Perché il diritto internazionale non funziona come crediamo
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Volete sapere una cosa curiosa? Da
quando Madura è stato portato in manette
negli Stati Uniti o da quando Israele
bombarda Gaza o da quando la Russia ha
invaso l'Ucraina, l'opinione pubblica
continua in maniera anche molto sorpresa
a evocare questa entità quasi mitologica
chiamata diritto internazionale, come
fosse una specie di giudice globale
incaricato di fermare le guerre, di
punire i colpevoli o di rimettere in
ordine il mondo favorendo la pace e via
dicendo. Ma la vera domanda, quella che
quasi nessuno si fa, è piuttosto
un'altra. E cos'è questo diritto
internazionale? Poche settimane fa
persino Antonio Taiani, riguardo Gaza,
ha detto apertamente questa cosa.
Comunque quello che dice il diritto se è
importante, ma fino a un certo punto lì
c'è una un'area di guerra.
>> Ora lungi da me difendere l'attuale
ministro degli esteri, ma su questo
punto Taiani non ha detto qualcosa di
tecnicamente falso e ora capirete anche
perché. Il problema in realtà è che,
detta così senza contesto, questa frase
suona come la conferma ufficiale che
l'ordine internazionale basato sulle
regole è in realtà un ordine basato sui
rapporti di forza. I governi
occidentali, Italia inclusa, spesso
utilizzano il diritto internazionale
come strumento retorico. Quando serve,
questo diventa il metro morale per
stabilire chi ha torto e chi ha ragione.
Quando invece intralcia interessi
strategici, come nel caso del blocco di
gas o di altri, improvvisamente vale
fino a un certo punto. Però, come
dicevo, il ministro Taiani non ha torto
in toto. Il diritto internazionale ad
oggi non è una legge mondiale né una
costituzione del pianeta. È un insieme
di regole che gli Stati hanno scelto di
darsi per gestire tra di loro i
rapporti. Nasce da trattati firmati
volontariamente, da accordi accettati
nel tempo, da pratiche ripetute che a
forza di essere utilizzate diventano
così delle regole, ma valgono soltanto
per chi decide di riconoscerle come tale
e soprattutto solo finché quello stato
sceglie di rispettarle. Esistono
organismi come l'Organizzazione delle
Nazioni Unite, ma non stiamo parlando di
un governo mondiale. L'ONU non è
un'autorità esecutiva, non ha potere di
punire o imporre. è prima di tutto un
tavolo politico, o meglio un luogo di
negoziazione continua dove siedono gli
stessi stati che in realtà dovrebbero
essere regolati. Ma per capire perché
l'ONU non funziona come dovrebbe oggi e
perché il suo meccanismo è datato e
inceppato, vi rimanda a questo vecchio
video. Non mi ripeterò. L'equivoco più
grande è pensare che il diritto
internazionale stia al di sopra delle
parti, come fosse un giudice neutrale e
imparziale. Questa è un'illusione e
questo non da oggi, perché è sempre
stato così, fin dalla guerra del
Peloponneso, quella che ci insegnavano a
scuola, quando tuccidi dei faceva dire
ai potenti che i forti fanno ciò che
possono e i deboli subiscono ciò che
devono. Rispetto a migliaia di anni fa,
il diritto internazionale oggi non sta
degenerando nel senso letterale della
parola, sta semplicemente tornando a
assomigliare sempre di più a ciò che in
fondo è sempre stato, un fragile
gentleman's agreement tra stati sovrani
che viene rispettato finché conviene o
al più viene ignorato quando diventa un
ostacolo. Un esempio perfetto di questo
limite strutturale è la corte penale
internazionale. Ora, quante volte
abbiamo letto titoli su mandati di
arresto internazionali su Vladimir Putin
o Beniamin Netaniau, salvo poi scoprire
che il paese in cui atterrano
semplicemente non li arresta. Questo
perché senza cooperazione statale la
Corte non può imporre un fico secco. Non
a caso le grandi potenze dagli Stati
Uniti alla Russia alla Cina non ne
riconoscono la giurisdizione. Ed è qui
che si vede la differenza fondamentale
con il diritto interno dei singoli
stati. Là fuori, nel mondo reale, non
esiste un'autorità superiore, una
polizia globale, a parte gli Stati
Uniti, ma quelli fanno i poliziotti per
conto loro, pronta a far rispettare il
diritto internazionale in stile Star
Trek.
>> Esistono soltanto stati singoli che
scelgono caso per caso se cooperare
oppure no. A volte stracciando le
regole, altre volte reinterpretandole a
piacimento. Come dite? dite che sono
disfattista e non mi credete. Facciamo
allora un piccolo esempio, anzi qualche
piccolo esempio impietoso tratto da un
film che sto vedendo da diversi anni
perché ce n'è davvero per tutti i gusti,
dagli States alla Russia passando per
Israele. Allora, in Yemen, in questo
punto della penisola arabica, ad
esempio, da anni infuria una guerra
dimenticata in cui una coalizione
guidata dall'Arabia Saudita, con il
supporto diretto di Stati Uniti, Regno
Unito e fino a qualche settimana fa pure
degli Emirati Arabi bombarda
sistematicamente aree controllate dagli
huti ai mici dell'Iran, colpendo
villaggi, città e infrastrutture civili.
Le vittime tra i civili sono enormi e
documentati e organizzazioni come Amnest
International hanno registrato decine di
attacchi aerei che violano apertamente
il diritto internazionale umanitario. Ma
nonostante prove dettagliate e reiterate
nessuno ha mai realmente fermato i
responsabili, anzi Washington, Londra e
via dicendo hanno continuato a rifornire
Riad di armamenti. Solo nel 2025 States
e il Regno Unito sono tornati a
bombardare direttamente lo Yemen, mentre
Israele ha effettuato attacchi diretti
su San arrivando a colpire anche
l'aeroporto internazionale. Il tutto
mentre miliardi di dollari in armi
ovviamente occidentali continuano a
fluire verso la regione in aperto
contrasto con lo spirito del trattato
sul commercio delle armi, finendo per
rendere quel documento poco più che una
dichiarazione di intenti. E voi direte,
"Va benissimo, ma lì ci sono yeuti, sono
illegittimi." Il governo legittimo è un
altro. Va bene.
>> Sì, peccato che il diritto
internazionale umanitario si applichi a
prescindere dallo status giuridico delle
parti. Gli UTI sono una parte
belligerante e già soltanto per questo
scatta l'applicazione delle convenzioni
di Ginevra. E ve lo ricordo, lo ricordo
soprattutto per i più incalliti
militaristi, anche bombardare un gruppo
considerato illegittimo può essere
illegale, perché nel diritto
internazionale non esiste il concetto di
nemico illegittimo che puoi spianare con
attacchi indiscriminati o bombardamenti
anche contro i civili. Allora, prendiamo
un caso in cui il governante era
formalmente legittimo. Libia 2011,
all'epoca al potere c'era un tale
Gheddafi. Pur essendo un'immane testa di
cap era il capo di stato riconosciuto.
Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni
Unite aveva autorizzato una no fly zone
e tutte le misure necessarie per
proteggere i civili libici che erano
minacciati dalla repressione del regime
di Geddafi. Russia e Cina astenendosi,
avevano accettato quella risoluzione,
immaginando che l'intervento fosse
limitato, che fosse circoscritto e
quantomeno temporaneo, perché magari era
pensato per evitare massacri imminenti.
Ma la NATO interpretò in maniera
unilaterale quel mandato come carta
bianca, cioè io faccio quello che
voglio, bombardo per mesi l'intero paese
e trasformo un'operazione di protezione
dei civili in un vero e proprio
intervento di cambio di regime. In quel
modo la NATO andò ben oltre il mandato
ONU perché piegò la legalità
internazionale ai propri obiettivi
politici e militari. Anche qui però non
ci fu nessuna reale conseguenza concreta
per chi aveva forzato queste regole. Al
contrario, l'intervento venne a lungo
esaltato come un successo dai media
incredibile. We came, we saw, he died.
>> Un altro caso ancora più incredibile di
questo congelamento permanente del
diritto internazionale, anche se molto
più longevo, è quello di Cipro Nord, di
cui già abbiamo parlato in un
documentario di qualche anno fa. Per
riassumere, dopo anni di tensioni tra le
comunità grecociote e turcocipriote, che
sono quelle originarie, diciamo così,
dell'isola e con il timore che l'isola
potesse finire sotto l'orbita della
giunta dei colonelli greci, nel 74 la
Turchia invase militarmente la parte
nord di Cipro con il pretesto di
proteggere la minoranza turcocipriota.
Dove ho già sentito queste parole?
Ancara occupò circa il 37% dell'isola
provocando l'espulsione di centinaia di
migliaia di grecocioti. Nell'83 i leader
locali su diretta spinta di Ankara
proclamarono la cosiddetta Repubblica
turca di Cipro del Nord, uno stato
fantoccio riconosciuto esclusivamente
dalla Turchia e da nessun altro. L'ONU
reagì con risoluzioni durissime, la 541,
la 550, dichiarando: "Nulla è illegale
quella proclamazione e invitando tutti
gli Stati a non riconoscerla, ma da
allora, sul piano concreto, non è
cambiato un fico secco, una mazza! Anzi,
volete sapere la cosa più simpatica di
tutte? La Turchia da allora non ha mai
subito sanzioni o conseguenze reali per
questa violazione, pur essendo vale la
pena ricordarlo un membro della NATO, ma
sarà soltanto un caso, giusto?" Un altro
esempio lampante di quanto il presunto
diritto internazionale funzioni a
intermittenza è la disputa nel marinese
meridionale. Nel 2016 un tribunale
arbitrale dell'AIA diede ragione alle
Filippine contro la Cina, pur essendo
che il mare si chiama marcinese
meridionale.
Venne stabilito che Pechino non aveva
alcun diritto storico su queste acque
che sono contese, che molte delle sue
attività, dalla costruzione di isole
artificiali alla militarizzazione degli
isolotti, violavano apertamente la
convenzione ONU sul diritto del mare. La
sentenza era, almeno sulla carta,
vincolante, ma nei fatti Pechino la
liquidò come carta straccia, annunciando
che non l'avrebbe mai rispettata.
>> Non me ne frega un cazzo.
>> Che facciamo, signora? Bombardiamo una
potenza nucleare? Sì, mai. Queste cose
si possono fare soltanto con i poveracci
che la bomba non ce l'hanno. Ecco perché
Kim se la ride sempre. Da allora la
Marina cinese continua a fortificare gli
isolotti, a molestare pescerecci
filippini e di altri paesi e a fare
pressione militare su Vietnam e Taiwan,
mentre nelle scuole cinesi viene
mostrata sempre questa famosa mappa
della linea dei nove tratti che, almeno
così mi dicono dalla regia, è ben
diversa da quella internazionalmente
riconosciuta. Diciamo paese che vai,
diritto internazionale che trovi. Anche
Gerusalemme rappresenta un caso da
manuale di regole aggirate. Dal 67
Israele occupa Gerusalemme est,
territorio palestinese e la considera
parte della propria, citiamo, capitale,
nonostante il diritto internazionale
proibisca tassativamente l'annessione di
territori occupati con la forza e
nonostante il Consiglio di Sicurezza ONU
abbia ribadito più volte, da ultimo con
la risoluzione 2334 che nessuno stato
dovrebbe riconoscere come sovranità
israeliana Gerusalemme. Peccato che nel
dicembre 2017 arrivano gli Stati Uniti
sotto amministrazione Trump e decidono
unilateralmente di riconoscere
Gerusalemme come capitale di Israele e
di trasferirvi la propria ambasciata.
Anche in questo caso l'arbitrio del più
forte prevale
>> io, nel dubbio continuerò sempre a
riferirmi a Tela Aviv come capitale.
Sorry. Pensiamo ora a un caso davvero
eclatante, l'invasione dell'Iraq del
2003. Ormai lo ricordate, gli Stati
Uniti invasero l'Iraq assieme al Regno
Unito e altri alleati senza alcuna
autorizzazione, anzi basandosi su
pretesti che poi si sarebbero rivelati
falsi.
>> È un meccanismo questo che ritroviamo
più e più volte. Gli Stati potenti non
riconoscono giurisdizioni penali al di
sopra delle proprie e si riservano
quindi il diritto esclusivo di giudicare
se stessi. La stessa Russia ce lo
ricorda benissimo. Quando nel 2014 la
Crimea è stata annessa, la Russia ha
violato l'integrità territoriale
dell'Ucraina con un'operazione che al
netto delle giustificazioni campate in
aria dai russi, quelle ideologiche,
riproduce lo stesso schema già visto in
Iraq.
Есть национальные интересы, которые
нужно учитывать и уважать. Я обращаюсь к
народу Украины, искренне хочу, чтобы вы
нас поняли. Мы ни в коем случае не хотим
нанести вам вред, оскорбить ваши
национальные чувства. Мы всегда уважали
территориальную целостность украинской.
culo questi
>> no.
>> All'epoca l'ONU approvò risoluzioni che
chiedevano l'annullamento
dell'annessione e vari stati occidentali
imposero sanzioni a Mosca, ma nei fatti
queste misure non sono servite a un bel
niente, anche perché ve lo ricordo la
Russia ha potere di veto in consiglio di
sicurezza e nessuno, ripeto, nessuno è
disposto a fare una guerra nucleare che
ci porterebbe tutti quanti nell'aldà da
Caronte. Come se non bastasse, a questo
dobbiamo aggiungere che nel 2022 la
Russia ha invaso l'intera Ucraina. Anche
qui il diritto internazionale è talmente
chiaro da risultare comprensibile pure a
un neandertal. L'attacco della Russia
viola il principio cardine del divieto
dell'uso della forza sancito
dall'articolo 2 paragrafo 4 della carta
ONU. Le giustificazioni addotte dal
Cremlino sono state giudicate,
infondate, prive di base giuridica.
Eppure il conflitto prosegue ormai da
tantissimi anni, perché ancora una volta
il diritto da solo non serve a fermare i
carri armati. E quindi, signora, che
facciamo? Bombardiamo una potenza
nucleare? Sia mai, signora. E così come
la Russia fa anche Israele. Sì, torno
ancora una volta su di lui perché oltre
a Gerusalemme ci sono altri casi di
impunità selettiva. Nell'81 lo stato
ebraico ha annesso le alture siriane del
Golan. addirittura negli ultimi mesi si
è espanso ancora di più facendolo
unilateralmente e in aperto spregio al
diritto internazionale. L'ONU con la
risoluzione 497 dichiarò subito
quell'annessione nulla priva di effetti
e quasi tutti gli stati al mondo
continuano a considerarla tale, quindi
illegale. Quasi tutti ranne chi? Già,
signori, sempre loro.
Ecco, al tempo stesso nella striscia di
Gaza, l'esercito israeliano continua
imperterrito a condurre campagne di
bombardamenti ripetute con costi umani
indicibili per la popolazione civile. E
ancora una volta non c'è stata né una
singola sanzione vincolante né un blocco
perché ogni tentativo in sede ONU viene
sistematicamente bloccato dal veto
americano. Ricordate poi quando a fine
2025 Israele ha riconosciuto
unilateralmente l'indipendenza del
Somaliland, la regione secessionista
della Somalia di cui lo so, ormai è
diventato un light motive, già abbiamo
parlato in questo video. Ecco, Somalia,
Unione Africana, Lega Araba, Egitto,
Turchia, Gibuti e chi più ne ha più ne
metta hanno denunciato compattamente
questa azione come violazione del
principio di integrità territoriale,
accusando Israele di ingerenza negli
affari interni somali e di aver creato
un precedente pericoloso. Ma tornando
agli ultimi giorni, l'apoteosi di questa
giustizia dei forti è probabilmente
l'operazione Lampo condotta in Venezuela
contro Mango Maduro.
Miraflor
che è stato preso, ammanettato e
trasferito come un sacco di patate
assieme alla moglie direttamente a New
York, un po' come avvenne prima allo
stesso Noriega a Panama. Tecnicamente si
tratta di una violazione della sovranità
venezuolana, anche se a una parte
consistente della popolazione
venezuolana questo gesto è sembrato più
che accettabile, visto che Maduro era
esso stesso causa del malessere sociale
e dell'estrema povertà diffusa nel
paese. Quindi io non mi stupisco affatto
della reazione di gioia estrema dei
venezuelani, ma come hanno presentato la
cosa gli Stati Uniti? non come
un'invasione, ma come un'azione di law
enforcement, cioè un intervento per
eseguire un mandato di arresto emesso da
giudici americani, come se si trattasse
di acciuffare un narcotrafficante
qualsiasi, quando ormai era chiaro che
si trattava di una giustificazione utile
a mettere in pratica ancora un'ennesima
volta la dottrina Monroe nell'emisfero
americano.
Lo ha messo sotto le righe lo stesso
segretario di Stato statunitense Marco
Rubio.
>> Ed è anche inutile ricordare che pure in
questo caso nessun tribunale
internazionale, ditelo voi, ditelo voi,
è stato interpellato, così come nessun
mandato ONU, ditelo voi, ditelo voi,
autorizzava l'uso della forza. Ecco, eh
davanti a questa sfilza di violazioni
impunita verrebbe spontaneo chiudere
questo video dicendo che il diritto
internazionale è morto e sepolto, ma il
problema in realtà è tutt'altro, è il
significato che noi attribuiamo al
diritto internazionale, perché il
diritto internazionale non è mai stato
quella garanzia neutrale di giustizia
globale che molti si immaginano. è
sempre stato, e torno a ribadirlo, un
linguaggio di potere e attenzione, mai
un muro invalicabile per cari armati o
missili. La sua funzione nella storia
non è mai stata quella di fermare la
guerra, ma di renderla negoziabile,
creando un tavolo comune di termini
entro cui i conflitti potessero essere
gestiti o quantomeno discussi. Ogni
volta che sentiamo dire che oggi le
leggi internazionali valgono fino a un
certo punto, un po' come quando sentiamo
qualcuno che dice che non esistono più
le mezze stagioni, dovremmo ricordarci
che questa cosa non è una novità.
Semplicemente sono crollate le
illusioni, in particolare quelle
dell'ordine internazionale costruito nel
secondo dopoguerra. Ed è per questo che
più che di diritto internazionale, forse
forse avrebbe più senso parlare di una
sorta di lexicatoria, non tanto un
sistema pensato per impedire le guerre,
perché la forza non la toglie a chi già
ce l'ha, ma un sistema di norme di
procedure utili a gestire quelle guerre
quando sono già scoppiate, cosicché le
possiamo rendere negoziabili e
quantomeno provare a porre dei limiti ai
soprusi anche quando questi conflitti
sono in corso. E a questo punto qualcuno
di voi potrebbe anche dire, quindi le
guerre non si fermano. È vero, le guerre
non si fermano con il diritto, si
fermano con i costi che queste guerre
infliggono a chi le intraprende. Ed è
anche per questo che le grandi potenze
nucleari non si fronteggiano
direttamente, perché lì il costo sarebbe
troppo alto. Ma attenzione, anche qui,
non fraintendetemi. In un mondo ideale
il diritto internazionale sarebbe
l'elemento perfetto a cui potremmo
aggrapparci, la speranza degli uomini
giusti. Ma purtroppo non viviamo nel
mondo ideale che vorremmo.
Viviamo in un mondo in cui l'arbitrio
dei forti non è dominato dalla forza del
diritto. Viviamo in un mondo in cui
l'arbitrio dei forti viene mascherato
proprio attraverso la forza del diritto.
Ricordiamocelo quando scoppierà la
prossima crisi. E magari se un giorno la
Cina dovesse davvero muoversi su Taiwan,
che sia con un assedio o con qualcosa di
peggio, evitiamo di stupirci troppo.
Perché quando il sistema internazionale
è fatto di precedenti aperti, è fatto di
regole che vengono applicate col
contagocce, le cose finiscono sempre per
andare esattamente così. Ciao, vi è
piaciuto questo video? Beh, se è così,
probabilmente non dobbiamo ringraziare
YouTube. Quando si parla di guerre,
morti ammazzati, ipocrisie varie, il
rischio di demonetizzazione qui è sempre
dietro l'angolo, quindi 60-70 ore di
lavoro finiscono nel gabinetto, perché
ovviamente lavorare per la gloria piace
a tutti e anche quando le pubblicità
compaiono spesso pagano pochissimo. È
una dinamica dell'algoritmo
pubblicitario che evita i contenuti
politici, quelli controversi, e
predilige Peppa Pig e recensioni di aere
in business class. Per questo un grazie
enorme va al nostro partner principale
di questo canale, Nord VPN. E sapete
perché dovreste utilizzare anche voi
l'app di Nord VPN su PC e telefono come
io ormai faccio da anni? Primo, aggiunge
un livello di protezione concreto quando
vi collegate a reti pubbliche, tipo bar,
aeroporti, hotel. Se gestite credenziali
sensibili, come quelli della banca,
della email di lavoro, i vostri account
vari, è sempre meglio avere un livello
di protezione extra. Secondo, Nord VPN
ha strumenti che bloccano malware,
tracker o siti di fishing prima ancora
che questi possano fare danni grossi.
Non vi rende invincibili, ma riduce
comunque tantissimo l'esposizione a
truffe e schifezze che girano online. In
Toscana, diciamo, meglio aver paura che
Buscan. Terzo, ha una politica no logs
verificata da audit indipendenti. Questo
significa che Nord non tiene traccia
delle vostre attività onl ed è una
scelta importante se non avete voglia di
essere, come dire, profilati da mezzo
ecosistema digitale. Come strumento di
igiene cibernetica da attivare
all'occorrenza è uno di quelli che ha
perfettamente senso avere. In
descrizione trovate il nostro link
dedicato al Nord VPN con lo sconto per
chi segue Novaxiu ed è anche uno sconto
per quelli che ci seguono da Taiwan. A
tal proposito, vi ricordo anche il
nostro documentario girato proprio a
Taiwan, qualche mese fa. Vedendolo,
potreste rimuginare sugli effetti di
questo diritto internazionale che
probabilmente mancherà anche in quel
caso. Per tutti gli altri aggiornamenti
dell'ultima ora c'è sempre la nostra
pagina Instagram, la trovate qui sotto
in descrizione. Per il resto ci vediamo
nel peggior bar di Caracas per Aspera.
Ask follow-up questions or revisit key timestamps.
Il video analizza la percezione e l'effettiva applicazione del diritto internazionale, evidenziando come spesso venga utilizzato come strumento retorico o piegato agli interessi degli stati più potenti, piuttosto che come un sistema di giustizia globale imparziale. Attraverso numerosi esempi storici e attuali, come le guerre in Yemen, la situazione a Cipro Nord, la disputa nel Mar Cinese Meridionale, l'annessione della Crimea, l'invasione dell'Iraq e le azioni di Israele e Russia, si dimostra come il diritto internazionale sia più un "gentleman's agreement" che viene rispettato finché conveniente, piuttosto che una legge vincolante per tutti. L'ONU viene descritta come un tavolo di negoziazione piuttosto che un'autorità esecutiva. Il video conclude che il diritto internazionale non è nato per fermare le guerre, ma per renderle negoziabili e gestibili, ponendo dei limiti ai soprusi quando i conflitti sono già in corso, e che la sua efficacia dipende dai costi che le guerre infliggono alle potenze che le intraprendono.
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