viene quasi da pensare, non sta nel
fare la guerra ai più vulnerabili in
nome di una fantomatica sicurezza.
Patriottismo significa piuttosto
garantire che il potere, anche quando
questo potere persegue obiettivi
dichiarati legittimi, non diventi
arbitrario e opaco, al punto da evocare
proprio gli spettri del passato. In
democrazia nessuno dovrebbe sentirsi
costretto a guardarsi le spalle e ad
avere paura di chi è chiamato a
proteggere quell'ordine. Teniamocelo
bene a mente per Aspera.
Ask follow-up questions or revisit key timestamps.
Il video analizza la controversa evoluzione dell'ICE (Immigration and Customs Enforcement) negli Stati Uniti, evidenziando come l'agenzia, nata dal trauma dell'11 settembre con un mandato antiterrorismo, abbia progressivamente ampliato il suo raggio d'azione fino a focalizzarsi sulla "protezione dell'America" da crimini transfrontalieri e immigrazione illegale. Sotto la seconda amministrazione Trump (dal 2025), l'ICE ha subito una radicale trasformazione, beneficiando di finanziamenti massicci (circa 170 miliardi di dollari) e lanciando una campagna di reclutamento in "tempo di guerra" per assumere migliaia di nuovi agenti con l'obiettivo di 1 milione di espulsioni. La comunicazione dell'agenzia adotta un'estetica militarizzata, mentre sul campo gli agenti operano mascherati, in abiti civili o uniformi tattiche, utilizzando veicoli senza insegne e praticando fermi e arresti indiscriminati, anche di cittadini statunitensi, basandosi su "aspetti o accenti sospetti". Queste pratiche, sebbene formalmente legali secondo il diritto amministrativo americano, hanno generato notevole inquietudine e hanno spinto figure pubbliche a paragonare l'ICE alla Gestapo. Il video conclude che, pur non essendo ancora una Gestapo, la direzione intrapresa dagli Stati Uniti è verso una "progressiva normalizzazione della sospensione di tutte le garanzie" e un uso politico della paura che logora lo stato di diritto dall'interno.
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