Circolo Limes Interuniversitario 12/03/2024 | Intervento del Professor Alessandro Colombo
372 segments
Grazie
Fulvio le riflessioni che poni sul tema
sono articolate complesse ci permettono
di approfondire ulteriormente quanto già
aveva detto il
direttore Caracciolo e sul tema del
proseguimento del
conflitto si pone Sicur ente una grande
questione di
obiettivi che appunto possono essere
interrogati compresi in questo sistema
sempre articolato e
complesso capendo un po' la mente
l'habitus
mentale delle altre parti in gioco nello
scacchiere internazionale In questo caso
ovviamente i russi Io nel frattempo
darei il benvenuto tra noi ha finito le
lezioni e ci ha raggiunto Al professor
Colombo che si è unito al tavolo poi
magari gli chiederei se ha voglia
durante la sua relazione di mettersi qua
così non lo non lo confidiamo
all'estrema va bene Anche qua va bene
Anche qua va benissimo eh Grazie mille
un particolare ringraziamento per la
cortesia Al professor Colombo che è
venuto qua immediatamente dopo la fine
delle sue lezioni quindi è uno sforzo
ulteriore e per cui gli siamo grati
e professor Colombo E passerei a lei la
parola prima del dell'intervento anche
di finale di di Aldo e le domande dal
pubblico si è parlato di
complessità della sfera globalizzata si
è parlato di transizione di poteri si è
parlato comunque di un
sistema articolato complesso competitivo
quasi come se la sfida per il
cambiamento all'ordine globale fosse una
grande diciamo emergenza collettiva per
le potenze lei nei suoi studi si è
focalizzato anche nel suo ultimo libro
molto sul tema del governo delle
emergenze delle
sfide non è che probabilmente in questo
sistema è complicato chi deve trovare
delle coordinate precise ovvero siamo
noi in particolare che ci stiamo capendo
poco e stiamo forse anche reagendo in
una
maniera diciamo non all'altezza anche
della ampiezza di Queste sfide Qual è la
sua visione Su questo tema Allora grazie
grazie Intanto dell'invito e mi scuso
per il ritardo io sono un casinista
infernale e non ci non c'eravamo capiti
sull'orario
Allora ma io prenderò spunto proprio dal
titolo
del numero di Limes Cioè se abbiamo o
stiamo perdendo la
guerra e credo che non soltanto stiamo
perdendo la guerra ma la guerra
l'abbiamo già persa l'abbiamo già persa
sotto sotto certi aspetti naturalmente
ma sono gli aspetti che mi interessano
di più tanto per cominciare le due
guerre in Ucraina e a Gaza che sono due
guerre diversissime tra di loro ma sono
due guerre che hanno alcuni tratti
comuni in termini di
insegnamento Il primo elemento è che
tutte e due queste guerre sono il
prodotto di un fallimento colossale
della
prevenzione Noi abbiamo passato diversi
anni soprattutto a partire dagli anni 90
vantando Le prodezze della diplomazia
preventiva in occasione sia della guerra
in Ucraina sia della guerra a Gaza Noi
abbiamo visto un fallimento totale di
questa diplomazia preventiva perché sia
in un caso che dell'altro i segni di un
deterioramento della situazione erano
evidentissimi non era un segreto per
nessuno naturalmente che Federazione
Russa e Ucraina rischiassero di andare a
un conflitto armato aperto così come non
era un segreto per nessuno negli ultimi
mesi che la situazione Palestina stesse
per esplodere anche se non immaginavamo
che sarebbe esplosa così ecco di fronte
a questa situazione a questo
deterioramento non c'è stata traccia di
diplomazie preventive Anzi se c'è stato
un intervento dall'esterno questo
intervento invece di moderare ha avuto
l'effetto di esacerbare la posizione
delle parti Questo è un primo tratto di
fallimento il secondo tratto è quello
che vediamo in questi giorni è quello
che vediamo in queste settimane dopo
avere fallito nella prevenzione falliamo
clamorosamente
nell'influenza perché l'altra lezione
inequivocabile a questo punto che sia la
guerra in Ucraina sia la guerra Gaza ci
stanno dando è l'inceppamento di tutti i
modi istituzionali politici e militari
di gestione dei
conflitti in modo particolare gli Stati
Uniti come è stato notato da tutti ma
come sotto gli occhi di tutti gli Stati
Uniti stanno dimostrando nella questione
di Gaza una tale incapacità di frenare
il proprio alleato pur nella
consapevolezza che il modo in cui
l'alleato sta conducendo la guerra avrà
effetti molto negativi sulla posizione e
sulla reputazione non soltanto
israeliana ma anche americana Ed Europea
in quella regione fuori da quella
regione e sull'ucraina noi abbiamo
vissuto la stessa cosa che stiamo
vivendo un po' ovunque cioè un
fallimento
generale della capacità di previsione
I russi hanno sbagliato come veniva
richiamato prima pensando che sarebbe
stato sufficiente mandare le proprie
truppe alla periferia di Kiev Perché il
governo di jelenski cadesse e noi
abbiamo sbagliato pensando che le
sanzioni economiche avrebbero distrutto
la Federazione Russa nell'arco di tre o
qu mesi quindi noi viviamo in un
contesto nel quale tutti gli strumenti
di influenza tutte le
nostre concezioni dell'influenza si
stanno rivelando clamorosamente
impotenti
abbiamo fallito e questo è l'aspetto che
a me personalmente interessa di più
abbiamo fallito e facciamo finta di non
avere fallito Ma questo credo che sarà
il fallimento peggiore in termini di
legittimità la guerra in Ucraina Ucraina
e la guerra a Gaza
contemporaneamente pongono una questione
enorme di principi di norme di regole
della convivenza
internazionale la guerra Gazza è
evidentemente
un'esperienza
a dire poco
spaesante Penso che sarebbe più generoso
Anzi più onesto dire scandalosa per il
modo in cui i paesi europei e gli Stati
Uniti si stanno confrontando con ciò che
sta avvenendo
è evidente che l'indulgenza che si sta
mostrando nei confronti di quello che
Israele sta facendo è un'indulgenza che
Peserà a lungo sull'immagine sulla
reputazione dei paesi europei degli
Stati Uniti e solleverà una serie di
questioni che sono questioni che in
realtà erano già state sollevate Ma che
penso che siano destinate ad essere
esacerbati
e tutte questioni che hanno a che fare
con il tema della legittimità nella vita
internazionale Tanto per
cominciare sarà ulteriormente rafforzata
la contestazione che era già in atto
della pretesa Europea americana di
parlare a nome di tutti gli Stati Uniti
e i paesi europei hanno esercitato nel
bene e nel male questo ruolo
tradizionalmente a maggior ragione a
partire dall'inizio degli anni 90 e
questo ruolo è un ruolo esaurito ed è un
ruolo che esce drammaticamente
delegittimato da quello che sta
avvenendo
è un ruolo esaurito che attenzione avrà
un effetto anche di carattere
negoziale credo che europei e Stati
Uniti si debbano cancellare dalla
testa l'idea che il negoziato Quando ci
sarà perché prima o poi ci sarà
sull'ucraina e sulla Palestina avrà la
stessa forma che ha avuto fino a 15 anni
fa europei americani hanno avuto una
sorta di monopolio sul negoziato e sulla
pace pensiamo a cam David pensiamo a
dayon quella fase negoziale è finita Noi
non sappiamo come sarà la prossima fase
negoziale ma sappiamo che dal punto di
vista della legittimità quella soluzione
oggi non è più
praticabile la guerra a Gaza
contemporaneamente alla guerra in
Ucraina solleva come più che evidente
una questione colossale di doppi
standard è evidente che sono stati
impiegati non negli ultimi tre o qu anni
Ma negli ultimi 30 doppi standard in
modo scandaloso ma scandaloso anche dal
punto di vista della sostenibilità noi
non ci possiamo immaginare di farla
Franca continuando a impiegare doppi
standard in questo modo
impudente e poi la cosa che era uno
degli argomenti delle lezioni di
oggi la cosa che che credo che ci debba
interrogare più a fondo è che quello che
sta avvenendo a Gazza dico purtroppo ma
con un purtroppo sottolineato 10 volte
ciò che sta avvenendo a Gaza allunga una
luce retrospettiva su tutto l'umanitaria
del discorso umanitario sembrano uscire
clamorosamente confermati da ciò che sta
avvenendo a Gazza e questo è una
catastrofe una catastrofe dal punto di
vista normativo una catastrofe dal punto
di vista giuridico una catastrofe dal
punto di vista dell'etica internazionale
E poi ci sono altri fallimenti ancora
altri fallimenti che credo che sia il
caso forse di richiamare in un contesto
come
questo un fallimento cognitivo un
colossale fallimento cognitivo e sono
soltanto gli ultimi due episodi di un
fallimento cognitivo continuo negli
ultimi anni noi non abbiamo capito nulla
e ci ostiniamo a non capire nulla di ciò
che sta avvenendo in Ucraina e di ciò
che sta avvenendo a Gazza soprattutto
fallimento cognitivo significa che tutto
il nostro mondo dell''informazione ma
qualche volta anche il nostro mondo
accademico perché
no cede alla tentazione di impiegare
delle formule di semplificazioni che
funzionano a buon mercato ma restano
formule di semplificazione bu
mercato Allora continuare
insistentemente di fronte a ogni guerra
e a ogni conflitto armato o non armato a
sollevare le categorie
dell'autocorrettore
e riguarda il mondo
dell'informazione queste due guerre sono
state un fallimento colossale del
dibattito pubblico
sono state due guerre di fronte alle
quali non c'è stato dibattito pubblico e
non c'è stato dibattito pubblico perché
il dibattito pubblico è
stato letteralmente intimidito
noi usiamo delle categorie che ormai
sono dei veri e propri Manganelli c'è
una parola in modo particolare che è
diventata la parola manganello nel
nostro lessico la parola negazionismo
Ecco io cancellerei una volta per tutte
la parola negazionismo perché la
negazionismo non ha più il significato
che aveva fino a qualche anno fa la
parola negazionismo significa
semplicemente l'aggressione a tutti
coloro che negano ciò che la maggioranza
afferma e a questo si collega il modo in
cui il negazionismo è stato declinato in
occasione di queste due ultime guerre Io
sono certo che ci sono
putini ma sono ancora più certo che il
999% dei cosiddetti putini non sono per
nulla
putini e dopo che abbiamo passato du
anni sotto il sospetto l'accusa del
putinismo Oggi addirittura siamo passati
all'accusa dell'antisemitismo io
rivendico il diritto di parlare male
anzi malissimo di Israele senza essere
antisemit
[Applauso]
Eh la l'altra cosa con la quale concludo
perché in realtà sono
esausto Io credo che più che avere già
perso almeno per queste ragioni solo
sotto questi profili la guerra la cosa
più grave è che noi abbiamo perso la
pace noi perso abbiamo perso la pace nel
senso che abbiamo perso il progetto e la
possibilità della pace che avevamo
maturato 30 anni fa perché questo è il
nostro incipit e noi veniamo da un
contesto quello dell'immediato
dopoguerra fredda quello dell'inizio
degli anni 90 nel quale non soltanto la
fine del 900 perché la fine della guerra
fredda è stato la fine del 900 è stata
accompagnata da una colossale ondata di
trionfalismo Ma quel trionfalismo era
accompagnata da una condizione
estremamente
favorevole cioè i paesi che avevano
appena vinto la guerra fredda si sono
trovati per alcuni anni in una
condizione di assoluto strapotere
e avere strapotere significa avere la
possibilità di concepire l'ordine
internazionale di concepirlo in modo
realistico e qui che abbiamo fallito e
abbiamo fallito la pace abbiamo perso la
pace perché il progetto di nuovo ordine
mondiale che venne varato Allora era un
progetto che si reggeva su una serie di
ambizioni totalmente irrealistiche si
reggeva Sono d'accordissimo con quello
che è stato detto
prima sulla perdita della più elementare
significato della nozione di relazione
internazionale cioè il fatto che le
relazioni internazionali sono
relazioni nelle relazioni internazionali
si ha a che fare con qualcun altro e
avere a che fare con qualcun altro
significa poter essere legittimamente
preoccupati da quell'altro ma senza mai
dimenticare che quell'altro è
altrettanto legittimamente preoccupato
da noi perché questo è ciò che rende
complicato il gioco della politica
internazionale e penso che non è il caso
naturalmente di riassumere questa
vicenda Ma la vicenda del nuovo mondiale
è stata una vicenda di fallimenti ancora
una volta di carattere cognitivo di
carattere strategico di carattere
diplomatico di carattere politico
accompagnata Tuttavia da un'altra cosa
che è un'altra cosa molto significativa
con la quale concludo davvero a questo
fallimento viene continuamente
raccontato e interpretato all'insegna
dell'auto indulgenza e a leggere quello
che si scrive molto spesso sia in ambito
accademico sia in ambito giornalistico
sembra che il nuovo ordine mondiale sia
stato l'ultima Vittima del 900 pugnalato
alle spalle No il nuovo ordine mondiale
non è stato pugnalato alle spalle il
nuovo ordine mondiale si è autod disolto
e si è autod disolto Non perché qualcuno
ci abbia colpito dall'esterno Non perché
qualcuno ci abbia invaso dall'interno No
perché tutto il progetto e il modo in
cui è stato realizzato è stato
costellato di errori di
forzature E perché Con ogni probabilità
avevano coloro che dall'inizio temevano
che lo strapotere di cui avrebbero
goduto gli Stati Uniti e i loro alleati
si sarebbe trasformato Paradossalmente
in una trappola non solo per gli altri
ma anche per se stessi Grazie
[Applauso]
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Il Professor Colombo sostiene che "abbiamo già perso la guerra" a causa dei fallimenti nella prevenzione, nell'influenza e nella previsione nelle guerre in Ucraina e a Gaza, e abbiamo anche "perso la pace". Critica l'incapacità della diplomazia preventiva e delle potenze occidentali di moderare i propri alleati. Sottolinea una grave crisi di legittimità, evidenziata dai doppi standard e dall'indulgenza mostrata verso le azioni di Israele a Gaza, che mina la reputazione e il ruolo negoziale di Europa e Stati Uniti. Colombo denuncia inoltre un "fallimento cognitivo" e del dibattito pubblico, caratterizzato da semplificazioni eccessive e dall'uso intimidatorio di termini come "negazionismo" e "antisemitismo". Conclude che il progetto di nuovo ordine mondiale post-Guerra Fredda si è auto-disciolto a causa di ambizioni irrealistiche e errori strategici, trascurando la reciproca legittima preoccupazione nelle relazioni internazionali.
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