PSICOLOGIA e VIDEOMAKING: la tecnica che ti salva dopo un FALLIMENTO
297 segments
Si tratta di un esercizio che parte da
alcune tecniche di psicoterapia che ho
adattato un po' a tutto quanto quello
che è il nostro mondo creativo ed in
realtà anche alla mia vita professionale
e personale.
Ciao a tutti ragazzi, benvenuti in
questo nuovo video. Bentornati qui sul
canale. Per chi non mi conoscesse, io
sono Dalilù, lavoro come regista e tutto
quanto quello che porto qui su questo
canale è la mia esperienza, il mio
diario di bordo. vi porto nel dietro
delle quinte dei miei lavori, del mio
processo, di tutto quanto quello che
imparo dai miei set e di tutto quello
che imparo anche dai miei errori. Vi è
mai capitato di vivere un fallimento,
grande o piccolo che sia, e di sentirvi
improvvisamente sprofondare come se
aveste mandato in modo definitivo tutta
l'aria? quel momento in cui ci si
ritrova da soli a pensare è andata male.
Punto. Mentre inizia a crearsi in testa
il film su quanto sia stato grave
quell'errore, su tutto quello che si ha
sbagliato e su come nulla potrà mai più
tornare come prima. Ecco, oggi voglio
condividere con voi un esercizio mentale
che ha cambiato completamente il mio
modo di analizzare ed elaborare i
fallimenti e che io chiamo la scala di
gravità. Si tratta di un esercizio che
parte da alcune tecniche di psicoterapia
che ho adattato un po' a tutto quanto
quello che è il nostro mondo creativo ed
in realtà anche alla mia vita
professionale e personale. Questo
strumento aiuta a ridimensionare quello
che ci succede e a smettere di andare in
paranoia. e cosa forse più importante di
tutte, aiuta anche a capire che anche in
quei momenti in cui sembra andare tutto
male, in realtà c'è sempre qualcosa che
si è fatto bene e che servirà poi per
poter ripartire alla grande. Ma che
cos'è questa scala di gravità? La
scaling question o esercizio della scala
è appunto una tecnica spesso utilizzata
in psicologia per aiutare le persone a
valutare in modo più oggettivo il
proprio stato emotivo, la propria
vicinanza ad un obiettivo oppure la
reale gravità di un problema. Voi
immaginatevi una scala da 0 a 10 dove
praticamente lo zero rappresenta una
situazione di nessun problema oppure di
perfezione assoluta. Ed il 10
rappresenta il disastro totale.
Praticamente è lo scenario peggiore che
si possa pensare. Ora, prendendo una
situazione che ci dà noia, che sia un
fallimento professionale, un imprevisto,
un qualsiasi tipo di problema che ci è
capitato, ci si deve porre una domanda
specifica, una domanda molto molto
semplice che però ci mette
fondamentalmente con le spalle al muro e
ci obbliga, e qui è è la cosa
importante, a ragionare veramente su
quel problema in modo molto più
aggettivo e meno di pancia. E quindi
andiamo proprio all'atto pratico per
vedere come applicare questo esercizio.
La prima cosa da fare è identificare un
fallimento recente e può essere
qualsiasi cosa, grande o piccola,
qualcosa che è andato storto in un
progetto o magari un'occasione che
sentite di aver perso, qualsiasi cosa
che ripensandoci vi fa incazzare ancora
e valutatelo su una scala da 0 a 10.
Quanto è oggettivamente grave questa
situazione nel lungo periodo? non quanto
vi sembra grave ora, eh, ma quale sarà
il suo impatto reale tra un mese o tra
un anno. Lo zero va a rappresentare un
irrilevanza totale. Il 10, invece
rappresenta un evento che cambia la
vostra vita per sempre in negativo e
nella grande maggioranza dei casi vi
accorgerete che il numero che vi viene
in mente è sorprendentemente più basso
di quanto la vostra ansia vi abbia fatto
credere. Ora la domanda importantissima
che ci si deve fare è perché non mi sono
dato un numero più alto? E questa
domanda è pazzesca perché costringe il
nostro cervello a smettere di cercare
colpe per iniziare invece a cercare
delle cose positive. Che cosa mi ha
impedito di arrivare a 10? Perché non è
così catastrofico come era inizialmente
la mia testa? È un modo per dire al
cervello "Ehi, sta bono" perché non è
andato tutto a quel paese, in realtà c'è
ancora allora qualcosa di buono in
questa situazione. E poi l'altra domanda
è perché non mi sono dato un numero più
basso? Di base ci stiamo chiedendo che
cosa potremmo fare, cambiare o
migliorare per far scendere questo
numero, questo problema almeno di uno
step sulla scala, quindi ad un gradino
più sotto e magari quello che verrebbe
fuori è già, boh, basta una maggiore
organizzazione oppure basta
semplicemente un periodo di riposo, a
volte basta veramente solo questo. Ed è
esattamente in questo momento che quella
sensazione iniziale di cui parlavo
proprio ad inizio video del rifare tutto
da zero, oddio, non sarà mai più com'era
una volta, sparisce. Ed è lì che si
capisce che per migliorare la situazione
basta fare semplicemente un piccolo
passo per poterla migliorare. Quello che
mi fa pensare a che cosa devo fare per
scendere di un voto in meno. Ultima
cosa, ci si deve quindi andare a
concentrare su questa azione positiva,
quindi piuttosto che fingere che non sia
successo nulla, si deve spostare
l'attenzione da ciò che è andato storto
al bicchiere mezzo pieno, anche soltanto
dell'1%. E qui vi consiglio di andare a
guardare il video che ho realizzato
dedicato al libro Atomy Cabits di James
Clear, perché in quel video parlo di
cose che possono darvi spunti
esattamente su questo argomento. Lo
trovate linkato sia nelle schede che in
descrizione. Questo esercizio funziona
così bene perché alla fine riporta la
mente all'unico momento in cui abbiamo
un reale potere di fare qualcosa, ovvero
oggi, ovvero il presente, perché la
paura del fallimento vive quasi sempre
nel futuro. Eh, oddio, se non ci
riuscirò mai più, mentre la vergogna ed
il rimpianto vivono nel passato. Ah, ma
no, non avrei dovuto fare quella cosa.
Questo esercizio della scala invece ci
obbliga a restare nel presente, a
guardare la realtà per com'è, senza
andare a farci tutte quante le pari
mentali. Ed è qui che si smette di
giudicarsi e si inizia a misurare
fondamentalmente la situazione per
quello che è, perché tutto ciò che può
essere misurato fondamentalmente può
essere migliorato. E qui c'è anche un
altro video che ho già pubblicato
dedicato all'analisi come mood di vita,
che è un po' quello che è diventato il
mio mood di vita, proprio come dice il
nome di questo di di questo mio
approccio alla mia quotidianità che va
molto nello specifico rispetto a questa
cosa che vi ho appena detto. Quindi
anche in questo caso ve lo lascio
linkato sia nelle schede che in
descrizione. La figata della scala di
gravità è che si può utilizzare
ovviamente anche nella vita privata,
anzi paradossalmente nella vita privata
può darci ancora più aiuto perché per
quanto il lavoro ovviamente sia
importante, per molte persone il lavoro
è una piccola porzione
di quello che è la propria vita. quella
che è la vita privata in realtà è ciò
che ci fa diventare ciò che che
diventeremo, ci fa essere ciò che siamo,
ciò che saremo, ciò che vorremmo essere,
quindi ci aiuta a performare ovviamente
anche poi nel lavoro e e la cosa bella è
che più si utilizza questa scala di
gravità più si impara a vivere in un
mood di crescita continua. si smette di
vedere tutto quanto, o solo bianco o
solo nero, ma si inizia a scoprire tutto
quanto quello che c'è nel mezzo e
soprattutto aiuta a farci rendere conto
che anche quel qualcosa che è andato
diversamente rispetto a quello che
pensavamo in realtà in un modo o
nell'altro può insegnarci a crescere e a
migliorare. Quindi
non serve essere sempre al top o
sentirsi sempre a palla, raga. È molto
più utile e sostenibile imparare a
leggere ogni momento per quello che è. E
questa scala fa proprio questo, ci
insegna ad avere chiaro in testa che
nessuna situazione è mai completamente
disastrosa o completamente perfetta. ci
sono solo diversi livelli di
consapevolezza e quindi quello che ci
può fare questa scala di gravità è
ricordarci che abbiamo molto più
controllo di quanto pensiamo su ogni
cosa che ci succede. Ogni situazione,
anche la più difficile, può migliorare e
non serve essere perfetti per riuscire
ad andare avanti. Basta semplicemente
capire qual è il prossimo step da fare,
qual è quella cosa che mi permette di
migliorare sulla base di questa cosa non
proprio felice che mi è accaduta. E più
si ragiona in questo modo, meno ci si
sentirà in balia degli eventi e delle
emozioni. Ovviamente non si diventa un
pezzo di ferro ehm
senza un minimo di eh emozione, però
fondamentalmente
molte cose che inizialmente ci facevano
dire oddio quanti problemi ci fanno
percepire che i veri problemi alla fine
sono altri, che però anche in quei
problemi veri, reali, importanti c'è
sempre del positivo, che è un po' quello
che io ho imparato, forse ve l'avevo
raccontato anche quando vi ho parlato
dell'evento dell'incendio che mi ha che
mi ha fatto fondamentalmente ripartire
da zero, ma che mi ha cambiato anche
letteralmente perché da
quell'avvenimento io ormai guardo sempre
tutto come ok, prendiamo il bene anche
dal male, guardiamo sempre il bicchiere
in mezzo pieno e non mezzo vuoto. Ok, è
successa questa cosa, va bene, ma cosa
mi ha insegnato questa roba? Come posso
migliorare da oggi in poi per far sì che
magari questa cosa non riaccada, anche
se magari è una roba che pensiamo che
non possiamo controllare, a ogni azione
corrisponde un'altra azione, corrisponde
una reazione e quindi in un modo o
nell'altro ogni cosa che facciamo
scatena qualcos'altro che ci accade. E
quindi cosa posso fare la prossima volta
affinché magari questa cosa non mi
riaccada? Ovvio, non possiamo avere il
controllo su tutto, ma già entrare in
quest'ottica ci permette di andare molto
più in direzione di miglioramento, di
crescita e di costruzione di tutto
quello che c'è intorno e che ci permette
anche di stare bene. Ora mi piacerebbe
leggervi nei commenti rispetto a le
vostre esperienze, nel senso che mi
piacerebbe che vi prendeste un attimo
per pensare ad un momento in cui vi
siete trovati proprio in quella
situazione che vi raccontavo all'inizio,
dove sembrava che fosse o tutto bianco o
tutto nero, che non c'era una via di
uscita, che è andato tutto male, che
oddio, non dovevo fare quella roba. Ok?
Applicate questo esercizio che vi ho
raccontato oggi della scala di gravità e
scrivetemi qui nei commenti se
ragionando in questo modo non vedete il
positivo anche col negativo. non trovate
un una cosa che avreste potuto fare per
migliorare la volta prossima, ma
comunque potete ragionarci anche se è
passato così tanto tempo, perché
sicuramente quella cosa che vi è
accaduta, ragionandoci in questo modo,
in termini di cosa potrei fare per, lo
potete applicare ancora oggi in cose
future che vi accadranno. Sono veramente
molto curiosa. Scrivete nei commenti se
poi volete supportare tutto quanto
quello che faccio con questo canale, mi
raccomando, iscrivetevi attivando anche
la campanellina, così da non perdervi
nessun prossimo video che realizzerò.
Io, come ultima cosa, vi saluto e vi
ricordo che se avete trovato utile
questo video, sicuramente troverete
utile anche uno di questi altri due. Io
vi aspetto di là, sempre qui su YouTube
con me Dal Lilù. Ciao.
Ask follow-up questions or revisit key timestamps.
Il video presenta l'esercizio mentale della "scala di gravità", basato su tecniche psicoterapeutiche e adattato alla vita creativa, professionale e personale. Questo strumento aiuta ad analizzare ed elaborare i fallimenti, ridimensionare i problemi e ridurre la paranoia, incoraggiando a trovare aspetti positivi anche nelle situazioni difficili. L'esercizio prevede di valutare un fallimento su una scala da 0 a 10 e poi porsi domande chiave per identificare ciò che ha impedito un punteggio più alto (trovando il positivo) e cosa si può fare per abbassare il punteggio (identificando passi di miglioramento). Insegna a vivere nel presente, adottare una mentalità di crescita continua e riconoscere di avere più controllo sulle situazioni di quanto si pensi.
Videos recently processed by our community