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PSICOLOGIA e VIDEOMAKING: la tecnica che ti salva dopo un FALLIMENTO

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PSICOLOGIA e VIDEOMAKING: la tecnica che ti salva dopo un FALLIMENTO

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Si tratta di un esercizio che parte da

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alcune tecniche di psicoterapia che ho

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adattato un po' a tutto quanto quello

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che è il nostro mondo creativo ed in

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realtà anche alla mia vita professionale

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e personale.

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Ciao a tutti ragazzi, benvenuti in

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questo nuovo video. Bentornati qui sul

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canale. Per chi non mi conoscesse, io

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sono Dalilù, lavoro come regista e tutto

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quanto quello che porto qui su questo

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canale è la mia esperienza, il mio

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diario di bordo. vi porto nel dietro

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delle quinte dei miei lavori, del mio

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processo, di tutto quanto quello che

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imparo dai miei set e di tutto quello

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che imparo anche dai miei errori. Vi è

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mai capitato di vivere un fallimento,

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grande o piccolo che sia, e di sentirvi

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improvvisamente sprofondare come se

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aveste mandato in modo definitivo tutta

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l'aria? quel momento in cui ci si

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ritrova da soli a pensare è andata male.

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Punto. Mentre inizia a crearsi in testa

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il film su quanto sia stato grave

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quell'errore, su tutto quello che si ha

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sbagliato e su come nulla potrà mai più

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tornare come prima. Ecco, oggi voglio

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condividere con voi un esercizio mentale

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che ha cambiato completamente il mio

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modo di analizzare ed elaborare i

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fallimenti e che io chiamo la scala di

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gravità. Si tratta di un esercizio che

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parte da alcune tecniche di psicoterapia

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che ho adattato un po' a tutto quanto

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quello che è il nostro mondo creativo ed

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in realtà anche alla mia vita

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professionale e personale. Questo

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strumento aiuta a ridimensionare quello

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che ci succede e a smettere di andare in

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paranoia. e cosa forse più importante di

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tutte, aiuta anche a capire che anche in

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quei momenti in cui sembra andare tutto

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male, in realtà c'è sempre qualcosa che

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si è fatto bene e che servirà poi per

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poter ripartire alla grande. Ma che

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cos'è questa scala di gravità? La

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scaling question o esercizio della scala

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è appunto una tecnica spesso utilizzata

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in psicologia per aiutare le persone a

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valutare in modo più oggettivo il

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proprio stato emotivo, la propria

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vicinanza ad un obiettivo oppure la

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reale gravità di un problema. Voi

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immaginatevi una scala da 0 a 10 dove

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praticamente lo zero rappresenta una

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situazione di nessun problema oppure di

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perfezione assoluta. Ed il 10

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rappresenta il disastro totale.

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Praticamente è lo scenario peggiore che

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si possa pensare. Ora, prendendo una

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situazione che ci dà noia, che sia un

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fallimento professionale, un imprevisto,

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un qualsiasi tipo di problema che ci è

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capitato, ci si deve porre una domanda

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specifica, una domanda molto molto

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semplice che però ci mette

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fondamentalmente con le spalle al muro e

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ci obbliga, e qui è è la cosa

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importante, a ragionare veramente su

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quel problema in modo molto più

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aggettivo e meno di pancia. E quindi

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andiamo proprio all'atto pratico per

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vedere come applicare questo esercizio.

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La prima cosa da fare è identificare un

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fallimento recente e può essere

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qualsiasi cosa, grande o piccola,

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qualcosa che è andato storto in un

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progetto o magari un'occasione che

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sentite di aver perso, qualsiasi cosa

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che ripensandoci vi fa incazzare ancora

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e valutatelo su una scala da 0 a 10.

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Quanto è oggettivamente grave questa

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situazione nel lungo periodo? non quanto

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vi sembra grave ora, eh, ma quale sarà

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il suo impatto reale tra un mese o tra

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un anno. Lo zero va a rappresentare un

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irrilevanza totale. Il 10, invece

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rappresenta un evento che cambia la

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vostra vita per sempre in negativo e

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nella grande maggioranza dei casi vi

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accorgerete che il numero che vi viene

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in mente è sorprendentemente più basso

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di quanto la vostra ansia vi abbia fatto

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credere. Ora la domanda importantissima

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che ci si deve fare è perché non mi sono

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dato un numero più alto? E questa

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domanda è pazzesca perché costringe il

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nostro cervello a smettere di cercare

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colpe per iniziare invece a cercare

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delle cose positive. Che cosa mi ha

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impedito di arrivare a 10? Perché non è

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così catastrofico come era inizialmente

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la mia testa? È un modo per dire al

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cervello "Ehi, sta bono" perché non è

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andato tutto a quel paese, in realtà c'è

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ancora allora qualcosa di buono in

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questa situazione. E poi l'altra domanda

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è perché non mi sono dato un numero più

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basso? Di base ci stiamo chiedendo che

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cosa potremmo fare, cambiare o

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migliorare per far scendere questo

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numero, questo problema almeno di uno

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step sulla scala, quindi ad un gradino

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più sotto e magari quello che verrebbe

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fuori è già, boh, basta una maggiore

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organizzazione oppure basta

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semplicemente un periodo di riposo, a

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volte basta veramente solo questo. Ed è

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esattamente in questo momento che quella

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sensazione iniziale di cui parlavo

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proprio ad inizio video del rifare tutto

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da zero, oddio, non sarà mai più com'era

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una volta, sparisce. Ed è lì che si

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capisce che per migliorare la situazione

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basta fare semplicemente un piccolo

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passo per poterla migliorare. Quello che

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mi fa pensare a che cosa devo fare per

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scendere di un voto in meno. Ultima

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cosa, ci si deve quindi andare a

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concentrare su questa azione positiva,

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quindi piuttosto che fingere che non sia

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successo nulla, si deve spostare

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l'attenzione da ciò che è andato storto

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al bicchiere mezzo pieno, anche soltanto

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dell'1%. E qui vi consiglio di andare a

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guardare il video che ho realizzato

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dedicato al libro Atomy Cabits di James

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Clear, perché in quel video parlo di

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cose che possono darvi spunti

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esattamente su questo argomento. Lo

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trovate linkato sia nelle schede che in

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descrizione. Questo esercizio funziona

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così bene perché alla fine riporta la

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mente all'unico momento in cui abbiamo

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un reale potere di fare qualcosa, ovvero

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oggi, ovvero il presente, perché la

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paura del fallimento vive quasi sempre

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nel futuro. Eh, oddio, se non ci

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riuscirò mai più, mentre la vergogna ed

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il rimpianto vivono nel passato. Ah, ma

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no, non avrei dovuto fare quella cosa.

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Questo esercizio della scala invece ci

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obbliga a restare nel presente, a

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guardare la realtà per com'è, senza

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andare a farci tutte quante le pari

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mentali. Ed è qui che si smette di

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giudicarsi e si inizia a misurare

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fondamentalmente la situazione per

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quello che è, perché tutto ciò che può

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essere misurato fondamentalmente può

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essere migliorato. E qui c'è anche un

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altro video che ho già pubblicato

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dedicato all'analisi come mood di vita,

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che è un po' quello che è diventato il

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mio mood di vita, proprio come dice il

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nome di questo di di questo mio

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approccio alla mia quotidianità che va

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molto nello specifico rispetto a questa

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cosa che vi ho appena detto. Quindi

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anche in questo caso ve lo lascio

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linkato sia nelle schede che in

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descrizione. La figata della scala di

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gravità è che si può utilizzare

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ovviamente anche nella vita privata,

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anzi paradossalmente nella vita privata

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può darci ancora più aiuto perché per

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quanto il lavoro ovviamente sia

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importante, per molte persone il lavoro

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è una piccola porzione

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di quello che è la propria vita. quella

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che è la vita privata in realtà è ciò

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che ci fa diventare ciò che che

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diventeremo, ci fa essere ciò che siamo,

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ciò che saremo, ciò che vorremmo essere,

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quindi ci aiuta a performare ovviamente

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anche poi nel lavoro e e la cosa bella è

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che più si utilizza questa scala di

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gravità più si impara a vivere in un

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mood di crescita continua. si smette di

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vedere tutto quanto, o solo bianco o

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solo nero, ma si inizia a scoprire tutto

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quanto quello che c'è nel mezzo e

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soprattutto aiuta a farci rendere conto

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che anche quel qualcosa che è andato

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diversamente rispetto a quello che

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pensavamo in realtà in un modo o

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nell'altro può insegnarci a crescere e a

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migliorare. Quindi

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non serve essere sempre al top o

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sentirsi sempre a palla, raga. È molto

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più utile e sostenibile imparare a

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leggere ogni momento per quello che è. E

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questa scala fa proprio questo, ci

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insegna ad avere chiaro in testa che

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nessuna situazione è mai completamente

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disastrosa o completamente perfetta. ci

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sono solo diversi livelli di

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consapevolezza e quindi quello che ci

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può fare questa scala di gravità è

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ricordarci che abbiamo molto più

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controllo di quanto pensiamo su ogni

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cosa che ci succede. Ogni situazione,

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anche la più difficile, può migliorare e

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non serve essere perfetti per riuscire

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ad andare avanti. Basta semplicemente

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capire qual è il prossimo step da fare,

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qual è quella cosa che mi permette di

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migliorare sulla base di questa cosa non

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proprio felice che mi è accaduta. E più

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si ragiona in questo modo, meno ci si

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sentirà in balia degli eventi e delle

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emozioni. Ovviamente non si diventa un

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pezzo di ferro ehm

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senza un minimo di eh emozione, però

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fondamentalmente

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molte cose che inizialmente ci facevano

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dire oddio quanti problemi ci fanno

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percepire che i veri problemi alla fine

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sono altri, che però anche in quei

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problemi veri, reali, importanti c'è

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sempre del positivo, che è un po' quello

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che io ho imparato, forse ve l'avevo

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raccontato anche quando vi ho parlato

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dell'evento dell'incendio che mi ha che

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mi ha fatto fondamentalmente ripartire

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da zero, ma che mi ha cambiato anche

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letteralmente perché da

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quell'avvenimento io ormai guardo sempre

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tutto come ok, prendiamo il bene anche

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dal male, guardiamo sempre il bicchiere

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in mezzo pieno e non mezzo vuoto. Ok, è

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successa questa cosa, va bene, ma cosa

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mi ha insegnato questa roba? Come posso

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migliorare da oggi in poi per far sì che

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magari questa cosa non riaccada, anche

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se magari è una roba che pensiamo che

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non possiamo controllare, a ogni azione

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corrisponde un'altra azione, corrisponde

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una reazione e quindi in un modo o

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nell'altro ogni cosa che facciamo

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scatena qualcos'altro che ci accade. E

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quindi cosa posso fare la prossima volta

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affinché magari questa cosa non mi

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riaccada? Ovvio, non possiamo avere il

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controllo su tutto, ma già entrare in

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quest'ottica ci permette di andare molto

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più in direzione di miglioramento, di

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crescita e di costruzione di tutto

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quello che c'è intorno e che ci permette

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anche di stare bene. Ora mi piacerebbe

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leggervi nei commenti rispetto a le

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vostre esperienze, nel senso che mi

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piacerebbe che vi prendeste un attimo

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per pensare ad un momento in cui vi

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siete trovati proprio in quella

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situazione che vi raccontavo all'inizio,

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dove sembrava che fosse o tutto bianco o

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tutto nero, che non c'era una via di

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uscita, che è andato tutto male, che

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oddio, non dovevo fare quella roba. Ok?

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Applicate questo esercizio che vi ho

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raccontato oggi della scala di gravità e

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scrivetemi qui nei commenti se

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ragionando in questo modo non vedete il

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positivo anche col negativo. non trovate

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un una cosa che avreste potuto fare per

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migliorare la volta prossima, ma

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comunque potete ragionarci anche se è

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passato così tanto tempo, perché

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sicuramente quella cosa che vi è

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accaduta, ragionandoci in questo modo,

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in termini di cosa potrei fare per, lo

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potete applicare ancora oggi in cose

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future che vi accadranno. Sono veramente

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molto curiosa. Scrivete nei commenti se

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poi volete supportare tutto quanto

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quello che faccio con questo canale, mi

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raccomando, iscrivetevi attivando anche

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la campanellina, così da non perdervi

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nessun prossimo video che realizzerò.

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Io, come ultima cosa, vi saluto e vi

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ricordo che se avete trovato utile

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questo video, sicuramente troverete

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utile anche uno di questi altri due. Io

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vi aspetto di là, sempre qui su YouTube

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con me Dal Lilù. Ciao.

Interactive Summary

Il video presenta l'esercizio mentale della "scala di gravità", basato su tecniche psicoterapeutiche e adattato alla vita creativa, professionale e personale. Questo strumento aiuta ad analizzare ed elaborare i fallimenti, ridimensionare i problemi e ridurre la paranoia, incoraggiando a trovare aspetti positivi anche nelle situazioni difficili. L'esercizio prevede di valutare un fallimento su una scala da 0 a 10 e poi porsi domande chiave per identificare ciò che ha impedito un punteggio più alto (trovando il positivo) e cosa si può fare per abbassare il punteggio (identificando passi di miglioramento). Insegna a vivere nel presente, adottare una mentalità di crescita continua e riconoscere di avere più controllo sulle situazioni di quanto si pensi.

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