HomeVideos

Perché i tuoi video sembrano "finti" (anche con una camera da 10K)

Now Playing

Perché i tuoi video sembrano "finti" (anche con una camera da 10K)

Transcript

454 segments

0:00

Il 90% degli imprenditori e dei liberi

0:02

professionisti che ho incontrato in

0:03

tutti questi anni ha una paura

0:07

della camera. Non appena si posizionano

0:10

davanti ad un'ottica, ad un obiettivo,

0:12

ad una videocamera, cambiano

0:14

completamente, diventano rigidi, hanno

0:16

la voce che cambia, hanno lo sguardo che

0:19

si spegne completamente ed il video, a

0:21

prescindere da quella che sia la camera,

0:23

che possa essere più o meno costosa,

0:24

alla fine sembra finto. Appena si

0:27

posizionano davanti a una camera si

0:30

trasformano, diventano una persona

0:31

completamente diversa da quella che era

0:34

con te a parlare 2 secondi prima. E

0:36

sapete però qual è la verità? è che la

0:38

colpa non è di quelle persone che

0:40

davanti alla camera non si trovano a

0:43

proprio agio, non ci sanno stare. La

0:45

colpa è di chi sta dietro la camera e

0:47

quindi oggi vi voglio svelare come io da

0:50

regista riesco a trasformare una persona

0:53

che è terrorizzata davanti a una camera

0:55

in una persona super carismatica in meno

0:58

di 15 minuti e quindi se sei un libero

1:01

professionista o un imprenditore capirai

1:03

perché non devi più temere il set e se

1:05

invece sei un videomaker capirai come

1:07

poter agire affinché il tuo cliente non

1:10

si senta più a disagio davanti alla

1:12

camera.

1:15

La prima cosa su cui voglio focalizzarmi

1:17

che è uno di di quei tarli che c'è

1:21

fondamentalmente nella testa di una

1:22

persona non tecnica che si approccia

1:24

appunto a mettersi davanti la camera, si

1:27

pensa che si deve essere portati per

1:29

stare in video. Questa è una mezza

1:32

verità, nel senso che se tu come persona

1:36

vieni diretto nel modo giusto, in realtà

1:40

puoi funzionare. È vero, c'è sicuramente

1:42

chi magari è più predisposto, chi è più

1:46

spigliato, chi magari è più videogenico,

1:49

chi funziona un po' meglio. Questa è una

1:51

mezza verità perché se è vero che ci

1:54

sono delle persone che hanno molto più

1:55

carisma rispetto a delle altre, delle

1:57

persone che sono più videogeniche

1:59

rispetto a delle altre, c'è però la

2:02

verità scomoda che il grande lo si

2:05

riesce a fare portando la persona che

2:08

deve stare davanti la camera nella

2:10

direzione che serve e con questo non

2:12

voglio dire che tutti quanti possono

2:14

performare al 100% davanti ad un

2:16

obiettivo, ma con alcune accortezze in

2:18

realtà si riesce ad ottenere un ottimo

2:21

risultato. La cosa più importante è che

2:24

quello che si deve riuscire a fare è

2:26

gestire l'emozione perché si può andare

2:29

a creare un setup con una camera super

2:32

costosa, con la luce perfetta, con il

2:34

microfono perfetto, con tutti i crismi

2:37

del caso, ma se dall'altra parte non si

2:40

riesce a gestire l'emozione nel migliore

2:41

dei modi, di base quello che viene fuori

2:44

è un video in sì altissima qualità dal

2:47

punto di vista dei pixel, ma di una

2:49

persona che è completamente al disagio.

2:51

Il fatto che una persona è a disagio

2:52

davanti la camera, volendo o non

2:54

volendo, questa cosa si nota. E quindi

2:57

qual è il ruolo della persona che deve

2:59

stare dietro la camera? quel ruolo da

3:01

regista è fondamentalmente quella

3:04

differenza che c'è tra lo schiacciare

3:07

soltanto recusarre

3:13

da quella persona la visione. Quindi di

3:17

base quello che si deve fare è non

3:20

riprendere quello che accade, ma fare

3:23

accadere le cose da dover riprendere.

3:26

Come si fa questa cosa? Vabbè, intanto

3:28

in primis, non partendo a gamba tesa

3:31

direttamente sul set, nel senso che i

3:34

primi 15 minuti, la prima mezz'ora prima

3:37

di andare in registrazione, prima di

3:39

premere rec, prima di far sedere la

3:42

persona davanti ad una luce, davanti a

3:45

un obiettivo, con una persona dietro che

3:47

la guarda o addirittura anche delle

3:49

altre persone, perché poi se magari ci

3:50

ritroviamo su dei set un po' eh più più

3:54

grandi, più complessi, magari non c'è

3:55

soltanto la persona dietro la camera, ma

3:57

ci sono altre figure, ecco, c'è bisogno

4:00

di far abbassare la guardia, quindi in

4:03

quei minuti iniziali, uno, la camera

4:05

sicuramente non deve essere accesa. Due,

4:07

non deve essere messa la persona sotto

4:09

torchio sotto una luce che ovviamente se

4:11

non è mai abituata, sembra che sta

4:13

facendo praticamente l'interrogatorio

4:15

dentro a all'ispettorato di polizia. c'è

4:19

bisogno di riuscire a ehm costruire una

4:23

sorta di dialogo super eh rilassante,

4:28

super tranquillo con la persona che poi

4:31

dovrà andare davanti l'obiettivo.

4:34

Ovviamente si possono fare 1le discorsi,

4:37

si possono fare 1ille domande. Ehm

4:40

l'obiettivo è proprio cercare di

4:42

rassicurare la persona, ma anche

4:43

rassicurarla dal punto di vista di

4:46

quello che succederà poi dopo. Quindi

4:47

sì, andiamo a crearci tutto un discorso

4:49

di empatia, dim

4:53

stai, come non stai,

4:55

scherzoso, sorridente, cioè insomma

4:59

farlo mettere a proprio agio nella

5:00

conversazione, riuscire a creare

5:02

un'ulteriore fiducia rispetto a quella

5:03

che magari ha già nei tuoi confronti,

5:05

perché comunque se siete lì a lavorare

5:07

insieme sicuramente una fiducia ci deve

5:09

stare, però c'è bisogno di farlo proprio

5:14

sentire a a suo agio, andarlo a

5:16

rassicurare su quello che succederà, che

5:18

quindi ci saranno dei momenti in cui si

5:20

sbaglierà, ci saranno dei momenti che

5:23

andremo a tagliare, ci saranno dei

5:24

momenti in cui ci divertiremo, ma

5:27

soprattutto va rassicurato dal punto di

5:29

vista del montaggio, nel senso che il

5:32

montaggio è un paracadute per quello che

5:35

è tutto quanto questo eh questo

5:38

approccio davanti alla camera che quindi

5:40

tutto quanto quello che viene detto si

5:43

può sistemare in montaggio. Io quello

5:46

che faccio è proprio questo. Ogni volta

5:48

che sono su un set mi prendo proprio del

5:50

tempo per parlare con la persona che

5:51

dovrà essere davanti la camera, che

5:53

questa possa essere un imprenditore,

5:55

possa essere un libro professionista,

5:57

possa essere un ragazzo che è la prima

5:59

volta che si ritrova davanti la camera.

6:01

I bambini, regà, i bambini, quando devi

6:04

approcciarti ai bambini è è ancora più

6:07

complicato, ma proprio quel discorso di

6:09

creare quel rapporto di fiducia, di

6:12

complicità, di empatia, di ehm capisco

6:17

com'è la situazione, perché io ci metto

6:20

anche la faccia in questo caso, quindi

6:21

so esattamente che cosa voglia dire

6:23

stare davanti la camera e quindi so

6:25

benissimo quali sono tutte quante quelle

6:28

pare che può avere una persona una volta

6:30

che si ritrova davanti. ad una

6:31

situazione di questo tipo e vado proprio

6:33

a far sciogliere tutte quante quelle

6:36

insicurezze che so che se non vado a

6:39

fare quando poi vado a premere rec,

6:41

ecco, è un gran macello e la persona se

6:44

magari 2 secondi prima era lì che

6:46

chiacchierava con me e ed era super

6:48

tranquilla, appena vado a premere rec

6:51

vado e la la la frzo praticamente. Un

6:55

consiglio dal punto di vista

6:56

psicologico, non utilizzate mai tutte

6:58

quante quelle parole che aumentano il

7:01

senso di ansia. non ti preoccupare, non

7:04

ti preoccupare, ti fa pensare proprio al

7:05

fatto che ti devi preoccupare, cioè è

7:07

proprio più racconta come vanno le cose.

7:11

Portano proprio all'interno di quelli

7:13

che saranno gli step da adesso in

7:14

avanti, ma nel modo più tranquillo

7:16

possibile, quindi senza far percepire

7:18

ansia, senza mettere l'angoscia e senza

7:21

farlo sentire inadeguato. C'è poi

7:23

un'altra cosa fondamentale dal punto di

7:25

vista psicologico, ovvero la questione

7:27

dei neuroni specchio, nel senso che noi

7:30

ci eh comportiamo sulla base di chi

7:34

abbiamo davanti, cioè nel senso siamo

7:37

per natura, per biologia, portati ad

7:40

imitare quello che ci ritroviamo di

7:44

fronte ai nostri occhi. Quindi se la

7:45

persona che è dietro la camera è tesa,

7:48

anche la persona che è davanti la camera

7:50

è tesa. Se invece tu persona che sei

7:52

dietro la camera sei entusiasta, anche

7:54

la persona che è davanti alla camera si

7:56

entusiasma, si accende e quindi

7:58

ovviamente performa meglio. E quindi

8:00

qual è qui il punto di forza che si può

8:04

attuare? Il fatto di gesticolare, di

8:06

sorridere, di parlargli, di guardarlo e

8:10

di guidarlo attraverso anche proprio il

8:13

movimento del corpo, il movimento delle

8:15

mani, il movimento degli occhi. Ok? fare

8:18

questa cosa farà fare per neuroni

8:21

specchio la stessa cosa anche alla

8:23

persona che è davanti. Io una cosa che

8:25

faccio molto spesso è quando devo

8:27

riuscire a spiegare, per esempio,

8:29

proprio in termini di ehm recitazione un

8:32

qualcosa, ma in realtà la stessa cosa la

8:35

riporto anche quando mi ritrovo a

8:37

lavorare con persone che devono ehm

8:40

parlare e mi devono trasmettere un

8:42

qualcosa, io vado a dare proprio

8:44

direzioni con il mio corpo, quindi sono

8:46

proprio lì. che gli dico falla in questo

8:48

modo perché farla in questo modo mi

8:50

trasmette questa cosa che è quella che

8:52

mi serve far trasmettere e far passare

8:54

per l'obiettivo del contenuto. La stessa

8:56

cosa con le mani, la stessa cosa con il

8:59

colore della voce, con il tono della

9:01

voce. Molto spesso quando si lavora con

9:05

persone che non sono dei grandi

9:06

comunicatori perché ovviamente fanno un

9:08

altro tipo di lavoro, molto spesso si

9:10

tende a sentire una voce monocolore che

9:14

quindi non ci sono queste variazioni di

9:16

timbri, di volume, di intenzione, di

9:20

colore, proprio esattamente come sto

9:21

facendo io adesso, no? Io ci sto

9:23

mettendo dell'enfasi a parlare, sto

9:26

andando a eh marcare alcune parole

9:29

piuttosto che altre, sto modulando tutto

9:32

quanto quello che sto dicendo con

9:34

volumi, con velocità diverse, con pause,

9:38

con tempi. Ecco, tutte quante queste

9:40

cose sono tutte quante quelle cose che

9:42

devono essere condivise dalla persona

9:45

che è dietro la camera, perché

9:47

dall'altra parte se una persona che non

9:48

fa questo di lavoro e quindi il compito

9:51

di chi è dietro la camera è proprio

9:52

quello della persona che dirige, è

9:54

proprio di dirigere verso la

9:57

comunicazione giusta chi sta parlando

9:59

davanti alla camera per farlo performare

10:01

nel migliore dei modi, sempre in

10:03

funzione dell'obiettivo che deve avere

10:05

quel contenuto, in funzione di quello

10:07

che deve comunicare. quella persona con

10:09

la sua voce, col suo sguardo, col suo

10:11

corpo, con tutto. C'è poi il discorso

10:14

dello sguardo, lo sguardo forzato. Ecco,

10:18

questa forse è una delle cose più

10:19

difficili perché mi rendo conto che

10:22

guardare dentro la camera non è una cosa

10:25

molto naturale e quindi in quel caso se

10:28

si capisce che dall'altra parte c'è una

10:31

persona che fa fatica a parlare da

10:34

questo punto di vista a fissare lo

10:36

sguardo in camera, si possono prendere

10:37

due strade. Se la fatica è data dal

10:40

fatto che c'è una persona dietro che lo

10:42

sta guardando e quindi lo fa sentire un

10:45

po' in soggezione, quello che si può

10:48

fare è tra virgolette un po' nascondersi

10:51

dietro la camera, quindi non stare in

10:52

piedi, ma magari star seduta nascosto

10:55

dietro la camera con magari un monitore

10:56

esterno a fianco che permette al

10:59

regista, al al filmmaker, alla persona

11:02

che sta eh riprendendo, che sta eh

11:05

guidando tutto quanto il il progetto che

11:08

che sta guidando la chiacchierata di eh

11:10

non far sentire sotto pressione l'altra

11:13

l'altra persona. In alternativa,

11:14

un'altra cosa è valutare di non far

11:16

guardare la persona in camera, quindi di

11:18

eh trasformare il tipo di contenuto come

11:21

se fosse una sorta di intervista. E qui

11:23

tra poco vi aggiungo anche un'altra

11:27

un altro input, un altro consiglio che

11:29

potete applicare per migliorare da

11:33

questo punto di vista. Però ecco, questo

11:35

è un altro consiglio, un altro truc

11:36

perché è un altro trucco, perché

11:38

trasforma a quel punto tutto il discorso

11:41

in una sorta di chiacchierata da bar,

11:43

quindi il

11:47

personaggio, il nostro attore, il nostro

11:50

protagonista non guarda più in camera,

11:52

ma parla con me che mi sono seduta lì

11:55

accanto, quindi sono accanto alla

11:57

camera, esattamente come sto facendo

11:58

adesso io in questo momento. sto

12:00

condividendo le mie idee, sto

12:02

rispondendo alle domande, sto parlando

12:04

di quello di cui devo parlare, non

12:05

guardando in camera, avendo un discorso

12:08

colloquiale con la persona che ho qui

12:10

davanti a me, che in questo caso non

12:12

c'è, però comunque io come persona che è

12:16

davanti la camera mi dimentico di tutto

12:18

stoaradan qui davanti e riesco

12:20

fondamentalmente a rilassarmi perché

12:22

inizio ad avere una sorta di

12:23

chiacchierata da bar con un'altra

12:26

persona che è qui di fronte a me in

12:28

questo momento, esattamente come sono

12:30

ruotata io. Ovviamente è un discorso che

12:32

va definito sulla base di ehm quello che

12:36

è il progetto, perché non sempre si può

12:40

prendere una strada e se ne deve

12:42

prendere per forza un'altra e quindi

12:43

bisogna trovare quegli escamotage

12:45

affinché ci si possa portare a casa il

12:48

risultato nel migliore dei modi, sempre

12:50

in funzione dell'obiettivo che deve

12:51

avere il video. Tra le mille cose poi

12:54

che non si devono mai dire, c'è da

12:57

evitare il sorridi di più. Sì, naturale,

13:00

perché in realtà se la persona

13:01

dall'altra parte non è abituata questa

13:04

roba la manda ancora più in pappa e la

13:07

rende ancora più finta. Quindi qual è il

13:09

discorso? Cosa si può fare? si può

13:12

andare a costruire una sorta di

13:14

intervista attiva, quindi invece di far

13:17

leggere un copione, ovviamente dipende

13:19

dai casi perché non sempre si può fare,

13:21

però eh per moltissime produzioni che

13:25

faccio, più che far leggere un copione,

13:27

più che fare avere delle domande

13:30

stabilite a tavolino, eh dove la persona

13:34

va proprio a macchinetta, si vanno a

13:37

costruire proprio delle domande che li

13:40

facciano emozione.

13:42

che quindi li facciano essere naturali

13:45

senza però dirglielo. Quindi non voglio

13:47

che mi vadano a raccontare

13:50

il loro valore come se fosse una sorta

13:52

di poesia, ma voglio che se stiamo

13:55

parlando appunto di un'azienda, voglio

13:57

che me lo facciano vivere, che loro

14:00

mentre lo vanno a raccontare lo

14:03

rivivano, perché questa cosa fa

14:06

percepire proprio la voglia di quella

14:09

persona, la passione, il suo ehm il suo

14:14

essere vero, perché siamo ormai nell'era

14:17

dell'autenticità. È finito il periodo

14:20

del chi fa più contenuti

14:23

a macchinetta vince, ma ormai vince chi

14:26

è più autentico. Vi faccio un esempio

14:29

per renderla ancora più semplice.

14:31

Ipotizziamo il fatto che io debba

14:32

realizzare un documentario per

14:34

un'azienda ed ho da far alcune domande

14:38

all'imprenditore che l'ha fondata.

14:40

Quindi, qual è sicuramente quella cosa

14:42

che non devo chiedere? Non devo

14:44

chiedere. parla della tua azienda,

14:46

raccontami la tua azienda perché lì

14:48

parte il pippone super mega tecnico,

14:51

super dal 1963, noi io io io no,

14:56

assolutamente no. Come si può

14:58

trasformare questa domanda per far

15:00

uscire quello che veramente serve nel

15:02

momento in cui eh voglio raccontare ehm

15:05

[musica]

15:06

questa azienda? Una domanda potrebbe

15:08

essere: qual è la sfida più dura che

15:11

avete superato in questi anni? Qual è la

15:15

cosa che che vi ha trasformato

15:19

come azienda? Qual è stato il

15:24

l'intoppo più grande che avete avuto e

15:26

come l'avete superato? E lì si apre un

15:29

mondo di comunicazione bellissimo,

15:32

perché in questo modo viene fuori

15:34

proprio la l'autenticità, viene fuori la

15:38

passione e questo è proprio quel modo

15:41

per far evitare di pensare alle parole,

15:43

ma far pensare alla passione, fargli

15:46

brillare gli occhi mentre parla, quello

15:48

è l'obiettivo. Quindi un altro esempio,

15:50

invece di che cosa fai di lavoro,

15:53

mettiamo il caso di un imprenditore, o

15:56

raccontami la tua storia, no, raccontami

16:00

perché quella mattina di 10 anni fa hai

16:03

deciso di fare questa cosa, di prendere

16:06

questa scelta, di iniziare questo

16:08

percorso e lì, caspita regà, cambia

16:10

tutto perché è lì che parte la

16:14

narrazione vera e quindi la scelta delle

16:17

domande giuste, il guidare verso le

16:20

domande giuste, quello fa veramente la

16:22

differenza. Quello fa sì che la persona

16:23

dall'altra parte si sciolga

16:25

completamente e si dimentichi totalmente

16:29

che stiamo facendo delle riprese.

16:31

[risate]

16:32

E tutto questo è poi quello che permette

16:35

a a a qualsiasi tipologia di persona che

16:38

possa essere un libero professionista,

16:40

che possa essere un artista, che possa

16:43

essere un imprenditore, di raccontarsi

16:45

nel modo più autentico possibile, ma poi

16:48

anche di monetizzarlo quel contenuto,

16:49

cioè nel senso andare a costruire

16:52

qualcosa che in termini di ritorno di

16:53

investimento trasmetta qualcosa e che

16:56

quindi gli riporti qualcos'altro sempre

16:59

sulla base di quello che è l'obiettivo

17:01

[musica] di quel contenuto o quegli n

17:04

contenuti. Quindi la cosa importante è

17:08

cominciare a pensare che chi sta dietro

17:10

la camera non è quella persona che preme

17:13

rec, ma è quella persona che riesce ad

17:15

estrarre l'autorità e aggiungo anche

17:20

l'autenticità e la trasforma in video. E

17:24

quindi se siete dei videomaker dovete

17:27

cominciare a ragionare da questo punto

17:28

di vista. Se oggi non siete ancora

17:30

capaci di riuscire a costruire un

17:33

dialogo di questo tipo con il vostro

17:36

cliente, è lì che dovete andare a

17:38

lavorare, non alla ricerca della camera

17:40

migliore, della lente migliore e della

17:41

luce perfetta, perché è quello che poi

17:44

fa la vera differenza e che permette a

17:47

chi è davanti la camera di sembrare di

17:50

sicuro e di attirare ovviamente il

17:53

target giusto per quel progetto, per

17:56

quel personal brand, per quella la cosa

17:59

che si sta realizzando. [musica]

18:00

Quindi raga, ora sono curiosa, voglio

18:02

leggervi nei commenti e voglio sapere

18:04

qual è stata la vostra peggiore

18:06

esperienza davanti o dietro la

18:09

telecamera, quindi qual è quel blocco

18:11

che non riuscite a superare? Aspetto di

18:13

leggervi nei commenti e vi consiglio

18:15

anche di leggere la descrizione del

18:16

video perché vi ho lasciato un po' di

18:18

chicche super utili. Mi raccomando, se

18:20

poi volete supportare tutto quanto

18:22

quello che faccio con questo canale e

18:23

volete vedere altri video come questi,

18:25

iscrivetevi attivando anche la

18:26

campanellina, così da non perdervi

18:28

nessun prossimo contenuto. Io, come

18:30

ultima cosa, vi saluto e ci vediamo

18:32

martedì prossimo alle 12:30 con un nuovo

18:34

video sempre qui su YouTube con me da

18:36

Lilù. Show.

18:56

Interactive Summary

Il video illustra strategie per aiutare imprenditori e professionisti a superare la paura della telecamera, attribuendo la responsabilità della riuscita al regista. Vengono descritte tecniche come la creazione di un legame empatico iniziale, l'uso dei neuroni specchio per influenzare positivamente il soggetto e la trasformazione del video in un'intervista colloquiale. L'obiettivo è ottenere una comunicazione autentica, focalizzandosi sulla passione e sull'autorità della persona piuttosto che sulla perfezione tecnica dell'attrezzatura.

Suggested questions

5 ready-made prompts