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Nel quartiere di Sal Da Vinci | esse

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Nel quartiere di Sal Da Vinci | esse

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Tutti sono proprio veramente felici ed

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orgogliosi di rappresentare l'Italia.

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>> Tutti stanno parlando di Salda Vinci,

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uno degli artisti più amati della musica

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italiana che oggi si ritrova di nuovo al

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centro della scena dopo la vittoria a

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Sanremo e la partecipazione

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all'Eurovision. Un passaggio che ha

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riportato il suo nome ovunque tra radio,

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social e conversazioni, riaccendendo

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l'attenzione su un percorso che negli

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anni non si è mai davvero fermato.

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>> Mi sono sempre concentrato su sulla

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musica. Salda Vinci è uno di quei nomi

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che riescono sempre a tornare, a

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rientrare nel discorso, a far parlare di

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sé in modi diversi e infatti anche

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stavolta sta succedendo esattamente

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questo. Ma la domanda è chi è perché

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tutti parlano di lui? Siamo stati a

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Napoli, nel suo quartiere, per scoprire

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chi è davvero Salda Vinci.

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Allora, a me salm hanno corretto perché

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io pensavo che qua stessimo a Mare

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Chiaro, invece Giuseppone.

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>> Però io la domanda te voglio fa lo

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stesso perché io sono di Villa Ricca

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>> e c'è un cantante storico della canzone

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napoletana, Sergio Bruni, che aveva

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cantato una canzone suon a mare chiara e

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io questa domanda te la voglio fare è un

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po' forte, però voglio iniziare

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[schiarire la voce] così. Qual era il

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tuo sogno da bambino e qual è il tuo

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sogno oggi?

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Beh, il mio sogno da bambino,

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non avendo vissuto l'infanzia, era di

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fare il bambino, però mi sono trovato

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poi a fare l'adulto troppo in fretta. Il

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sogno da grande è perseverare

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la bellezza.

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>> Ok. E per bellezza che intendi?

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>> Ma è la bellezza di perseverare il mondo

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dell'amore che si presenta come un

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mestiere o meglio un vero mestiere da

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frequentare. Quando abbiamo fatto

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un'intervista la prima volta stavamo a

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Sanremo, avevi detto: "Tu eri nato in

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America? Sì,

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>> ma perché e soprattutto domanda è tu hai

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doppia cittadinanza? No. Ok. Io sono

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nato negli Stati Uniti perché mio padre,

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essendo stato un cantante famoso, o

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meglio, ha iniziato la sua carriera eh

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riscuotendo un consenso importante

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popolare proprio negli Stati Uniti, mia

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madre era incinta di me prima che mio

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padre ritornasse intorno negli Stati

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Uniti. Solo che naturalmente papà

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arrivato negli negli Stati Uniti dice,

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"Guarda, vieni, vieni qui, sono da

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solo." Eh, magari porta anche gli altri

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bimbi che poi essendo il quarto dei sei

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figli, mia madre eh si armò di pazienza

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e raggiunse mio padre a quell'epoca

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negli Stati Uniti e sono nato lì,

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diciamo, per caso, va.

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>> Ok. Io direi camminiamo.

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>> Sì, sì. Perché non so se sai come

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funziona, cioè che tipo di format è

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questo e in quartiere, quindi

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raccontiamo un po' i quartieri, no, di

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tutta di tutti gli artisti, no, che

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fanno parte della musica italiana. Tu

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hai vissuto alla Torretta. Sì.

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>> Che quartiere era? Bello, un quartiere

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quartiere di di sentimento,

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>> un quartiere di di gente che come me

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ha sempre perseverato i propri sogni, ha

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sempre lottato.

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Eh, come me sono è gente che comunque è

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partita dal basso e poi naturalmente nel

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quartiere c'erano anche persone eh di un

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anche di un centro sociale più alto. E

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tu come, qual è il ricordo più bello che

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hai vissuto lì che associ appunto al

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quartiere della Torretta? Beh, per me è

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come la torretta è stata una casa aperta

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per me, cioè nel senso che eravamo

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un'unica famiglia m

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>> m

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>> e lì c'è cresciuto comunque la c'è

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cresciuta la mia famiglia, c'è stata

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sempre questa complicità, questa

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familiarità,

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>> ok,

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>> eh nel quartiere che poi, voglio dire,

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negli anni qualcosa te lo perdi per

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strada, però tutto sommato è un

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quartiere che è rimasto legato a questo

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tipo di mentalità. Certo,

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>> ma un po' tutta Napoli, tutti i

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quartieri napoletani sono così. Noi

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abbiamo proprio questo senso di

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appartenenza che Sì.

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>> che che ci che ci accompagna, che ci

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fascia.

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>> Tipo una cosa bellissima dei quartieri

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di Napoli è pure tipo, non so, la

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domenica che senti l'odore di genovese,

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frittura. Eh, nel Sì, guard mi ricordo

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quando ero piccolino nel nel palazzetto

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che abita ancora mia madre e alcuni

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fratelli miei, sentivo l'odore proprio

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della domenica. Ma ancora oggi ogni

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volta che sento avverto quel tipo di

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odore si accende la memoria e mi riporta

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a quei tempi. Faccio esempio la

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Coca-Cola si vedeva la bottiglia di

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Coca-Cola che si comprava da

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>> eh dalla da vini e cucina a via

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Piedigrutta. Solo la domenica era a

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tavolo, quindi tu vedevi la bottiglia di

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Coca-Cola e domenica

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>> con mio nonno. Invece noi comunque come

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famiglia nasciamo a il Ponte di

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Casanova. Io tipo associavo la domenica

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alla Gastosa Arnone.

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>> Eh vabbè, però io vengo pure da una

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famiglia di pescatori che mio zio

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>> eh ha praticato il mare per 70 anni e

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quindi ricordo tutte le fasi. Era il

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periodo estivo, tornavo la notte tipo

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alle 4- 4:30 del mattino che giravamo

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tanto tra feste di piazze, matrimoni e

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quant'altro e sentivo la voce degli

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amici di mio zio pescatori

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che lo chiamavano e quindi a quell'ora

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scendeva, prendeva il suo gozo e andava

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a pescare con i suoi amici.

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>> Bellissimo. E mi hai parlato di

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infanzia. Tu che bambino eri? Come

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carattere [schiarire la voce] proprio?

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>> Ma io sono stato sempre

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eh, come dire, accomodante.

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>> Ok. Ho sempre cercato di mettere

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d'accordo tutti. Molto presto ho

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iniziato a praticare il mondo del lavoro

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molto presto, anche se per me era un

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gioco istintivo. 7 anni dicevi? Eh sì,

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ho iniziato da 7 anni, poi è diventata

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un'esigenza, non riuscivo a farne a

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meno, anche se arrivavano dei momenti di

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desiderio di fare altro, meglio il

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desiderio di fare quello che facevano

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gli altri della mia stessa età, era

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talmente forte invece questa passione

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che cercavo di superare i momenti di di

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sconforto, perché sai durante l'estate

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andare in giro tra matrimoni e festi di

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piazza comunque la pressione

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del lavoro, tra virgolette, poi vedevo i

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miei amici che andavano a mare

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giustamente con le le famiglie

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>> rosicavo, insomma, rosicavo un pochino.

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>> E ti mai capitato di dire "Ora mollo

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tutto e faccio la vita dei degli altri,

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gli altri ragazzi, magari due coetanei?"

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>> No, quello no, perché quando mi balenava

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questa

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questa idea veniva subito immediatamente

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abortita,

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>> ok? Perché era talmente forte

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questa responsabilità

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pure nel

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garantire eh quella quel tipo di di

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viaggio.

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mi sentivo responsabile, non ce la

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facevo a distaccarmi in un momento poi,

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tra l'altro di di grandissima popolarità

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e non me la sentivo perché poi questo

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viaggio era partito insieme a mio padre,

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eravamo una sola cosa e

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>> perde proprio una squadra. E tu quand'è

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che hai capito di avere un talento? Son

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ancora alla ricerca c'è potrei tanto

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ancora migliorare. M

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>> m

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>> quindi

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>> e c'è tanto

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>> c definirmi io sono un talentuoso, io

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sono un talento sinceramente è un po'

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pretenzioso, no?

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>> Ok, ci sta.

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>> Non mi piace neanche. [risate]

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>> Tu raccontavi a Sanremo a noi

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fortunatamente che la prima canzone che

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avevi scritto era Miracle Natale.

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>> Non l'ho scritta io.

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>> Ok.

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>> L'hanno scritta due autori che oggi non

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ci sono più che erano Antoniglio e

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Alberto Sciotti. nacque questa canzone.

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Naturalmente

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eh mio padre è stato, come dire eh

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fautore, generatore di di un'idea, ok?

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Perché la sceneggiato in quel periodo

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era molto raccontava storie molto molto

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cruenti. In quel caso invece quella

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canzone raccontava la storia di una

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storia familiare. Mio fratello Gino,

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bravissimo musicista cantante

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e ipovedente. Mamma non volle farla

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interpretare da mio fratello. scelserome

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che era un po' più strappatello perché

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perché quando noi in quel periodo noi

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figli o meglio mamma ci si caricava di

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pazienza e ci portava da papà in teatro

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che lo vedevamo poco perché papà era un

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attore cantante delle della compagnia

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stabile del teatro 2000 di Napoli a in

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piazza Carlo II. Oggi non c'è più.

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>> Ok.

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>> E mia madre nel fine settimane ci

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portava. Io guardavo mio padre le cose

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che faceva e lo imitavo e quindi volevo

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ripetere quelle cose, quelle che faceva

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lui.

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>> Ok?

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>> Il gestore del teatro, il signor Alfredo

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Razzieri, era talmente innamorato di me

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che fermava la compagnia e mi faceva

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salire sul palco e io dovevo ripetere le

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cose che

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>> che faceva tuo padre.

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>> Che faceva mio padre. Ti lascio

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immaginare se fossi stato io oggi che

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uno magari mi ferma e sto lì perché il

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bambino fa i capricci. [risate]

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E invece con una santa pazienza era loro

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accoglievano questa richiesta

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>> e mio padre forse fu così lungimirante

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da trovare una veste diversa nel

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raccontare eh una storia o meglio una

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storia in teatro. Se una canzone

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arrivava a successo si sviluppava una

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storia e si portava in teatro. Così

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funzionava all'epoca. Questa canzone nel

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settembre 76 fu eseguita eh ad una

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manifestazione ad Ercolano, provincia di

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Napoli, un posto meraviglioso che tutti

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conosciamo e eh il mio debutto è stato

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proprio lì ad Ercolano, su un palco,

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vincemmo quella manifestazione, ci fu un

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grande consenso popolare e da quella

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cosa si svilupparono una storia e

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arrivai in teatro nel inizio dicembre

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del 76. E avevi strizza o eri eri

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proprio deciso quando sei salito sul

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palco?

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>> No, io non ho mai avuto

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questo timore

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o magari una vergogna, cioè io mi

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sentivo sin dal primo momento, mi sono

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sempre sentito, come dire, a casa mia. M

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forse nella vita privata cerco di

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mettermi in un angolo, sembra un

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paradosso.

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>> No, però ci stai come sei la unitat dove

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io sin dal primo momento mi sono trovato

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bene.

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>> E a proposito di Natale, com'era il

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Natale a casa tua?

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>> Per noi il Natale è il 24 dicembre.

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>> Sì.

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>> E quindi anche un giorno, tra virgolette

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antiteatrale

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perché da noi la vigilia è vigilia,

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quindi si sta a casa, si condivide con

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la famiglia. Il giorno di Natale io la

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trascorrevo in teatro

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>> sempre

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>> sempre.

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>> Cioè non c'era un giorno in cui tu

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dicevi no? No, no, no, un anno, no, mi

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ricordo. Forse gli anni a venire, gli

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anni successivi, quando poi tutto

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quello, quei riflettori si spensero, io

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mi fermai e quindi guardavo il mondo da

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un altro tipo di angolazione per capire

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cosa fare per sopravvivere.

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>> Una domanda sempre relativa al quartiere

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me la sono chiesto, ho detto, bah a me

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quando ero piccolino in quartiere mi

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chiamavano mamma, perché perché io

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c'avevo sempre sta cosa chiamare mamma.

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Mamma. Mamma. A te come ti chiamava?

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>> Mio zio mi chiamava Chiappariello.

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>> Chiappariel.

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>> Oppure quando cambiava pure qualche

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volta mio zio, dipende. Parlo del

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pescatore che mi amava zio Luigi.

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>> Chio chi mi portavo molto piccolo.

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>> Ok. La cosa che mi ricordo di mio zio,

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quando iniziarono a spegnersi un po' i

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riflettori o meglio l'attenzione

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popolare nei confronti della sceneggiata

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e di conseguenza anche di questo

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fenomeno, questo binomio Mario Salda

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Vinci, mio zio ogni tanto mi mi fermava,

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mi prendeva per il braccino, dice

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"Guaglio secchiattiarezza".

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Cioè che è un termine meraviglioso, cioè

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capito la la rete si è messa di

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traversa, i pesci non passano.

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>> Bellissimo.

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>> Tu parli spesso del binomio con tuo

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padre, avrei potuto farti tantissime

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domande su Mario da Vinci, ma proio un

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sacco, però ho visto le interviste che

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hai fatto a Belve, ne hai parlato tanto,

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quindi non mi sento di Voglio farti

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giusto una domanda perché ne parli come

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binomio? Come Ti manca?

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>> Certo che mi manca.

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mai i primi anni quando lui è andato via

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è stato veramente difficile

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affrontare anche la quotidianità perché

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me lo ritrovavo

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dappertutto, cioè nel senso che però era

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quella parte convulsiva,

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>> ok?

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>> Poi il Signore per tutti quanti noi

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arriva, non so che fa, però manda

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qualcosa dall'alto e ti fa accettare che

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certe cose

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si trasformano in altro. E tu te lo

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ricordi quel momento in cui il Signore

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t' ha mandato il suo messaggio, passiamo

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così il termine?

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>> Credo che è avvenuto piano piano a

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piccole dosi dopo quasi 3-4 anni dalla

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sua andata via, perché i primi 3-4 anni

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sono stati molto complicati, cioè nel

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senso proprio non riusciva ad accettare

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la sua assenza.

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>> Però il binomio esiste ancora. C'era

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Sanremo il binomio.

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>> Ma il binomio c'era perché mio padre

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sicuramente era con me. Mandarono in

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onda anche un filmato di Baudo e in

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questo fotogramma mio padre era accanto

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a Popo Baudo. papà era un amante, un

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frequentatore dell'Ariston, gli piaceva

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questa festa popolare, quasi ogni anno

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ci andava, gli piaceva, cioè per lui la

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vacanza quel cioè respirare quel tipo di

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di festa musicale per lui era una pure

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pura vacanza. Guarda caso questo questo

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momento di questo filmato eh arrivò

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prima della mia uscita.

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>> Invece tua mamma com'era? che la mamma è

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sempre mamma a Napoli. Cioè, mia mamma

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mia mamma come una mamma. Mamma mi ha mi

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ha donato la vita come ognuno di noi.

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Mamma è è il cosmo, è l'universo,

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è il nostro punto di riferimento

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e anche vedendo le sue interviste si

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esprime con una delicatezza e una

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lucidità nonostante la sua età. Un po'

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disarma, no? C

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>> sentire parlare mamma e magari sentire

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anche parlare mamma per come considera e

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che peso dà

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ai suoi figli, no? E in questo caso ho

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avuto eh una testimonianza importante di

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lei che cosa pensa di me.

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>> Diceva mia nonna che una mamma è buona

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per 100 figli e non 100 figli per una

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mamma

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>> ed è la verità. Ed è la verità. Quindi

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mamma, pure la terra è femmina come la

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nostra mamma pure Napoli è mamma, no?

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>> Quindi mamma questa parola c'era una

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canzone che mi commuove sempre che aveva

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cantato mio padre, avuto il piacere di

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cantarla che scriveva mamma

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savasana il labbra doivot per dicere

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mamma.

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È poesia,

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>> è una pura poesia che poi è la verità.

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Baciamo le labbra due volte per per

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pronunciare la parola mamma.

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>> E già questo è tutto.

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>> E già questo è tutto. Potremmo anche

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fermarci.

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>> Sì. [risate] E invece non per gossip

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perché dico le cose non mi interessa, ma

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giusto per avere sempre

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contestualizzazione di quello che facevi

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tu del quartiere. Tu hai raccontato che

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hai conosciuto quella che poi è

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diventata tua moglie a 15 anni. Il primo

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appuntamento dove l'avete fatto?

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>> No, il primo appuntamento o meglio la il

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primo contatto l'abbiamo avuto alla

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festa suo sua,

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>> ok?

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>> Dei 16 anni. Io mi ero totalmente

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imbaghito e poi da lì c'è stato un lungo

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corteggiamento fino a Siamo nelle

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vicinanze di Posillipo. Questa è la

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collina, c'è una zona si chiama Lo

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Scoglio di Frisio.

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>> Ok.

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>> Io ho baciato mia moglie per la prima

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volta nell'84,

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proprio sotto quella capanna. la prima

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volta.

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>> E perché l'hai portato proprio là? No,

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perché noi frequentavamo, era piena

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estate, era il 4 luglio dell'84 e quindi

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in piena estate eh ci si riuniva, c'era

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una comitiva e io l'ho portata in in

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barca, una barca a Remi. Sono arrivato

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lì col cuore che no, non ce l'avevo qua

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il cuore, ma ce l'avevo, no, ce l'avevo

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qua dietro, mi era salito qua.

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>> [risate]

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>> bello scuzzetta, come dice e quindi

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arrivai questa questa barchetta e mi mi

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abbinghiai, dici "Ma questo mo mi devi

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baciare" e lei c'è stato e da lì è

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partito il nostro viaggio. Anche se poi

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ho detto una cosa in televisione, la

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minigonna, la minigonna e hanno sparato

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un gospigonna.

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Avevamo 15 anni,

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>> cioè voglio dire ci siamo allontanati

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per per qualche mese perché poi dopo un

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anno neanche un anno già ci sentivamo

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perché c'eravamo lasciati, noi eravamo

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fidanzati in casa, tra virgolette i

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nostri genitori si erano incontrati però

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per la seme quelle cose, quella leggera

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gelosia, sana gelosia

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>> tu magari capito lei americonna qualcuno

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la guardava, io mi sono inferito, lei si

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è ribellato comeè giusto che sia

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>> e ci hanno sparato. dei titoli, salcia

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con la moglie la minigun, cioè queste

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follie a volte vi dico è veramente

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sconcertante che pur di fare

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>> come dire di di

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>> di dare la news là

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>> no no no pur di ricevere dei consensi,

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qualche like in più,

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>> racconterebbero qualsiasi idiozia.

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È più difficile fare l'italiano in

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Italia che fare l'italiano all'estero,

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te lo posso garantire.

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>> Io onesto, per la tua storia sarei stato

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più contento se avessi vinto nel 2009

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che cioè perché nel 2009 c'era proprio

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la storia dietro, no? l'outsider, quello

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che viene ripescato, arriva terzo,

18:08

diciamon si chi fa si chi vince la fine

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cè incredibile. Infatti non ti nego che

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io lì ero proprio a parte che io sono

18:16

proprio fan della della canzone storica

18:18

napoletana, cioè per me gli interpreti

18:20

come te, come Gigi, Gigi Finizio Gigi

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Alessio occupano uno spazio nel mio

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cuore importante. Comunque son cresciuto

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con quella roba là. Qui c'è stato quel

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momento in cui c'ho deve deve vincere là

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e c'avevo 15 anni quest'anno.

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>> E perché non ce l'hai detto che a cui si

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vincevi? No,

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>> eh vabbò ero minorenne

18:40

[risate]

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però lì per esempio ti sei sentito

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trattato male dall'industria in generale

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e dal dalla musica italiana, cioè perché

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sei stato ripescato? Non sei stato preso

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subito? Cioè tu sei stato vittima di

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snobismo in passato rispetto ad oggi? Ma

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sai, non mi sono mai posto tutte ste

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domande. Io mi sono sempre concentrato

19:00

su sulla musica. Quel Sanremo è stato il

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mio primo Sanremo, voglio dire, per me

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il mio più grande sogno era arrivare in

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finale.

19:10

>> Ok.

19:11

>> Addirittura sono salito sul podio grazie

19:13

al voto popolare. Quell'album

19:16

e ancora oggi lo canto con grande amore.

19:21

Le melodie di quell'album la maggior

19:23

parte erano melodie che avevo scritto

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io. Ok. un album che è prodotto da

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appunto da Gigi D'Alessio per la GGD e

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lui insieme a Vincenzo D'Agostino sono

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stati i miei collaboratori che

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scrivevano i testi. Io mi occupavo della

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parte musicale. Adriano Pennino è il mio

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produttore musicale anche di questo

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album che uscirà il 29 di maggio.

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>> Sì. Ah, quindi lo stiamo già

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annunciando.

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>> Eh, sì, il 29 di maggio uscirà il mio

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album nuovo.

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>> Perfetto.

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>> Eh, che si chiama Per sempre. Sì, che

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poi

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>> va riscontare

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>> il Per sempre sì non è solo il titolo

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della canzone, per sempre sì, se

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perseverare ancora una volta nel nel

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viaggio della musica. Eh, non esco un

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album di da un po' di tempo e quindi era

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arrivato il momento di farlo con una

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bellissima prefazione che è quella di

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Sanremo. Ogni cosa risponde a un a un a

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un'epoca della tua vita.

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>> Certo,

20:17

>> doveva andare così

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e poi dovevano nascere altre occasioni,

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come naturalmente sono nate. Tutto ha ha

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>> ha una logica. Tutto ha una logica. dopo

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tanti anni non me lo sono mai aspettato,

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addirittura di tornare a Sanremo lo

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scorso anno, vale a dire quello del 25,

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con una mia canzone che era Rossetto e

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Caffè in coppia con i The Colors, ovvero

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la serata delle cover. E quest'anno sono

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ritornato al festival in gara dopo 17

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anni addirittura

20:50

>> a vincerlo. Cioè [risate]

20:53

ancora oggi boh, mi sembra tutta una

20:56

cosa

20:57

>> surreale.

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>> Surreale. Sì. Sei il primo napoletano

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che va all'Eurovigion.

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>> Solo io e Massimo Ranieri. Massimo

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Ranieri con Perdere l'amore 38 anni fa.

21:05

Sì.

21:05

>> E ci arrivo io come napoletani, come

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Campani, penso che forse probabilmente

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ci sono andati anche gli Avion Travel,

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se non erro. Giusto,

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>> giusto.

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>> Che hanno vinto Sanremo nei 2000,

21:19

insomma. Che responsabilità senti ad

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andare a loro vision? Come ti senti?

21:23

proprio,

21:23

>> ma innanzitutto sono proprio veramente

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felice ed orgoglioso di rappresentare

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l'Italia

21:28

>> fuori dal mio paese. Per me è una cosa,

21:32

come dire, talmente importante, proprio

21:35

la cosa che porto con con grande

21:38

orgoglio.

21:39

Secondo te il pubblico europeo capirà la

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canzone? capirà già capita la canzone.

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Sentire cantare la tua canzone in

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italiano da cittadini di altre nazioni.

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7.000. Una canzone che è stata tradotta

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anche in 13 lingue

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>> in giapponese. Ho visto.

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>> E beh, veramente mo ci vuoi surreale.

22:03

[risate]

22:03

>> Ci andiamo a prendere un caffè perché

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voglio parlare proprio di rossetto e

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caffè. che ci oggi era una giornata un

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po' particolare, un po' nuvolosa.

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>> E prima parlavamo del disco, hai detto

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che esce il 29 maggio, abbiamo parlato

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di Per sempre, sì, però possiamo dire la

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tua carriera tra virgolette è cambiata

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con rossetto e caffè? Ma sicuramente una

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nuova vita

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in musica e ci sono, come ti raccontavo

22:31

prima, ci sono delle fasi della della

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nostra del nostro viaggio. C'è chi

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arriva prima, chi arriva durante, a chi

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arriva e poi sparisce,

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>> a chi arriva e dura per sempre. Devo

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cantare necessariamente per

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queste persone. È un impegno mio. Devo

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necessariamente portare questo questa

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testimonianza.

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e lo devo fare anche per loro.

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>> Io, per esempio, rispetto al passato,

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comparato ovviamente a rossetto e caffè,

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per sempre sì, sento molta più felicità

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in te proprio, cioè che questo messaggio

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vuoi portare ma un grande sorriso. È

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cambiato qualcosa nella tua vita oppure

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è venuto proprio tutto spontaneamente?

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Ma le cose ne le cose arrivano perché

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devono arrivare. Ci sono alcuni momenti

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del

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della nostra vita un po' tristi, un po'

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più felici, un po' più rabbiosi, meno

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rabbiosi, un po' più deludenti,

23:30

ma fa parte proprio di

23:33

della magia m

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>> della nostra esistenza.

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Rossetto e caffè è arrivata quando

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doveva arrivare. è arrivata, ma nessuno

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se l'aspettavo, che se l'aspettava che

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diventasse poi così famosa e e che

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riusciva ad entrare nella mente, nel

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cuore di tanti di tanti di tanti tanti

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perché considerando

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i numeri così dicono e una hit, così mi

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hanno detto che si dice hit,

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>> diciamolo, hit

24:04

>> hit e replicare un un successo, magari

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magari replicare una canzone come per

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sempre sì che doveva essere il continuo,

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vediamo se ce la fa, non era facile.

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Eppure non succede, ma se succede e

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torniamo sempre a quello che, insomma,

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questa metafora di cui parlavamo prima e

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il disco poi si muoverà su queste

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sonorità, no? su queste tematiche molto

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più gioiose, cioè un po' lontane dalla

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ballad oppure c'è qualche

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>> No, no, ci sono anche delle ballad, ci

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sono anche in lingua napoletana, ho

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scritto delle cose insieme al mio amico

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che ha fatto muovere le le mie melodie

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che è salito al cielo pochi mesi fa

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Vincenzo D'Agostino. Abbiamo scritto

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tante cose insieme. Poi ho incontrato

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anche un altro gruppo di lavoro che è

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Federica Abate, Alessandro Lacava,

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Mergen Cremon, Starchild, Cino e Mainone

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e e anche partecipato il mio figlio

25:04

Francesco a al testo di di Per sempre.

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Sì. E poi c'è l'altra parte invece che

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avevo registrato un pochino prima, o

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meglio nel periodo di rossetto e caffè,

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però sono tutte quelle cose che poi tu

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tieni da parte, o meglio scrivi tante

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cose e poi trovi la strada più forse più

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giusta in quel momento.

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Ma le canzoni non è che tu le prendi, le

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canzoni non sono come e yogurt che

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scadono, hanno il loro tempo e al

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momento giusto poi si presentano. In

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questo caso ci sono tante altre canzoni

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che non ho inserito in questo nuovo

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album e le ho tenute da parte, ma prima

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o poi arriveranno sicuramente al

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pubblico molto presto.

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>> Il ragazzo che ha 7 anni andava a

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lavorare a teatro oggi sarebbe

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orgoglioso di te?

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Assolutamente sì. È stato un cammino

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incredibile, lo è ancora. Quel bambino

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non se n'è mai andato, per fortuna

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convive con me, ogni tanto fa qualche

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capriccio, ogni tanto io lo accontento e

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ogni tanto andiamo a spasso io e lui

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>> alla torretta.

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>> Alla torretta, al mio quartiere di

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origine. Il primo incontro dopo Sanremo

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è stato col mio quartiere. Per loro io

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ho realizzato qualcosa di importante.

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>> E per te era un sogno essere accolto

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così da eroe?

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>> Beh, sicuramente no. Da eroe no, proprio

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sta parola è troppo troppo no. È come

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dire da uno che da un loro fratello, da

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un loro parente

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>> che è riuscito a realizzare una bella

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impresa, insomma. Grazie anche a loro

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che hanno votato la canzone, perché

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anche loro hanno avranno votato la

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canzone, erano lì a festeggiare con me e

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io ho sentito tutta questa ammirazione,

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tutta questa accoglienza, questo calore

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l'ho sentito del mio quartiere.

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>> È stato il tuo motore

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>> da quando giocavo con i miei amici del

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mio quartiere in piazzetta Piigrutta

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c'era un cinema che si chiamava Odeon

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che quando non era chiuso noi facevamo

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le porte tra i pilastri insieme ai miei

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amici. Papà si arrabbiava. Mamma un po'

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meno, ma papà si arrabbiava perché aveva

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paura.

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>> T'ha visto vincere Sanremo e Sanremo era

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il suo posto preferito, non oltre

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Napoli.

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>> Sì, ma visto sia papà che mamma. Grazie

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Santo. Grazie a te.

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Sar.

Interactive Summary

Il video ripercorre la vita e la carriera di Sal Da Vinci, un amato artista della musica italiana. Dalle sue umili origini nel quartiere napoletano della Torretta, dove ha iniziato a recitare e cantare sin da bambino seguendo le orme del padre Mario Da Vinci, fino al recente successo a Sanremo e alla partecipazione all'Eurovision. L'intervista esplora il profondo legame con la famiglia, le tradizioni, la figura del padre e l'evoluzione artistica che lo ha portato a pubblicare il nuovo album 'Per sempre', mantenendo sempre un forte senso di appartenenza alle sue radici.

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