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Circolo Limes Interuniversitario 12/03/2024 | Intervento del Professor Alessandro Colombo

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Circolo Limes Interuniversitario 12/03/2024 | Intervento del Professor Alessandro Colombo

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372 segments

0:08

Grazie

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Fulvio le riflessioni che poni sul tema

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sono articolate complesse ci permettono

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di approfondire ulteriormente quanto già

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aveva detto il

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direttore Caracciolo e sul tema del

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proseguimento del

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conflitto si pone Sicur ente una grande

0:32

questione di

0:33

obiettivi che appunto possono essere

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interrogati compresi in questo sistema

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sempre articolato e

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complesso capendo un po' la mente

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l'habitus

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mentale delle altre parti in gioco nello

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scacchiere internazionale In questo caso

0:51

ovviamente i russi Io nel frattempo

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darei il benvenuto tra noi ha finito le

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lezioni e ci ha raggiunto Al professor

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Colombo che si è unito al tavolo poi

1:03

magari gli chiederei se ha voglia

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durante la sua relazione di mettersi qua

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così non lo non lo confidiamo

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all'estrema va bene Anche qua va bene

1:11

Anche qua va benissimo eh Grazie mille

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un particolare ringraziamento per la

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cortesia Al professor Colombo che è

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venuto qua immediatamente dopo la fine

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delle sue lezioni quindi è uno sforzo

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ulteriore e per cui gli siamo grati

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e professor Colombo E passerei a lei la

1:31

parola prima del dell'intervento anche

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di finale di di Aldo e le domande dal

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pubblico si è parlato di

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complessità della sfera globalizzata si

1:42

è parlato di transizione di poteri si è

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parlato comunque di un

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sistema articolato complesso competitivo

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quasi come se la sfida per il

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cambiamento all'ordine globale fosse una

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grande diciamo emergenza collettiva per

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le potenze lei nei suoi studi si è

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focalizzato anche nel suo ultimo libro

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molto sul tema del governo delle

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emergenze delle

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sfide non è che probabilmente in questo

2:11

sistema è complicato chi deve trovare

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delle coordinate precise ovvero siamo

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noi in particolare che ci stiamo capendo

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poco e stiamo forse anche reagendo in

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una

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maniera diciamo non all'altezza anche

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della ampiezza di Queste sfide Qual è la

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sua visione Su questo tema Allora grazie

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grazie Intanto dell'invito e mi scuso

2:34

per il ritardo io sono un casinista

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infernale e non ci non c'eravamo capiti

2:39

sull'orario

2:41

Allora ma io prenderò spunto proprio dal

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titolo

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del numero di Limes Cioè se abbiamo o

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stiamo perdendo la

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guerra e credo che non soltanto stiamo

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perdendo la guerra ma la guerra

2:57

l'abbiamo già persa l'abbiamo già persa

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sotto sotto certi aspetti naturalmente

3:01

ma sono gli aspetti che mi interessano

3:02

di più tanto per cominciare le due

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guerre in Ucraina e a Gaza che sono due

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guerre diversissime tra di loro ma sono

3:10

due guerre che hanno alcuni tratti

3:12

comuni in termini di

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insegnamento Il primo elemento è che

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tutte e due queste guerre sono il

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prodotto di un fallimento colossale

3:21

della

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prevenzione Noi abbiamo passato diversi

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anni soprattutto a partire dagli anni 90

3:28

vantando Le prodezze della diplomazia

3:33

preventiva in occasione sia della guerra

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in Ucraina sia della guerra a Gaza Noi

3:37

abbiamo visto un fallimento totale di

3:40

questa diplomazia preventiva perché sia

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in un caso che dell'altro i segni di un

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deterioramento della situazione erano

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evidentissimi non era un segreto per

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nessuno naturalmente che Federazione

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Russa e Ucraina rischiassero di andare a

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un conflitto armato aperto così come non

3:55

era un segreto per nessuno negli ultimi

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mesi che la situazione Palestina stesse

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per esplodere anche se non immaginavamo

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che sarebbe esplosa così ecco di fronte

4:05

a questa situazione a questo

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deterioramento non c'è stata traccia di

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diplomazie preventive Anzi se c'è stato

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un intervento dall'esterno questo

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intervento invece di moderare ha avuto

4:15

l'effetto di esacerbare la posizione

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delle parti Questo è un primo tratto di

4:20

fallimento il secondo tratto è quello

4:22

che vediamo in questi giorni è quello

4:24

che vediamo in queste settimane dopo

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avere fallito nella prevenzione falliamo

4:29

clamorosamente

4:31

nell'influenza perché l'altra lezione

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inequivocabile a questo punto che sia la

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guerra in Ucraina sia la guerra Gaza ci

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stanno dando è l'inceppamento di tutti i

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modi istituzionali politici e militari

4:47

di gestione dei

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conflitti in modo particolare gli Stati

4:51

Uniti come è stato notato da tutti ma

4:53

come sotto gli occhi di tutti gli Stati

4:55

Uniti stanno dimostrando nella questione

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di Gaza una tale incapacità di frenare

5:01

il proprio alleato pur nella

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consapevolezza che il modo in cui

5:04

l'alleato sta conducendo la guerra avrà

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effetti molto negativi sulla posizione e

5:11

sulla reputazione non soltanto

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israeliana ma anche americana Ed Europea

5:14

in quella regione fuori da quella

5:16

regione e sull'ucraina noi abbiamo

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vissuto la stessa cosa che stiamo

5:22

vivendo un po' ovunque cioè un

5:24

fallimento

5:26

generale della capacità di previsione

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I russi hanno sbagliato come veniva

5:31

richiamato prima pensando che sarebbe

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stato sufficiente mandare le proprie

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truppe alla periferia di Kiev Perché il

5:40

governo di jelenski cadesse e noi

5:43

abbiamo sbagliato pensando che le

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sanzioni economiche avrebbero distrutto

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la Federazione Russa nell'arco di tre o

5:48

qu mesi quindi noi viviamo in un

5:51

contesto nel quale tutti gli strumenti

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di influenza tutte le

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nostre concezioni dell'influenza si

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stanno rivelando clamorosamente

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impotenti

6:01

abbiamo fallito e questo è l'aspetto che

6:03

a me personalmente interessa di più

6:06

abbiamo fallito e facciamo finta di non

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avere fallito Ma questo credo che sarà

6:10

il fallimento peggiore in termini di

6:13

legittimità la guerra in Ucraina Ucraina

6:16

e la guerra a Gaza

6:19

contemporaneamente pongono una questione

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enorme di principi di norme di regole

6:24

della convivenza

6:25

internazionale la guerra Gazza è

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evidentemente

6:30

un'esperienza

6:31

a dire poco

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spaesante Penso che sarebbe più generoso

6:36

Anzi più onesto dire scandalosa per il

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modo in cui i paesi europei e gli Stati

6:41

Uniti si stanno confrontando con ciò che

6:42

sta avvenendo

6:46

è evidente che l'indulgenza che si sta

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mostrando nei confronti di quello che

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Israele sta facendo è un'indulgenza che

6:54

Peserà a lungo sull'immagine sulla

6:57

reputazione dei paesi europei degli

6:59

Stati Uniti e solleverà una serie di

7:02

questioni che sono questioni che in

7:04

realtà erano già state sollevate Ma che

7:06

penso che siano destinate ad essere

7:07

esacerbati

7:09

e tutte questioni che hanno a che fare

7:11

con il tema della legittimità nella vita

7:13

internazionale Tanto per

7:15

cominciare sarà ulteriormente rafforzata

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la contestazione che era già in atto

7:20

della pretesa Europea americana di

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parlare a nome di tutti gli Stati Uniti

7:24

e i paesi europei hanno esercitato nel

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bene e nel male questo ruolo

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tradizionalmente a maggior ragione a

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partire dall'inizio degli anni 90 e

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questo ruolo è un ruolo esaurito ed è un

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ruolo che esce drammaticamente

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delegittimato da quello che sta

7:38

avvenendo

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è un ruolo esaurito che attenzione avrà

7:42

un effetto anche di carattere

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negoziale credo che europei e Stati

7:47

Uniti si debbano cancellare dalla

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testa l'idea che il negoziato Quando ci

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sarà perché prima o poi ci sarà

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sull'ucraina e sulla Palestina avrà la

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stessa forma che ha avuto fino a 15 anni

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fa europei americani hanno avuto una

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sorta di monopolio sul negoziato e sulla

8:07

pace pensiamo a cam David pensiamo a

8:11

dayon quella fase negoziale è finita Noi

8:14

non sappiamo come sarà la prossima fase

8:16

negoziale ma sappiamo che dal punto di

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vista della legittimità quella soluzione

8:20

oggi non è più

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praticabile la guerra a Gaza

8:24

contemporaneamente alla guerra in

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Ucraina solleva come più che evidente

8:28

una questione colossale di doppi

8:30

standard è evidente che sono stati

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impiegati non negli ultimi tre o qu anni

8:35

Ma negli ultimi 30 doppi standard in

8:38

modo scandaloso ma scandaloso anche dal

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punto di vista della sostenibilità noi

8:44

non ci possiamo immaginare di farla

8:46

Franca continuando a impiegare doppi

8:48

standard in questo modo

8:51

impudente e poi la cosa che era uno

8:55

degli argomenti delle lezioni di

8:57

oggi la cosa che che credo che ci debba

9:00

interrogare più a fondo è che quello che

9:03

sta avvenendo a Gazza dico purtroppo ma

9:05

con un purtroppo sottolineato 10 volte

9:08

ciò che sta avvenendo a Gaza allunga una

9:12

luce retrospettiva su tutto l'umanitaria

9:29

del discorso umanitario sembrano uscire

9:31

clamorosamente confermati da ciò che sta

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avvenendo a Gazza e questo è una

9:36

catastrofe una catastrofe dal punto di

9:38

vista normativo una catastrofe dal punto

9:40

di vista giuridico una catastrofe dal

9:42

punto di vista dell'etica internazionale

9:44

E poi ci sono altri fallimenti ancora

9:46

altri fallimenti che credo che sia il

9:48

caso forse di richiamare in un contesto

9:49

come

9:51

questo un fallimento cognitivo un

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colossale fallimento cognitivo e sono

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soltanto gli ultimi due episodi di un

10:00

fallimento cognitivo continuo negli

10:02

ultimi anni noi non abbiamo capito nulla

10:03

e ci ostiniamo a non capire nulla di ciò

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che sta avvenendo in Ucraina e di ciò

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che sta avvenendo a Gazza soprattutto

10:10

fallimento cognitivo significa che tutto

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il nostro mondo dell''informazione ma

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qualche volta anche il nostro mondo

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accademico perché

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no cede alla tentazione di impiegare

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delle formule di semplificazioni che

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funzionano a buon mercato ma restano

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formule di semplificazione bu

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mercato Allora continuare

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insistentemente di fronte a ogni guerra

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e a ogni conflitto armato o non armato a

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sollevare le categorie

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dell'autocorrettore

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e riguarda il mondo

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dell'informazione queste due guerre sono

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state un fallimento colossale del

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dibattito pubblico

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sono state due guerre di fronte alle

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quali non c'è stato dibattito pubblico e

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non c'è stato dibattito pubblico perché

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il dibattito pubblico è

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stato letteralmente intimidito

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noi usiamo delle categorie che ormai

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sono dei veri e propri Manganelli c'è

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una parola in modo particolare che è

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diventata la parola manganello nel

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nostro lessico la parola negazionismo

11:24

Ecco io cancellerei una volta per tutte

11:27

la parola negazionismo perché la

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negazionismo non ha più il significato

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che aveva fino a qualche anno fa la

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parola negazionismo significa

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semplicemente l'aggressione a tutti

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coloro che negano ciò che la maggioranza

11:39

afferma e a questo si collega il modo in

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cui il negazionismo è stato declinato in

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occasione di queste due ultime guerre Io

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sono certo che ci sono

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putini ma sono ancora più certo che il

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999% dei cosiddetti putini non sono per

11:56

nulla

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putini e dopo che abbiamo passato du

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anni sotto il sospetto l'accusa del

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putinismo Oggi addirittura siamo passati

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all'accusa dell'antisemitismo io

12:07

rivendico il diritto di parlare male

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anzi malissimo di Israele senza essere

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antisemit

12:14

[Applauso]

12:31

Eh la l'altra cosa con la quale concludo

12:34

perché in realtà sono

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esausto Io credo che più che avere già

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perso almeno per queste ragioni solo

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sotto questi profili la guerra la cosa

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più grave è che noi abbiamo perso la

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pace noi perso abbiamo perso la pace nel

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senso che abbiamo perso il progetto e la

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possibilità della pace che avevamo

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maturato 30 anni fa perché questo è il

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nostro incipit e noi veniamo da un

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contesto quello dell'immediato

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dopoguerra fredda quello dell'inizio

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degli anni 90 nel quale non soltanto la

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fine del 900 perché la fine della guerra

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fredda è stato la fine del 900 è stata

13:11

accompagnata da una colossale ondata di

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trionfalismo Ma quel trionfalismo era

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accompagnata da una condizione

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estremamente

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favorevole cioè i paesi che avevano

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appena vinto la guerra fredda si sono

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trovati per alcuni anni in una

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condizione di assoluto strapotere

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e avere strapotere significa avere la

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possibilità di concepire l'ordine

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internazionale di concepirlo in modo

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realistico e qui che abbiamo fallito e

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abbiamo fallito la pace abbiamo perso la

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pace perché il progetto di nuovo ordine

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mondiale che venne varato Allora era un

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progetto che si reggeva su una serie di

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ambizioni totalmente irrealistiche si

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reggeva Sono d'accordissimo con quello

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che è stato detto

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prima sulla perdita della più elementare

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significato della nozione di relazione

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internazionale cioè il fatto che le

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relazioni internazionali sono

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relazioni nelle relazioni internazionali

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si ha a che fare con qualcun altro e

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avere a che fare con qualcun altro

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significa poter essere legittimamente

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preoccupati da quell'altro ma senza mai

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dimenticare che quell'altro è

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altrettanto legittimamente preoccupato

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da noi perché questo è ciò che rende

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complicato il gioco della politica

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internazionale e penso che non è il caso

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naturalmente di riassumere questa

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vicenda Ma la vicenda del nuovo mondiale

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è stata una vicenda di fallimenti ancora

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una volta di carattere cognitivo di

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carattere strategico di carattere

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diplomatico di carattere politico

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accompagnata Tuttavia da un'altra cosa

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che è un'altra cosa molto significativa

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con la quale concludo davvero a questo

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fallimento viene continuamente

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raccontato e interpretato all'insegna

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dell'auto indulgenza e a leggere quello

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che si scrive molto spesso sia in ambito

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accademico sia in ambito giornalistico

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sembra che il nuovo ordine mondiale sia

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stato l'ultima Vittima del 900 pugnalato

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alle spalle No il nuovo ordine mondiale

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non è stato pugnalato alle spalle il

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nuovo ordine mondiale si è autod disolto

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e si è autod disolto Non perché qualcuno

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ci abbia colpito dall'esterno Non perché

15:14

qualcuno ci abbia invaso dall'interno No

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perché tutto il progetto e il modo in

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cui è stato realizzato è stato

15:20

costellato di errori di

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forzature E perché Con ogni probabilità

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avevano coloro che dall'inizio temevano

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che lo strapotere di cui avrebbero

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goduto gli Stati Uniti e i loro alleati

15:34

si sarebbe trasformato Paradossalmente

15:36

in una trappola non solo per gli altri

15:38

ma anche per se stessi Grazie

15:40

[Applauso]

Interactive Summary

Il Professor Colombo sostiene che "abbiamo già perso la guerra" a causa dei fallimenti nella prevenzione, nell'influenza e nella previsione nelle guerre in Ucraina e a Gaza, e abbiamo anche "perso la pace". Critica l'incapacità della diplomazia preventiva e delle potenze occidentali di moderare i propri alleati. Sottolinea una grave crisi di legittimità, evidenziata dai doppi standard e dall'indulgenza mostrata verso le azioni di Israele a Gaza, che mina la reputazione e il ruolo negoziale di Europa e Stati Uniti. Colombo denuncia inoltre un "fallimento cognitivo" e del dibattito pubblico, caratterizzato da semplificazioni eccessive e dall'uso intimidatorio di termini come "negazionismo" e "antisemitismo". Conclude che il progetto di nuovo ordine mondiale post-Guerra Fredda si è auto-disciolto a causa di ambizioni irrealistiche e errori strategici, trascurando la reciproca legittima preoccupazione nelle relazioni internazionali.

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